Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (10/07/25)
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Investire in titoli che pagano dividendi può rappresentare una strategia efficace per chi cerca un reddito passivo, stabilità e un potenziale di crescita a lungo termine. Il flusso di entrate può essere utilizzato per integrare le entrate, coprire spese o essere reinvestito. Inoltre, le aziende che pagano dividendi tendono ad essere più mature, consolidate e finanziariamente solide. A ciò si aggiunge il fatto che un investimento di questo tipo può aiutare a bilanciare un portafoglio con titoli più orientati alla crescita e ad alto rischio, oltre a compensare l’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione. Ecco le aziende del Ftse Mib che offrono i dividend yield più interessanti, considerando sia i dati attuali che le previsioni future.
Perché puntare sui dividendi in questo scenario macro
I mercati rimangono in fase risk-on, scommettendo sul fatto che le minacce di dazi da parte di Donald Trump possano sfociare in negoziati che portino ad accordi commerciali di compromesso. Nelle ultime ore il presidente americano ha annunciato tariffe sul rame e aliquote sui prodotti provenienti dal Brasile, ma l’attenzione è puntata soprattutto sul contenuto della lettera inviata all’UE, mentre proseguono le trattative fra le controparti.
Sul fronte della politica monetaria, i verbali della Fed hanno mostrato una crescente divergenza fra i responsabili della banca centrale americana in merito all’impatto delle tariffe sull’inflazione e al conseguente atteggiamento da tenere da qui a fine anno, anche se la maggior parte propende per due tagli dei tassi nel prosieguo del 2025.
Anche all’interno della Bce emergono posizioni contrastanti tra “falchi” e “colombe”, dopo il ciclo di riduzioni già implementato tra la fine dell’anno scorso e la prima metà di quest’anno. Alcuni membri, come l’austriaco Holzmann, non sono necessarie altre mosse accomodanti, mentre il tedesco Nagel lascia la porta aperta ad ogni soluzione.
Nel complesso, l’azionario viaggia sui massimi, il che lascia spazio a possibili correzioni nel corso dei mesi estivi, tradizionalmente caratterizzati da volumi minori che possono amplificare le oscillazioni di breve termine.
In tale contesto, ancora contraddistinto da incognite di vario genere (tra cui le politiche fiscali di Trump e le tensioni geopolitiche sempre sull’orlo di esplodere), un investimento in titoli che pagano dividendi elevati può aiutare a riequilibrare il portafoglio e i flussi di entrate, slegando il rendimento complessivo dalle fluttuazioni dei prezzi.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
Per esaminare e confrontare i dividendi di un’azienda, non basta guardare all’importo della cedola pagata da ogni società, ma è più utile calcolare il dividend yield, un indicatore percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo.
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, un yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
La tabella seguente classifica i titoli del Ftse Mib per il dividend yield in ordine decrescente, calcolato sul dividendo 2025 (riferito agli utili 2024) e il prezzo attuale. Sono incluse anche le stime per il dividendo e il dividend yield del 2026 (sui risultati 2025).
Le società finanziarie guidano la graduatoria: Mps comanda con il 12,1%, seguita da Banco Bpm (9,4%) e da Bper (7,8%). Nella parte alta della classifica anche Intesa Sanpaolo (6,7%), Banca Mediolanum (6,7%) e Banca Popolare di Sondrio (6,6%).
Tra le migliori Stellantis (7,7%), che però ha tagliato considerevolmente la cedola alla luce delle difficoltà patite nel 2024 e potrebbe ulteriormente ridurla il prossimo anno. Ben posizionato il settore oil & gas con Saipem (7,1%) ed Eni (7,0%).
Unica eccezione Tim, la sola società del Ftse Mib a non distribuire dividendi a valere sul 2024 (l’ultimo è stato pagato nel 2021), ma si prevede un ritorno alla cedola dall’anno prossimo.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 7,11 | 0,8600 | 12,1% | 0,8540 | -0,7% | 12,0% |
| Banco BPM | 10,67 | 1,0000 | 9,4% | 1,0040 | 0,4% | 9,4% |
| BPER Banca | 7,68 | 0,6000 | 7,8% | 0,7700 | 28,3% | 10,0% |
| Stellantis | 8,80 | 0,6800 | 7,7% | 0,5100 | -25,0% | 5,8% |
| Saipem | 2,39 | 0,1700 | 7,1% | 0,1570 | -7,6% | 6,6% |
| Eni | 14,30 | 1,0000 | 7,0% | 1,0480 | 4,8% | 7,3% |
| Intesa Sanpaolo | 5,05 | 0,3410 | 6,7% | 0,3730 | 9,4% | 7,4% |
| Banca Mediolanum | 14,88 | 1,0000 | 6,7% | 0,7980 | -20,2% | 5,4% |
| Bca Pop Sondrio | 12,06 | 0,8000 | 6,6% | 1,1030 | 37,9% | 9,1% |
| Azimut | 29,37 | 1,7500 | 6,0% | 1,6640 | -4,9% | 5,7% |
| Poste italiane | 18,21 | 1,0800 | 5,9% | 1,1870 | 9,9% | 6,5% |
| Italgas | 6,90 | 0,4060 | 5,9% | 0,4400 | 8,4% | 6,4% |
| Snam | 4,99 | 0,2905 | 5,8% | 0,3000 | 3,3% | 6,0% |
| Enel | 8,08 | 0,4700 | 5,8% | 0,4810 | 2,3% | 6,0% |
| Mediobanca (**) | 18,83 | 1,0700 | 5,7% | 1,1360 | 6,2% | 6,0% |
| Unipol Gruppo | 16,52 | 0,8500 | 5,1% | 0,9650 | 13,5% | 5,8% |
| Tenaris (*) | 16,44 | 0,8300 | 5,1% | 0,8540 | 2,9% | 5,2% |
| Inwit | 10,29 | 0,5156 | 5,0% | 0,5740 | 11,3% | 5,6% |
| Nexi | 5,30 | 0,2500 | 4,7% | 0,2540 | 1,6% | 4,8% |
| Terna | 8,44 | 0,3962 | 4,7% | 0,3990 | 0,7% | 4,7% |
| Generali Assicurazioni | 31,30 | 1,4300 | 4,6% | 1,5730 | 10,0% | 5,0% |
| A2A | 2,20 | 0,1000 | 4,6% | 0,1000 | 0,0% | 4,6% |
| Pirelli&C | 5,87 | 0,2500 | 4,3% | 0,2600 | 4,0% | 4,4% |
| UniCredit | 60,48 | 2,4025 | 4,0% | 3,1710 | 32,0% | 5,2% |
| FinecoBank | 18,87 | 0,7400 | 3,9% | 0,7660 | 3,5% | 4,1% |
| Hera | 3,91 | 0,1500 | 3,8% | 0,1600 | 6,7% | 4,1% |
| Moncler | 51,60 | 1,3000 | 2,5% | 1,2540 | -3,5% | 2,4% |
| Recordati | 54,30 | 1,2700 | 2,3% | 1,4630 | 15,2% | 2,7% |
| Iveco Group | 17,23 | 0,3300 | 1,9% | 0,4630 | 40,3% | 2,7% |
| Amplifon | 20,21 | 0,2900 | 1,4% | 0,3040 | 4,8% | 1,5% |
| Buzzi | 50,70 | 0,7000 | 1,4% | 0,7880 | 12,6% | 1,6% |
| Diasorin | 90,38 | 1,2000 | 1,3% | 1,2350 | 2,9% | 1,4% |
| Prysmian | 61,04 | 0,8000 | 1,3% | 0,8920 | 11,5% | 1,5% |
| STMicroelectronics (*) | 27,54 | 0,3600 | 1,3% | 0,3540 | -1,7% | 1,3% |
| Leonardo | 46,64 | 0,5200 | 1,1% | 0,5200 | 0,0% | 1,1% |
| Campari | 6,20 | 0,0650 | 1,0% | 0,0670 | 3,1% | 1,1% |
| Interpump Group | 35,22 | 0,3300 | 0,9% | 0,3340 | 1,2% | 0,9% |
| Brunello Cucinelli | 108,95 | 0,9400 | 0,9% | 1,0380 | 10,4% | 1,0% |
| Ferrari | 421,30 | 2,9860 | 0,7% | 3,1060 | 4,0% | 0,7% |
| Telecom Italia | 0,41 | 0,0000 | 0,0% | 0,0050 | – | 1,2% |
(*) Dividendo in dollari
(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2024; per quest’anno la società ha già distribuito un acconto di €0,56
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 10 luglio 2025
Enel stacca il dividendo a luglio (saldo)
La prossima società del Ftse Mib a staccare una cedola sarà Enel, il prossimo 21 luglio: in particolare, sarà il saldo di 0,255 euro sul dividendo 2025, dopo l’acconto di 0,215 euro pagato a gennaio.
Dopodiché bisognerà attendere fino al 22 settembre, quando Eni pagherà la prima delle quattro tranche del dividendo da 1,05 euro a valere sull’ultimo esercizio. Nello stesso giorno, Stmicroelectronics pagherà la seconda delle quattro rate da 0,09 dollari Usa.