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Bce, Draghi ferma attacco sovranisti a quote e riserve auree Bankitalia. Ma Borghi lo nega

“Un trasferimento delle riserve in valuta estera (comprese le riserve auree) dallo stato patrimoniale della Banca d’Italia allo Stato eluderebbe il divieto di finanziamento monetario ai sensi dell’articolo 123 del …

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Mario Draghi, numero uno della Bce, scende in campo per fermare l’assalto all’indipendenza di Bankitalia, con un paper in cui esprime un parere sia sulla struttura proprietaria dell’istituto, sia sulla proprietà delle riserve auree.

L’assalto si è intensificato negli ultimi giorni, con la presentazione di una proposta di legge al Senato da parte di Lega e M5S che, se approvata, darebbe al governo e al Parlamento il potere di nominare i cinque esponenti del board di Bankitalia che, nel sistema attuale, vengono nominati internamente.

Così si legge nel parere della Bce firmato dallo stesso presidente Draghi:

In data 2 maggio 2019, la Banca centrale europea (BCE) ha ricevuto da parte del Presidente della Camera dei Deputati una richiesta di parere su una proposta di legge relativa al trasferimento al Ministero dell’Economia e delle Finanze della titolarità delle quote della Banca d’Italia (…). Con la stessa lettera il Presidente della Camera dei Deputati trasmetteva un’altra proposta di legge di interpretazione autentica dell’articolo 4 del Testo unico delle norme di legge in materia valutaria in materia di gestione delle riserve ufficiali”.

Per riserve ufficiali si intende la mozione M5S-Lega  a prima firma Alberto Bagnai (Lega) e Laura Bottici (M5S) – che all’inizio di aprile è passata con 141 sì, 83 no e 12 astenuti.

Il parere viene pubblicato nei giorni in cui nuovi timori sull’indipendenza di Bankitalia si sono riaffacciati. In via esclusiva Reuters ha rivelato indiscrezioni su un piano di takeover completo su Palazzo Koch orchestrato sempre da Bagnai, presidente della Commissione Finanze del Senato.

Nel commentare il parere di Draghi su entrambe le questioni, oggi la maggior parte di siti e giornali dà la notizia dello stop della Bce all’attacco sovranista contro Bankitalia. Ma sui social il dibattito si fa accesso dopo il tweet con cui il presidente della Commissione di bilancio della Camera ed economista leghista Claudio Borghi, noto per essere il creatore dei minibot, parla di OK da Bce a nostra proposta. Ok in che senso?

Borghi interpreta la difesa di Bankitalia da parte di Draghi, ben precisata in un paper (CLICCARE PER LEGGERE IL PARERE)– che porta la data del 24 giugno – come un sì alla proposta Lega-M5S.

Niente di più sbagliato, come twitta anche Luciano Capone che, insieme a Valerio Valentini, ha scritto sul Foglio l’articolo: “Draghi stoppa l’assalto a Bankitalia di chi gioca con l’Italexit”.

“Nel parere chiesto dalla Camera, la Bce boccia le proposte di legge su proprietà delle riserve auree (Borghi) e nazionalizzazione di BdI (Meloni) perché contro i Trattati”, scrive Capone.

Borghi continua tuttavia a pubblicare notizie relative al parere della Bce sulle riserve auree di Bankitalia citando altri articoli, tra cui uno stilato da Reuters.

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Il titolo può, di fatto, trarre in inganno. Andando a cliccare l’articolo, tuttavia, si legge:

“In an official opinion published on the ECB’s website, the bank said EU treaties do not use the concept of ownership with regard to official gold reserves, but only deal with the question of their “exclusive holding and management”. The opinion, signed by President Mario Draghi, asked the government to consult with the Bank of Italy if it planned to push ahead with the legislation, in order that the central bank’s independence be “fully respected”.

Ovvero, tradotto: “In un’opinione ufficiale pubblicata sul sito della Bce, la banca (centrale) ha riferito che i Trattati Ue non utilizzano il concetto di proprietà in relazione alle riserve auree, ma si riferiscono soltanto alla questione della loro ‘gestione e del loro possesso esclusivo’. L’opinione, firmata dal presidente (della Bce) Mario Draghi, chiede al governo (italiano) di consultarsi con la Banca d’Italia nel caso in cui intenda procedere con la legislazione (quella che ha chiesto che venga chiarito il concetto di chi detenga la proprietà dell’oro di Bankitalia) , al fine di garantire che l’indipendenza della banca centrale venga ‘rispettata’ pienamente”.

Parere Bce su struttura proprietaria Banca d’Italia e proprietà riserve auree

Di seguito alcuni estratti del parere scritto da Mario Draghi sulla questione della proprietà delle riserve aeree e non solo:

“Un trasferimento delle riserve in valuta estera (comprese le riserve auree) dallo stato patrimoniale della Banca d’Italia allo Stato eluderebbe il divieto di finanziamento monetario ai sensi dell’articolo 123 del Trattato, che vieta alla banca centrale di finanziare il settore pubblico e contrasterebbe altresì con il principio di indipendenza finanziaria ai sensi dell’articolo 130 del Trattato”

“Coerentemente con il principio di indipendenza finanziaria ai sensi dell’articolo 130 del Trattato, qualsiasi profitto ottenuto dalla Banca d’Italia per effetto della gestione di tali riserve ufficiali in valuta estera può essere distribuito ai partecipanti al capitale solo attraverso il normale processo di distribuzione degli utili quale stabilito nelle disposizioni legislative e statutarie pertinenti, e dopo che sia stato costituito un ammontare sufficiente di riserve al fine di garantire che la Banca d’Italia abbia i mezzi finanziari per assolvere i propri compiti in modo indipendente”.

“La BCE osserva che ove le autorità italiane considerino necessario chiarire l’interpretazione della normativa in vigore in merito alla proprietà giuridica delle riserve auree, la Banca d’Italia deve essere consultata al fine di assicurare che i requisiti imposti dal Trattato e in particolare l’indipendenza della Banca d’Italia stabilita dall’articolo 130 del Trattato continuino a essere rispettati” (come rilevato, per l’appunto, dall’articolo di Reuters)”.

“Conformemente all’articolo 130 del Trattato, nell’assolvimento del compito di detenzione e gestione delle riserve auree, né la BCE né una BCN, compresa la Banca d’Italia, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni, tra gli altri, dai governi degli Stati membri. I governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle BCN, compresa la Banca d’Italia, nell’assolvimento dei loro compiti”.

Ancora prima, il paper fa notare:

“Dal punto di vista finanziario, la BCE evince che, in base alla proposta di legge sulla struttura proprietaria della Banca d’Italia, ogni quota di partecipazione della Banca d’Italia al momento posseduta da soggetti privati sarebbe acquisita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze al valore nominale di mille lire, pari a 51,64 centesimi di euro, anziché al valore nominale di 25.000 euro specificato nello Statuto della Banca d’Italia. Di conseguenza, ciò può avere un impatto sugli enti creditizi nella misura in cui posseggano quote di partecipazione della Banca d’Italia, iscritte a bilancio per un importo pari al valore nominale attualmente indicato nello Statuto della Banca d’Italia. Pertanto, l’attuazione della proposta di legge potrebbe avere un impatto negativo sulla capitalizzazione del settore bancario italiano, aspetto che, in via di principio, merita una certa attenzione”.

“Spetta alle autorità italiane valutare se la proposta di legge sia conforme ai principi legislativi e costituzionali italiani. Tuttavia, la BCE osserva che il prezzo di acquisto summenzionato delle quote di partecipazione della Banca d’Italia merita attenzione da parte delle autorità italiane sotto il profilo del diritto di proprietà.