Notizie Notizie Mondo Bollettino Bce: focus su Pil, inflazione ed euro. La frase sui dazi

Bollettino Bce: focus su Pil, inflazione ed euro. La frase sui dazi

Pubblicato 7 Agosto 2025 Aggiornato 7 Agosto 2025 17:34

Nel bollettino economico pubblicato oggi, la Banca centrale europea (Bce) ha analizzato la situazione dell’area euro. Report che è stato pubblicato a distanza di alcune settimane dalla riunione di luglio dell’istituto centrale europeo che ha mantenuto i tassi fermi, dopo il lungo ciclo di allentamento dei tassi iniziato nel giugno dello scorso anno.

Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2 per cento a medio termine. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione“, si legge nel documento dell’Eurotower pubblicato oggi nel quale viene dato, come sempre, ampio spazio all’inflazione e alle prospettive di crescita (dominate da una forte incertezza).

Spazio anche all’andamento del mercato finanziario, con un focus sull’apprezzamento dell’euro.

Vediamo ora nel dettaglio alcuni degli spunti della pubblicazione che presenta le informazioni economiche e monetarie alla base delle decisioni del Consiglio direttivo. Il bollettino economico viene diffuso otto volte l’anno, due settimane dopo ogni riunione di politica monetaria.

Crescita rallenta, incertezza sale (con dazi)

“I dati più recenti confermano un significativo rallentamento della crescita economica nel secondo trimestre e segnalano una moderazione dello slancio nel breve periodo, in un contesto di elevata incertezza”, segnala la Bce nel suo bollettino economico, rimarcando che dopo la forte dinamica osservata nel primo trimestre, che comporta anche effetti di trascinamento positivi per il secondo trimestre, la produzione industriale è diminuita bruscamente in aprile e ha recuperato in maggio, segnalando una parziale inversione degli effetti di anticipazione, ulteriormente gravata dall’apprezzamento dell’euro e dall’aumento dei dazi. E avverte: “In prospettiva, un contesto caratterizzato da dazi più elevati e aumento del protezionismo, con la conseguente incertezza, continuerà a gravare sulle prospettive a breve termine”.

Inflazione al target del 2%, le aspettative nel breve

A inizio settimana sono arrivati gli ultimi aggiornamenti sull’inflazione nella zona euro che, nella lettura flash di luglio, è rimasta ferma al 2% (target della Bce). Nel bollettino, in un paragrafo dedicato all’inflazione, la Bce sottolinea come l’inflazione sui dodici mesi si è collocata al 2% a giugno 2025, dopo l’1,9 segnato a maggio. I prezzi dell’energia sono aumentati a giugno, ma si mantengono su un livello inferiore rispetto al 2024. L’inflazione dei beni alimentari si è ridotta lievemente, portandosi al 3,1 per cento. L’inflazione dei beni è diminuita allo 0,5 per cento a giugno, mentre quella dei servizi ha registrato un lieve incremento, raggiungendo il 3,3 per cento, dal 3,2 di maggio.

Gli indicatori dell’inflazione di fondo, spiegano ancora dall’Eurotower, sono nel complesso coerenti con l’obiettivo del 2 per cento a medio termine perseguito dal Consiglio direttivo. Il costo del lavoro ha continuato a moderarsi. La crescita sul periodo corrispondente del costo del lavoro per dipendente si è ridotta al 3,8 per cento nel primo trimestre del 2025, dal 4,1 del quarto trimestre del 2024. Unitamente a una crescita più vigorosa della produttività, ciò ha determinato una decelerazione del costo del lavoro per unità di prodotto. Gli indicatori prospettici, compresi l’indice salariale della Bce e le indagini sulle aspettative di imprese, consumatori e previsori professionali relative ai salari, segnalano un ulteriore calo della dinamica delle retribuzioni.

Dalla Bce indicano inoltre come le aspettative di inflazione a breve termine dei consumatori si siano ridotte sia a maggio sia a giugno, invertendo l’aumento osservato nei mesi precedenti. Le misure delle aspettative di inflazione a più lungo termine continuano ad attestarsi prevalentemente intorno al 2 per cento, sostenendo la stabilizzazione dell’inflazione intorno all’obiettivo del Consiglio direttivo.

I movimenti dell’euro

Sui mercati dei cambi, l’euro si è apprezzato ulteriormente nei confronti del dollaro statunitense e su base ponderata per l’interscambio“, indica l’Eurotower spiegando che “la traiettoria al rialzo dell’euro si è generalmente protratta a giugno, nonostante l’intensificarsi dei rischi geopolitici, compreso il conflitto tra Israele e Iran. A partire dagli inizi di luglio tale traiettoria ascendente si è in parte invertita rispetto al dollaro statunitense e su base ponderata per l’interscambio, in quanto gli investitori hanno rivisto le attese di un ulteriore allentamento della politica monetaria statunitense, sulla scorta di dati sull’inflazione più alti del previsto”.