Bankitalia: debito pubblico italiano sale a ottobre. I movimenti dello spread Btp-Bund
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Il debito pubblico italiano torna a salire a ottobre. Dopo lo stop di settembre, il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 50,7 miliardi di euro rispetto al mese precedente, raggiungendo quota 3.131,7 miliardi. A scattare la consueta fotografia mensile è la Banca d’Italia con l’aggiornamento della pubblicazione statistica “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”.
Osservando l’andamento dei mesi scorsi, a settembre il dato si era attestato a 3.080,9 miliardi, mentre ad agosto 2025 aveva raggiunto un nuovo massimo storico di 3.082,2 miliardi.
Dati che arrivano mentre lo spread Btp-Bund resta sotto quota 70 punti base, ovvero i minimi dal 2009.
L’analisi
Il debito pubblico italiano è tornato ad aumentare nel mese di ottobre. Bankitalia spiega che “l’incremento riflette la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (31,8 miliardi, a 77,2), il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (18,8 miliardi), nonché l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,1 miliardi)”.
Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, l’aumento del debito è imputabile a quello delle Amministrazioni centrali (50,6 miliardi) e a quello delle Amministrazioni locali (0,2 miliardi). Il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato. La vita media residua è diminuita a 7,8 anni, da 8,0 del mese precedente.
Ad ottobre le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 43,4 miliardi, mostrando un aumento del 2,5 per cento (1,0 miliardo) rispetto al corrispondente mese del 2024. Nei primi dieci mesi del 2025 le entrate tributarie hanno toccato quota 462,2 miliardi, registrando un aumento del 2,1 per cento (9,7 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Chi ha nelle mani il debito pubblico italiano?
La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 18,8 per cento (dal 19,1 del mese precedente), mentre a settembre (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era aumentata al 33,9 per cento (dal 33,7 per cento del mese precedente) e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) era diminuita al 14,2 per cento (dal 14,4 per cento).
Spread Btp-Bund sotto quota 70
Intanto lo spread Btp-Bund resta sotto la soglia dei 70 punti base. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano e quello tedesco è in area 67 punti base, livelli che non si vedevano dal 2009. Il rendimento del decennale italiano è in area 3,513%. Per il mercato obbligazionario europeo si guarda questa settimana all‘appuntamento con la Banca centrale europea che nell’ultima riunione del 2025 è attesa mantenere i tassi fermi. Occhi puntati sulle nuove stime macro, con la possibile revisione al rialzo della crescita.
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“La scorsa settimana è stata caratterizzata da un moderato rialzo dei rendimenti (sia euro che USA), che ha interessato soprattutto la parte a lungo termine della curva, in un contesto in cui per la BCE il mercato inizia a prezzare un rialzo dei tassi a fine 2026 e per la Fed si continuano a prezzare due tagli entro fine 2026, malgrado la nuvola dei dots ne abbia confermato uno solo”, commentano gli strategist di Mps Capital Services.