Notizie Notizie Italia Saipem: le stime su ricavi e utili 2025. Analisti ancora posizionati su buy

Saipem: le stime su ricavi e utili 2025. Analisti ancora posizionati su buy

23 Febbraio 2026 15:03

L’ultima settimana di febbraio vede in calendario una carica di trimestrali da parte di alcune big del Ftse Mib. Tim, Eni, Nexi, Prysmian ma anche Saipem si preparano ad annunciare i conti 2025. Per il big italiano dei servizi petroliferi l’appuntamento è fissato per domani (a mercati chiusi), quando verranno comunicati al mercato i risultati preconsuntivi consolidati per l’esercizio 2025 e quelli relativi all’ultimo scorcio dell’anno.

Attese per i conti 2025

Il consensus raccolto da Bloomberg indica per il 2025 ricavi in salita 15,12 miliardi di euro, mentre l’Ebitda e l’Ebit dovrebbero attestarsi rispettivamente a 1,673 miliardi e a 664,3 milioni. L’utile netto rettificato, quindi al netto delle poste non ricorrenti, è, invece, visto a 354,5 milioni.

Per Saipem il 2024 è stato archiviato, secondo i numeri diffusi un anno fa, con un utile netto che è balzato a 306 milioni di euro (+70% a/a), i ricavi si sono attestati a 14,5 miliardi (+23%) e l’Ebitda adjusted (ossia al netto delle poste non ricorrenti) è salito del 44% a 1,3 miliardi. Con ordini acquisiti record pari a 18,8 miliardi di euro nel 2024, il portafoglio ordini ha raggiunto il massimo storico di 34 miliardi di euro, fornendo un’ottima visibilità sugli obiettivi del piano strategico.

In un contesto in cui restano da monitorare da vicino anche i prezzi del petrolio (che oggi viaggiano in territorio negativo, con il Brent poco sopra area 71 dollari al barile), il titolo Saipem mostra una certa volatilità, scambiando ora a 3,424 (+0,03%) dopo avere toccato un massimo di giornata in area 3,469 euro.

Da inizio anno Saipem è stato uno dei migliori titoli del Ftse Mib, con un rialzo di circa il 41% seguito da una altra big del comparto oil come Tenaris che oggi si muove in territorio positivo sostenuta da una valutazione positiva di Barclays (tp rivisto al rialzo a 24 euro). In media però il consensus raccolto da Bloomberg indica per Saipem un prezzo obiettivo a 3,29 euro.

Osservando, invece, il rating consenso di Bloomberg tra gli analisti prevale una view decisamente positiva per il titolo del gruppo guidato da Alessandro Puliti. Al momento raccoglie 17 rating buy, 3 hold e solo un sell.

Accordo per l’acquisizione della drillship Deep Value Driller

Nei giorni scorsi, Saipem ha raggiunto con Deep Value Driller AS (DVD) un accordo sui principali termini e condizioni per l’acquisizione dell’unità di perforazione offshore mobile di settima generazione Deep Value Driller. Il prezzo di acquisto concordato è di circa a 272,5 milioni di dollari. Il perfezionamento dell’operazione è previsto, al più tardi, alla data di scadenza dell’attuale contratto di bareboat charter, fissata il 31 luglio 2026. L’acquisizione è in linea con la strategia di Saipem di rafforzare la propria flotta di perforazione offshore, mantenendo al contempo un approccio disciplinato nell’allocazione del capitale.

“Il prezzo appare coerente con le valutazioni di mercato per drillship di pari generazione. Il prezzo appare coerente con le valutazioni di mercato per drillship di pari generazione”, commentavano nei giorni scorsi gli analisti di Equita che assegnano una raccomandazione hold su Saipem, con target price di 2,95 euro.

Petrolio: tra attesa colloqui Usa-Iran e incertezza dazi

Quotazioni del petrolio sotto la lente in avvio di settimana. Movimenti volatili oggi per il Brent (riferimento europeo), con il mercato petrolifero reduce da un’ottava positiva. In particolare, ricordano da ING, il Brent ha chiuso in rialzo di quasi il 6%, “mentre aumenta l’incertezza su un possibile intervento statunitense in Iran, con gli Stati Uniti che continuano a spostare risorse militari nella regione e il presidente Donald Trump che ha dato una scadenza per raggiungere un accordo sul nucleare“.

Si attendono novità dai nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti per giovedì, mentre il Ministro degli Esteri iraniano ha affermato che esiste la possibilità di una soluzione diplomatica. “In caso di accordo, assisteremmo a un’erosione piuttosto aggressiva del premio di rischio attualmente scontato sul mercato, sebbene raggiungere un accordo sia più facile a dirsi che a farsi”, rimarcano ancora da ING.

L’altro elemento di incertezza che affligge il mercato sono, ancora una volta, i dazi. Mentre la Corte Suprema degli Stati Uniti si è pronunciata contro i dazi IEEPA del Presidente Trump alla fine della scorsa settimana, non ci è voluto molto perché l’amministrazione statunitense annunciasse nuovi dazi temporanei, che sono stati poi rapidamente aumentati al massimo del 15% consentito dalla nuova legge a cui si è appellato. Questi dazi possono rimanere in vigore per un massimo di 150 giorni: un periodo che l’amministrazione potrebbe utilizzare per trovare alternative per mantenerli in vigore.