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Wall Street ostaggio di Trump, corsa finita? Attenzione all’indice VIX

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Il trend dell'indice VIXSoltanto fino a pochi giorni fa, a Wall Street si parlava di come fosse anemica la performance del CBOE Volatility Index (VIX), noto più comunemente come indice della paura. Oltre che sul Vix, l’attenzione si era focalizzata sullo SKEW, parametro che di norma anticipa il presentarsi sui mercati finanziari di un cigno nero, ovvero di un evento difficile da prevedere. Sono bastate poche ore perché i timori degli strategist più cauti diventassero realtà: ore in cui si è consumata la prima tragedia-flop targata Donald Trump. Inutili i tentativi del presidente americano di convincere i repubblicani a dire sì alla sua proposta di riforma sanitaria alternativa al tanto odiato Obamacare. Lo scorso venerdì un imbarazzato Paul Ryan, speaker della Camera, ha dovuto riferire a Trump che i voti non c’erano.

La prima disfatta Trump non è stata presa affatto bene dai mercati. Immediata la reazione del VIX stesso, che venerdì è risalito al di sopra della media mobile degli ultimi 200 giorni per la prima volta dal dicembre dello scorso anno. E che oggi, a fronte dei forti sell off pronti ad attaccare Wall Street, registra un balzo superiore a +13%, balzando a 14,65 dai 12,96 punti dello scorso venerdì, a fronte di una media mobile giornaliera pari a 13,54.

Certo, il Vix rimane ben al di sotto della sua media storica, pari a 20 punti; tuttavia l’indice segnala quanto gli investitori stanno chiedendo per assicurarsi a 30 giorni contro il rischio di forti oscillazioni nel valore dell’indice S&P, e valori più elevati possono preludere a un aumento dell’ansia sulla possibilità che i mercati si avviino ad attraversare periodi di turbolenze.

Tra l’altro, nel corso dell’ultima settimana, il VIX è salito del 15% circa, al ritmo più sostenuto dal +22,7% della settimana terminata lo scorso 30 dicembre, secondo i dati raccolti da FactSet. E per gli investitori, come riporta un articolo di MarketWatch, questa è una ragione più che valida per temere nuovi scossonbi per i mercati, soprattutto se si considera che il Dow Jones e lo S&P hanno riportato ben 109 sessioni consecutive senza soffrire una perdita dell’1% circa.

Il Dow Jones rimane in crescita del 12,4% dalla vittoria di Donald Trump all’Election Day, lo S&P del 9,7% e il Nasdaq di ben il 12,2%. Tuttavia, a meno che l’avversione al rischio attuale non si riveli un fuoco di paglia, sia il Dow che lo S&P 500 si apprestano a terminare marzo registrando la prima perdita mensile dallo scorso ottobre.