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Bper: AD Vandelli apre ad acquisto Carige, ma con impatto neutro su capitale. In stile Intesa SanPaolo-banche venete

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Così il numero uno di Bper: “Quello che fu fatto con le banche venete rese l’operazione neutrale sotto il profilo patrimoniale per il soggetto che le ha acquisite. Quella condizione …

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Con al timone l’amministratore delegato Alessandro Vandelli, Bper non esclude l’ipotesi di un’acquisizione di Carige, la banca ligure a a rischio di liquidazione, che ha tempo 25 giorni circa per rastrellare 800 milioni di euro.

Lo ha detto lo stesso AD, nel corso dell’amministrazione straordinaria di Bper, che ieri ha visto i soci dare il via libera alla proposta di aumento di aumento di capitale da 171,7 milioni e all’emissione di un bond convertibile additional tier 1 da 150 milioni, per l’acquisto del 49% del Banco di Sardegna (Bds) dalla Fondazione di Sardegna.

Diverse le novità in casa Bper, con Unipol di Carlo Cimbri (ceo di Unipol e presidente di UnipolSai), salita formalmente al 19,9% del capitale. Altro socio che si appresta ad avere più voce in capitolo nelle strategie future di Bper è la Fondazione di Sardegna, che vedrà la sua quota balzare al 10% dall’attuale 4,21% entro la fine di questo mese, in base all’autorizzazione che è stata rilasciata, come ha detto Vandelli, dalla Bce.

GUARDA Il futuro delle banche: focus sui piani di Carige e Bper

Asse Bper-Carige, dunque?

Il primo azionista di Bper, Unipol, non chiude la porta a priori. In un’intervista rilasciata pochi giorni fa a Il Sole 24 Ore , Cimbri si è così espresso: “Credo che in queste situazioni, se non si cercano soluzioni industriali, di fatto si rimanda solo il problema. L’approdo futuro di Carige, a mio parere, deve essere all’interno di un gruppo bancario. Detto questo, Bper in questo momento ha il suo programma e lo sta portando avanti. Oggi non ci sono le condizioni per fare un’operazione”. Per quanto sia “prematuro” parlare dei piani di Bper nell’ottica del consolidamento del settore bancario, Carlo Cimbri ha fatto notare anche che, “indubbiamente c’è bisogno di un’altra grande banca nazionale oltre a Intesa Sanpaolo”.

Dal canto suo, l’AD di Bper Alessandro Vandelli ha aperto all’acquisizione di Carige lasciando intendere che una eventuale operazione dovrebbe seguire quella con cui Intesa SanPaolo acquistò a un euro le banche venete, Veneto Banca e Popolare di Vicenza.

Il motivo è semplice: una eventuale acquisizione dell’istituto ligure può avere un senso, secondo il manager, soltanto se si trova “un modo per neutralizzare gli impatti patrimoniali”.

“Quello che fu fatto con le banche venete rese l’operazione neutrale sotto il profilo patrimoniale per il soggetto che le ha acquisite” ha detto Vandelli, aggiungendo che “quella condizione fu realizzata in un certo modo attraverso emissioni di cassa da parte dello Stato“.  Quindi oggi “bisogna capire se ci sono le stesse condizioni per fare un’operazione di questo tipo”.

Insomma, è necessario “capire se c’è uno sforzo patrimoniale e finanziario che deve sostenere chi la acquisisce o se questo sforzo patrimoniale viene adempiuto come fu fatto per le venete o in maniera differente”, ha precisato il numero uno di Bper, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta in occasione dell’assemblea straordiaria che si è svolta a Modena:

“Credo che sia questo il cuore del problema: di trovare una soluzione per Carige che veda anche istituti pronti a realizzare” l’operazione. Ed è così, visto che il recente piano di salvataggio della banca ligure mette in primo piano l’Fitd, il Fondo italiano di tutela dei depositi dunque, il sistema bancario italiano.

Ancora Vandelli: “Confermiamo pienamente il fatto che tutti abbiamo bisogno di crescere. Siamo attenti a quello che succede sul mercato. Credo che non ci sia bisogno di avere nessuna frenesia in queste operazioni. Se si creeranno le condizioni favorevoli esamineremo le cose che sul mercato si presentano”.

In ogni caso, su Carige “la situazione richiede grande attenzione da parte di tutti. Mi auguro si trovi una soluzione di carattere industriale, perché dispiace vedere una realtà significativa su territori interessanti”.

Vandelli ha fatto notare anche che, grazie all’acquisizione di Unipol Banca e all’aumento di capitale di Banco di Sardegna, Bper raggiungerà “un totale attivo di oltre 80 miliardi di euro, quindi una soglia assai significativa”.

Da segnalare che l’acquisizione di Unipol Banca è stata annunciata agli inizi di febbraio, dopo l’ok del cda di Unipol alla cessione a Bper Banca dell’intera partecipazione detenuta direttamente e indirettamente in Unipol Banca per 220 milioni di euro.

In quell’occasione, l’amministrazione di Bper ha rilevato anche il  49% che ancora non possedeva del Banco di Sardegna dalla fondazione BdS.

Ieri Vandelli ha confermato infine l’importanza di Banco di Sardegna per lo sviluppo dell’istituto, ricordando come “nel primo trimestre il Banco di Sardegna” abbia “registrato oltre 6 milioni di euro di risultato positivo. Probabilmente è una delle banche italiane, forse l’unica, con la migliore dotazione patrimoniale”. A questo punto, “approveremo i risultati della semestrale a inizio agosto, ma posso confermare l’andamento positivo e dal mio punto di vista una grande soddisfazione”.