Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (31/07/25)
Fonte immagine: istock
L’investimento in azioni che distribuiscono dividendi rappresenta una strategia interessante per chi punta ad assicurarsi un reddito passivo stabile, a mitigare la volatilità e far crescere il patrimonio nel lungo termine. I flussi di cassa generati possono integrare il reddito complessivo, coprire spese o essere reinvestiti. Le società con una consolidata politica di dividendi tendono a essere entità aziendali mature, consolidate e finanziariamente solide. Tale approccio contribuisce inoltre a bilanciare portafogli diversificati con asset a più alto rischio e crescita, mitigando l’erosione del potere d’acquisto dovuta all’inflazione. Di seguito, le aziende quotate sul Ftse Mib con i rendimenti da dividendo più elevati, analizzando dati attuali e proiezioni future.
Perché puntare sui dividendi in questo momento
Le ultime settimane hanno portato una parziale schiarita sul fronte commerciale, anche se l’accordo Usa-Ue ha lasciato molti dubbi che soltanto la versione definitiva potrà sciogliere e viene visto da molti sbilanciato a favore di Trump.
Le banche centrali Fed e Bce hanno lasciato invariati i tassi, ma i toni dei rispettivi presidenti Powell e Lagarde sono stati interpretati come restrittivi, riducendo le possibilità di tagli a settembre su entrambe le sponde dell’Atlantico.
Nel frattempo, le trimestrali (ultime quelle di Meta e Microsoft, aspettando Apple e amazon) stanno contribuendo a spingere i listini azionari sui massimi, ma i residui fattori di incertezza e la prospettiva di volumi più sottili con la pausa estiva lasciano spazio a possibili correzioni nelle settimane a venire.
In questo contesto, un investimento in titoli ad alto dividendo può contribuire a riequilibrare il portafoglio e proteggere il rendimento da oscillazioni di breve termine.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
Per esaminare e confrontare i dividendi di un’azienda, non basta guardare all’importo della cedola pagata da ogni società, ma è più utile calcolare il dividend yield, un indicatore percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo.
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, un yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
La tabella seguente classifica i titoli del Ftse Mib per il dividend yield in ordine decrescente, calcolato sul dividendo 2025 (riferito agli utili 2024) e il prezzo attuale. Sono incluse anche le stime per il dividendo e il dividend yield del 2026 (sui risultati 2025).
Nelle prime posizioni spiccano le banche Mps (11,4%) e Banco Bpm (9,0%), ma anche Intesa, Popolare di Sondrio e Bper offrono rendimenti interessanti, tra il 6 e il 7%. Nella parte alta della classifica figura Stellantis (8,7%), che però ha tagliato considerevolmente la cedola alla luce delle difficoltà patite nel 2024 e potrebbe ulteriormente ridurla, o persino annullarla, il prossimo anno. Ben posizionato il settore oil & gas con Saipem (7,4%) ed Eni (6,8%).
Unica eccezione Tim, la sola società del Ftse Mib a non distribuire dividendi a valere sul 2024 (l’ultimo è stato pagato nel 2021), ma si prevede un ritorno alla cedola dall’anno prossimo.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 7,54 | 0,8600 | 11,4% | 0,8530 | -0,8% | 11,3% |
| Banco BPM | 11,15 | 1,0000 | 9,0% | 1,0180 | 1,8% | 9,1% |
| Stellantis | 7,85 | 0,6800 | 8,7% | 0,3080 | -54,7% | 3,9% |
| Saipem | 2,31 | 0,1700 | 7,4% | 0,1560 | -8,2% | 6,8% |
| BPER Banca | 8,76 | 0,6000 | 6,9% | 0,7740 | 29,0% | 8,8% |
| Eni | 14,81 | 1,0000 | 6,8% | 1,0470 | 4,7% | 7,1% |
| Banca Mediolanum | 15,42 | 1,0000 | 6,5% | 0,7950 | -20,5% | 5,2% |
| Intesa Sanpaolo | 5,37 | 0,3410 | 6,4% | 0,3730 | 9,4% | 6,9% |
| Bca Pop Sondrio | 12,60 | 0,8000 | 6,4% | 1,1030 | 37,9% | 8,8% |
| Enel | 7,69 | 0,4700 | 6,1% | 0,4800 | 2,1% | 6,2% |
| Mediobanca (**) | 19,40 | 1,1500 | 5,9% | 1,6490 | 43,4% | 8,5% |
| Azimut | 29,80 | 1,7500 | 5,9% | 1,6740 | -4,3% | 5,6% |
| Snam | 5,04 | 0,2905 | 5,8% | 0,3000 | 3,3% | 6,0% |
| Poste italiane | 19,01 | 1,0800 | 5,7% | 1,1970 | 10,8% | 6,3% |
| Italgas | 7,20 | 0,4060 | 5,6% | 0,4270 | 5,2% | 5,9% |
| Tenaris (*) | 15,81 | 0,8300 | 5,3% | 0,8110 | -2,3% | 5,1% |
| Inwit | 10,28 | 0,5156 | 5,0% | 0,5720 | 10,9% | 5,6% |
| Nexi | 5,06 | 0,2500 | 4,9% | 0,2360 | -5,6% | 4,7% |
| Unipol Gruppo | 17,68 | 0,8500 | 4,8% | 0,9650 | 13,5% | 5,5% |
| Terna | 8,38 | 0,3962 | 4,7% | 0,3980 | 0,5% | 4,8% |
| A2A | 2,12 | 0,1000 | 4,7% | 0,1000 | 0,0% | 4,7% |
| Generali Assicurazioni | 32,71 | 1,4300 | 4,4% | 1,5710 | 9,9% | 4,8% |
| Pirelli&C | 5,84 | 0,2500 | 4,3% | 0,2550 | 2,0% | 4,4% |
| Hera | 3,74 | 0,1500 | 4,0% | 0,1600 | 6,7% | 4,3% |
| FinecoBank | 18,97 | 0,7400 | 3,9% | 0,7640 | 3,2% | 4,0% |
| UniCredit | 64,77 | 2,4025 | 3,7% | 3,2390 | 34,8% | 5,0% |
| Moncler | 48,04 | 1,3000 | 2,7% | 1,2130 | -6,7% | 2,5% |
| Recordati | 51,80 | 1,2700 | 2,5% | 1,4670 | 15,5% | 2,8% |
| Amplifon | 14,94 | 0,2900 | 1,9% | 0,2780 | -4,1% | 1,9% |
| Iveco Group | 18,17 | 0,3300 | 1,8% | 0,4490 | 36,1% | 2,5% |
| STMicroelectronics (*) | 22,51 | 0,3600 | 1,6% | 0,3470 | -3,6% | 1,5% |
| Buzzi | 45,84 | 0,7000 | 1,5% | 0,7850 | 12,1% | 1,7% |
| Diasorin | 87,44 | 1,2000 | 1,4% | 1,2350 | 2,9% | 1,4% |
| Prysmian | 70,72 | 0,8000 | 1,1% | 0,8920 | 11,5% | 1,3% |
| Leonardo | 48,28 | 0,5200 | 1,1% | 0,5290 | 1,7% | 1,1% |
| Campari | 6,09 | 0,0650 | 1,1% | 0,0680 | 4,6% | 1,1% |
| Brunello Cucinelli | 101,65 | 0,9400 | 0,9% | 1,0390 | 10,5% | 1,0% |
| Interpump Group | 36,80 | 0,3300 | 0,9% | 0,3310 | 0,3% | 0,9% |
| Ferrari | 435,30 | 2,9860 | 0,7% | 3,1060 | 4,0% | 0,7% |
| Telecom Italia | 0,40 | 0,0000 | 0,0% | 0,0050 | – | 1,2% |
(*) Dividendo in dollari
(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 31 luglio 2025
Le prossime cedole a piazza Affari
La prossima società del Ftse Mib a staccare una cedola sarà Eni che il 22 settembre pagherà la prima delle quattro tranche del dividendo da 1,05 euro a valere sull’ultimo esercizio. Nello stesso giorno, Stmicroelectronics pagherà la seconda delle quattro rate da 0,09 dollari Usa.
Oggi, intanto, Mediobanca ha diffuso i risultati dell’esercizio al 30 giugno 2025 e ha annunciato un dividendo complessivo di 1,15 euro, con un saldo di 0,59 euro da corrispondere a novembre dopo l’acconto di 0,56 euro già distribuito.