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Creval pronta alla battaglia, Opa Credit Agricole Italia ‘opportunistica’. E il fondo attivista UK Petrus passa già all’azione

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No, il prezzo che Credit Agricole Italia ha offerto a Creval non è giusto.

Non lo pensano i vertici della società target dell’Opa, non lo pensano i suoi azionisti, non lo pensa il mercato. Tanto che, stando a quanto riporta Reuters sulla base di quanto appreso da due fonti anonime, Creval si starebbe preparando a dare battaglia per migliorare il prezzo dell’OPA del Credit Agricole, poiché il prezzo offerto non valuterebbe in modo adeguato la società.
Le fonti riferiscono che l’istituto potrebbe incaricare Bank of America, Mediobanca e lo studio legale RCCD come advisor per assistere la banca. La prima dichiarazione ufficiale del Credito Valtellinese è arrivata ieri con una nota:
“Il consiglio di amministrazione di Credito Valtellinese (Creval), riunitosi ieri (l’altro ieri per chi legge), ha esaminato la comunicazione relativa all’offerta pubblica di acquisto volontaria da 737 milioni di euro promossa da Crédit Agricole Italia, definendola ‘inattesa e non concordata”, hanno detto i vertici del gruppo.
Non per niente il titolo Creval ha concluso la sessione di ieri in rialzo dell’1,3% a 11,498 euro, a fronte dei titoli delle banche europee che hanno perso terreno (lo Stoxx 600 Banche ha ceduto l-1,17%). Il valore dell’azione si è inoltre posizionato a un livello superiore di oltre 1 euro rispetto ai 10,5 euro per azione che sono stati offerti da Credit Agricole Italia.
Oggi l’azione ritraccia attorno a 11,40, comunque a un valore che rimane al di sopra di quello del prezzo dell’Opa.
Dunque?
Dunque il mercato sta scommettendo sul rilancio dell’offerta. A fare da paladino a quello che sarebbe il vero valore di Creval è stato nelle ultime ore, stando a quanto riportato da il quotidiano La Repubblica, anche il fondo Petrus con sede a Londra. Anche a suo avviso, l’offerta è “inadeguata, di natura opportunistica” e tale da “sottovalutare” il reale valore della banca.
Il fondo attivista ha anche inviato una lettera i vertici del Credito Valtellinese, rimarcando che il prezzo offerto da Credit Agricole Italia rientra nella fascia bassa del range di valore indicato, ad esempio, da Kepler CHeuvreux (tra 10 e 13 euro per azione in caso di M&A) ed è decisamente inferiore anche quello che il fondo stesso reputa giusto, un valore “fair” pari a 14 euro.
La posizione del fondo Petrus è tale che l’azionista – riporta Bloomberg – ha scritto al board di Credito Valtellinese informandolo del fatto che non aderirà all’Opa.

Credit Agricole Italia rilancerà dunque l’offerta?
Secondo gli analisti di Mediobanca Securities la risposta è: “possibile, forse dopo l’approvazione definitiva dell’incentivo alle fusioni (messo a disposizione dal Tesoro e inciso nella legge di bilancio per il 2021) , “che potrebbe valere 400 milioni di euro, ovvero 5 euro per azione”.
“Noi – si legge ancora nella nota -abbiamo un target price di 13 euro, che tiene in considerazione sia il 50% del beneficio legato alla dote fiscale, che il 50% della creazione complessiva di valore attraverso una operazione M&A”.
Dell’Opa di Credit Agricole Italia sul Credito Valtellinese se n’è parlato molto, soprattutto alla luce delle eterne polemiche secondo cui pezzi d’Italia continuerebbero a essere svenduti soprattutto ai francesi: qualcuno, ormai, parla chiaro e tondo di “francofobia”.
Nel caso specifico, sulla bontà dell’offerta,sono arrivate le rassicurazioni sia del diretto interessato, ovvero dell’AD di Credit Agricole Italia Giampiero Maioli, che dallo stesso sindacato FABI.
Maioli si è così espresso:
“L’offerta è a premio del 21% rispetto ai prezzi di Borsa di venerdì e di oltre il 50% rispetto a quelli medi degli ultimi sei mesi. A questo aggiungerei che la nostra offerta ha già un extra premio perché è tutta cash. Non è un dettaglio di poco conto”. Ma per il fondo Petrus e lo stesso cda di Creval, evidentemente lo è.