Notizie Notizie Italia Banco BPM: la preda sfuggita a UniCredit che fa gola ai francesi conferma il suo appeal. Outlook ancora più roseo con rialzo tassi

Banco BPM: la preda sfuggita a UniCredit che fa gola ai francesi conferma il suo appeal. Outlook ancora più roseo con rialzo tassi

6 Maggio 2022 12:19

Banco BPM, la preda sfuggita a UniCredit di Andrea Orcel, entrta poi nelle mire di Credit Agricole, che agli inizi di aprile ha rilevato quasi il 9,2% di Piazza Meda diventando maggiore azionista della banca, ha  riportato una trimestrale al di sopra delle attese, sfornando un utile netto di 178 milioni, in crescita del 77,6% rispetto allo stesso periodo del 2021 e dell’83,2% rispetto al quarto trimestre 2021: trimestri in cui aveva riportato rispettivamente utili per €100,1 milioni e €97,1 milioni di euro.

I ricavi sono stati pari a € 1,185 miliardi, in crescita sia rispetto agli € 1,127 miliardi registrati nel corrispondente periodo dello scorso esercizio (+5,2%), sia rispetto al dato di € 1,086 miliardi relativo al quarto trimestre 2021 (+9,1%).

La banca guidata da Giuseppe Castagna ha confermato la fase di derisking che continua a portare avanti.

Banco BPM ha comunicato a tal proposito la cessione di un portafoglio di crediti classificati come Unlikely to Pay (‘UTP’) e sofferenze il cui valore lordo di bilancio complessivo è pari a circa 700 mln di euro (Progetto ‘Argo’).

La cessione del portafoglio avverrà nel contesto di un’operazione di cartolarizzazione le cui note mezzanine e junior saranno sottoscritte, a seguito della negoziazione e definizione della relativa documentazione contrattuale, da società controllate da fondi di Elliott.  L’operazione permette di ridurre lo stock di crediti deteriorati lordi a 5,6 mld e consente di raggiungere un NPE Ratio lordo del 4,9%.

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Banco BPM, Equita: ‘aumentato appeal speculativo titolo”

Equita SIM ha commentato la trimestrale di Banco BPM parlando un bilancio “ampiamente sopra le attese grazie ad una solida performance operativa” e mettendo in evidenza proprio la pulizia di bilancio, che ha portato l’NPE ratio proforma al 4,9%. Non solo: la SIM milanese ha confermato il rating “buy” sul titolo, ricordando con i seguenti elementi:

  • I risultati sono coerenti con le prospettive di crescita futura dei ricavi.
  • Aumentato appeal speculativo sul titolo; valutazione cheap: escludendo le partecipazioni in Anima, Nexi e il valore dell’opzione put su Agos, il business bancario di Banco BPM tratta con un P/TE di 0.3x.
  • Banco BPM è ben posizionato in caso di aumento dei tassi con una sensitivity tra le più alte tra le banche italiane (+21% di margine di interesse NII ogni 100bps di spostamento parallelo della curva).

A tal proposito, con l’inflazione che corre anche in Europa, oltre che negli States, la Bce di Christine Lagarde appare sempre più costretta a intervenire con un rialzo dei tassi, che tra l’altro qualche esponente del Consiglio direttivo ritiene possibile anche a luglio. Una stretta monetaria avrebbe dunque effetti particolarmente positivi proprio su Banco BPM, alla luce di ciò che scrive Equita.

La SIM, nella sua nota, ha riassunto le voci di bilancio principali del bilancio di Banco BPM:

  • Margine di intesse NII: 512 milioni (+1% su base trimestrale), meglio dei 498 milioni attesi.
  • Ricavi complessivi per 1,186 miliardi (+9% su base trimestrale), meglio degli 1,078 miliardi attesi.
  • Utile operativo: 561 milioni (+22% QoQ), meglio dei 453 milioni previsti.
  • LLPs: 151 milioni (55 punti base) rispetto a 190 milioni (68 punti base) attesi
  • Utile netto di 178 milioni rispetto ai 114 milioni attesi.

Equita ha parlato di “risultati di buona qualità con ricavi Core in crescita e superiori alle attese (+2% su base annua, +3% rispetto alle attese) grazie sia alla tenuta del margine di interesse (+1% QoQ nonostante l’effetto calendario negativo) che all’andamento delle commissioni (480 milioni, +1% su base trimestrale, rispetto ai 469 stimati)”.

E’ stato messo in evidenza che, “sul fronte dei ricavi, sorprende positivamente anche la contribuzione da trading (128 miloni, meglio dei 60 milioni previsti), pur al netto dell’impatto negativo della quota in Nexi (36 milioni)”.

Ancora, “il costo del rischio, (55bps vs 68bps), include 32 milioni dall’incremento del target di cessione di NPE entro la prima metà del 2022 (che supera la soglia di 1 miliardi annunciata nel quarto trimestre del 2021 e che include la cessione, perfezionata ieri, di un portafoglio di Gross NPE per 700mn)”

  • L’NPE ratio è sceso su base trimestrale di 20bps al 5,5% (e al 4,9% pro-forma includendo la cessione), con coverage al 50,4% (+157bps).
  • Il CET1 FL si è attestato al 13,14%, in leggero calo di -29 bps su base trimestrale, a causa di -31bps di impatto da FVOCI reserve.
  • Il buffer sullo SREP rimane molto ampio a 462 bps.

Dalla call – ha scritto ancora Equita – è emerso quanto segue:

  • Guidance 2022 sull’utile netto in crescita rispetto al 2021 grazie alla normalizzazione del costo del rischio e al maggiore contributo del portafoglio govies (+3,8 miliardi QoQ) e rialzo dei tassi sul margine di interesse;
  • Alla luce delle manifestazioni di interesse ricevute, il management ha avviato un processo di valutazione per considerare scenari alternativi rispetto all’internalizzazione delle JV assicurative, che resta tuttavia il base case scenario.

Di conseguenza, “post call – si legge nella nota di Equita –  effettuiamo un marginale fine-tuning delle stime 2022-2024 (+2%) incorporando parzialmente le migliori prospettive su NII (+1%) e i maggiori utili da trading nel 2022″.