Tim e l’ultima grande mossa di Poste. Perchè non scatterà l’Opa
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Poste Italiane avanza ancora in Tim e Vivendi esce ufficialmente di scena. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha annunciato ieri a mercati chiusi di essere salita al 27,3% del gruppo telefonico italiano, rilevando il 2,5% ancora nelle mani dei francesi. Nonostante Poste Italiane abbia oltrepassato la soglia rilevante del 25%, si avvarrà di un’esenzione e non lancerà un’Opa sull’intero capitale di Tim.
Intanto è positiva la reazione in Borsa per Telecom Italia, tra i migliori titoli del Ftse Mib, grazie a un rialzo di quasi l’1,8% che spinge il titolo verso quota 0,5 euro. Segno positivo anche per Poste che sale dello 0,5% a quota 20,8 euro.
Poste Italiane sale ancora in Tim
Nuovo importante annuncio di questo 2025 di Poste Italiane su Tim. “E’ stata formalizzata l’acquisizione della partecipazione residuale detenuta da Vivendi in Telecom Italia costituita da 384.099.915 azioni ordinarie corrispondenti al 2,51% del totale delle azioni ordinarie e al 1,80% del capitale sociale di Tim”. Il corrispettivo per l’acquisto è pari al prezzo di chiusura delle azioni del 10 dicembre 2025, è complessivamente pari a 187 milioni di euro, e sarà finanziato mediante cassa disponibile.
Al termine dell’acquisizione, Poste Italiane – già azionista con il 24,81% delle azioni ordinarie – avrà una partecipazione complessivamente pari al 27,32% delle azioni ordinarie Tim, corrispondente al 19,61% del capitale sociale, con il conseguente superamento dell’attuale soglia rilevante ai fini della disciplina sulle offerte pubbliche di acquisto obbligatorie.
Su quest’ultimo punto, il gruppo guidato da Del Fante ha fatto sapere che si avvarrà dell’esenzione per i superamenti di carattere “temporaneo” della soglia Opa del 25%. Nella nota si precisa, infatti, che “Poste Italiane dichiara l’intenzione di avvalersi dell’esenzione di cui all’articolo 106, comma 5, del D.lgs. 58/1998 e all’articolo 49, comma 1, lett. e), del Regolamento Consob n. 11971/1999. Pertanto – in vigenza dell’attuale quadro normativo – si impegna a cedere a parti non correlate le azioni ordinarie detenute in eccedenza rispetto alla predetta soglia rilevante, entro 12 mesi dal perfezionamento dell’acquisto, astenendosi, nel mentre, dall’esercizio dei diritti di voto relativi a tali azioni”.
Su questo tema gli analisti di Equita, che confermano i rating buy su Tim e Poste, ricordano che “la riforma del TUF proposta dal governo prevede l’innalzamento della soglia d’Opa dal 25% al 30% e, qualora approvata, consentirebbe a Poste di non dover dismettere la quota acquisita. In alternativa, Poste potrebbe anche spingere per la conversione delle azioni di risparmio di Tim”.
Con questa operazione, Poste Italiane rafforza l’investimento di natura strategica realizzato in Tim, confermando il proprio obiettivo di svolgere il ruolo di azionista industriale di lungo periodo, attraverso la realizzazione di sinergie e la creazione di valore per tutti gli stakeholder.
Come anticipato nei mesi scorsi dal management di Tim dovrebbero essere presentati gli “obiettivi quantitativi” sulle sinergie con Poste in occasione dell’aggiornamento del piano industriale previsto per il prossimo 24 febbraio.
2025: l’anno di Poste e Tim
I primi annunci che hanno delineato e scritto il nuovo assetto azionariato di Telecom Italia sono arrivati a inizio 2025. Lo scorso febbraio il gruppo finanziario italiano è ufficialmente entrato nella compagine azionaria del big tricolore delle tlc. In un’operazione di scambio di quote azionarie che vede altri attori in campo, oltre a Tim e Poste, ovvero Nexi e Cassa Depositi e prestiti (CDP).
Poco più di un mese dopo, fine marzo, arriva l’annuncio che riporta Tim in mani italiane. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha, infatti, incrementato la partecipazione in Tim e ha acquisito un’ulteriore quota del 15% da Vivendi, diventandone il primo azionista e arrivando a detenere il 24,81% del capitale del gruppo italiano di Tlc.
E ieri, l’uscita ufficiale di scena del gruppo transalpino guidato dalla famiglia Bolloré.
La view degli analisti
Secondo la view di Equita, “per Tim, l’aumento della partecipazione da parte di Poste agli attuali livelli del titolo rappresenta un segnale di supporto e rimuove un potenziale overhang legato alla cessione della quota residua di Vivendi. L’operazione contribuisce inoltre ad accrescere l’appeal di un’eventuale conversione delle azioni di risparmio”.
Da inizio anno il titolo Tim è salito di oltre il 100%, il migliore dell’indice FTSE MIB. Attualmente il consenso Bloomberg vede 13 buy, 6 hold e 2 sell sul titolo con un target price medio a 0,53 euro, circa l’8% in più della quotazione attuale.
Per quanto riguarda Poste Italiane, il consensus degli analisti su Bloomberg indica il 38,9% di giudizi Buy e il 55,6% Hold, mentre solo 1 analista dice Sell.