Profitti record per Mediobanca, Nagel non demorde e anticipa assemblea su Banca Generali
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Utili record per Mediobanca. L’istituto di Piazzetta Cuccia, attualmente sotto Ops da parte di Mps, mostra un’accelerazione dei profitti nel trimestre chiuso al 30 giugno e conferma la guidance per l’esercizio 2025-26. Novità sul fronte Banca Generali, con l’assemblea per approvare l’operazione anticipata di un mese.
Assemblea per Ops su Banca Generali anticipata il 21 agosto
La merchant bank riafferma che l’Offerta Pubblica di Scambio di Banca Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca è ritenuta “del tutto inadeguata e non conveniente”.
La novità arriva invece sul fronte Banca Generali, con l’assemblea dei soci per approvare l’operazione anticipata di un mese. In considerazione della tempistica dei processi autorizzativi relativi all’acquisizione di Banca Generali, la cui conclusione è prevista il prossimo 18 agosto e dei conseguenti termini previsti dal TUF per l’approvazione del Documento dell’ Offerta su Banca Generali, l’istituto guidato da Alberto Nagel ha individuato come nuova possibile data dell’Assemblea chiamata a pronunciarsi sull’Offerta il prossimo 21 agosto riservandosi di assumere comunque ogni determinazione in merito entro il prossimo 6 agosto, in funzione delle interlocuzioni con Assicurazioni Generali.
Decisione di anticipare l’assemblea che si intreccia a doppio filo con l’Ops di Mps su Mediobanca, in quanto permetterà ai soci di esprimersi prima della fine del periodo di offerta che è fissato l’8 settembre.
Profitti per 1,3 miliardi
L’esercizio 2024-2025 si è chiuso con un utile netto di 1,33 miliardi di euro, in crescita del 4,5% rispetto allo scorso anno con una tendenza di miglioramento trimestre dopo trimestre (336,9 milioni negli ultimi 3 mesi). I ricavi di gruppo toccano il nuovo picco di 3,7 miliardi con margine di interesse in flebile contrazione (1.971,5 milioni; -0,7% a/a) più che compensato dalla crescita della componente commissionale (+14,2% a/a). Il risultato operativo salda a 1.875,7 milioni (+3,5% a/a) con un Cost/Income stabile al 43% e un costo del rischio in calo a 44bps. Il ROTE di gruppo si mantiene al 14,2% mentre salgono RoRWA (dal 2,7% al 2,9%) e EPS (da 1,53 a 1,64 per azione; +7% a/a).
A livello di ratio patrimoniali, il CET1 ratio si riduce di circa 10 bps nei 12 mesi da 15,2% a 15,1%, per l’intera distribuzione del risultato di esercizio (280bps) come dividendo e proposta di buy back.
Il quarto trimestre si è chiuso con un utile netto di 336,9 milioni (+1% t/t, +2,9% a/a), poco sopra il consensus Bloomberg (332,3 mln) e ricavi di 950,9 milioni. Sotto le attese il margine d’interesse che nel trimestre è di 495,5 mln (stime 501,7 mln).
Dividendo sale a 1,15 euro
Alla luce dei risultati, il cda ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea la distribuzione di un saldo dividendo unitario di 0,59 euro per azione che, tenuto conto dell’anticipo erogato a maggio (0,56), porta il dividendo annuale a 1,15 euro, corrispondente ad un payout del 70% ed un incremento annuo del 7,4%; proposto anche l’avvio del terzo e conclusivo piano di riacquisto e cancellazione di azioni proprie per un controvalore pari a 400 milioni.
Nagel: “Offerta Mps ostativa a trasformazione gruppo insieme a Banca Generali”
“Mediobanca conferma nell’esercizio 2024/25 la crescita di tutte le sue divisioni, consolidando le principali iniziative del Piano “One Brand-One Culture”. La professionalità, l’indipendenza e la forza del marchio Mediobanca hanno consentito di raggiungere gli obiettivi fissati superando le difficoltà rivenienti, da un lato, da uno scenario macro economico indebolito dall’inasprimento delle tensioni geopolitiche e commerciali e, dall’altro, dai riflessi sulla gestione aziendale dell’OPS di Mps”, ha commentato Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, che alle 10 terrà la conference call con gli analisti.
“Mediobanca – prosegue il banchiere – è concentrata sull’esecuzione della propria strategia e rigetta l’offerta di MPS in quanto priva di razionale industriale, non conveniente finanziariamente per gli azionisti Mediobanca ed ostativa all’ulteriore trasformazione del Gruppo Mediobanca, insieme a Banca Generali, in un leader del Wealth Management, punto di riferimento nel panorama finanziario italiano ed europeo”.