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Weidmann torna a scagliarsi contro ipotesi QE. Buba non vede effetti benefici da aumento investimenti tedeschi

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L’ipotesi di un quantitative easing su larga scala da parte della Bce continua a non convincere Berlino. Oggi il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha confermato la propria opposizione ai possibili piani per espandere il bilancio della Bce attraverso l’acquisto di titoli di Stato parlando di possibile azzardo morale oltre alla discutibilità dal punto di vista legale. “Tali acquisti possono creare nuovi incentivi per aumentare il debito – ha dichiarato Weidmann al quotidiano Handelsblatt – poichè i governi che sanno di poter contare su sull’acquisto di titoli di Stato da parte della Bce potrebbero essere indotti a far correre il debito e ritardare le riforme”. Weidmann ha sottolineato sviluppi in Irlanda e Spagna, dicendo che questi Stati membri hanno dimostrato che le riforme pagano.
Efficacia del QE su economia tutta da verificare 
Weidmann ha sottolineato inoltre che non vi è “alcuna garanzia che il quantitative easing potrebbe effettivamente avere l’impatto desiderato sull’economia”. Il numero uno della Bundesbank ha aggiunto che un aumento dello stimolo fiscale da parte della Germania farebbe ben poco per aiutare i Paesi periferici dell’eurozona.  Sull”efficacia di un programma di acquisto di titoli di Stato, Weidmann ha spiegato che risulta difficile il confronto dei programmi gestiti dalla Federal Reserve, Bank of England e Banca del Giappone con quello eventuale dell’eurozona. “Inoltre – ha sottolineato l’esponente della Bundesbank – l’efficacia dei programmi di acquisto di ciascun paese è stata mista e in alcuni casi è ancora impossibile valutare anche se hanno avuto successo o meno”.
La Bundesbank vede economia tedesca debole fino a fine anno
Sempre oggi la Bundesbank ha pubblicato il rapporto mensile di novembre che rimarca come la congiuntura tedesca sia destinata a rimanere debole fino alla fine dell’anno a causa del prolungarsi del pessimismo delle imprese e il ristagno dei nuovi ordini. 
La banca centrale teutonica ha rimarcato la propria posizione riguardo alla possibilità di aumentare gli investimenti pubblici da parte di Berlino a sostegno dell’economia. “Maggiori investimenti non sarebbero costruttivi per la situazione economica in Germania  e creerebbero uno stimolo relativamente piccolo anche per il resto dell’economia della zona euro”, rimarca il rapporto mensile della Bundesbank. 
La Germania nel terzo trimestre dell’anno ha evitato di cadere in recessione mostrando una crescita del Pil dello 0,1% rispetto al trimestre precedente con la crescita dei consumi privati e delle esportazioni che ha più che controbilanciato la diminuzione degli investimenti rispetto al trimestre precedente.