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Trump minaccia export auto tedesche. G7 Taormina, via ai lavori

“Guardate quanti milioni di auto vendono negli Stati Uniti”. Il presidente aveva già manifestato l’intenzione di imporre un dazio del 35% sulle importazioni Usa di BMW assemblate in Messico.

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Nuova minaccia di Trump a poche ore dall’inizio dei lavori del G7 a Taormina. Il presidente Usa è pronto a sferrare un duro attacco contro la Germania. E’ quanto riporta Der Spiegel, sulla base di fonti che sono venute a conoscenza dei dettagli dell’incontro, a Bruxelles, tra il presidente americano, il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, e il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.

Irritato e spazientito per il surplus del paese, Trump avrebbe detto di essere pronto ad agire per porre fine al boom delle vendite di auto tedesche in Usa.

“I tedeschi sono il male, lo sono davvero”, ha detto, secondo le fonti. “Guardate quanti milioni di auto vendono negli Stati Uniti”. Ma “noi li fermeremo”.

In realtà, Trump non potrebbe trattare mai solo con la Germania, visto che il paese fa parte dell’Ue.

Tra l’altro, nell’incontro dello scorso marzo alla Casa Bianca, anche la cancelliera tedesca Angela Merkel si è in qualche modo lamentata, facendo notare al presidente che gli accordi commerciali Usa-Germania “non sono stati sempre popolari neanche a Berlino“.

Quella di Trump non è poi neanche una minaccia nuova, visto che all’inizio dell’anno il presidente aveva manifestato a un quotidiano tedesco l’intenzione di imporre un dazio del 35% sulle importazioni Usa di BMW assemblate in Messico, allo scopo di spostare la produzione negli Usa.

G7 Taormina sotto la minaccia del protezionismo di Trump

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Il G7 di Taormina ha preso appena il via – ufficialmente, alle 11.30 di stamattina – e le varie foto di gruppo sono state già scattate, con i leader dei paesi membri – Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti – più o meno sorridenti. Presenti anche i funzionari dell’Ue.

Ma gli auspici non sono dei migliori, se si considera che Trump ha appena accusato la Nato di non spendere a sufficienza per la difesa, così come ha scatenato anche una corsa agli asset rifugio con le sue frasi contro la Corea del Nord

A Taormina, sarà onnipresente la minaccia del protezionismo, immancabile ormai in tutti i principali meeting che radunano i Potenti della Terra, da quando Donald Trump è diventato presidente Usa. Tra i pomi della discordia, anche le posizioni sui cambiamenti climatici, con i leader che tenteranno di convincere Trump a non abbandonare l’Accordo di Parigi del 2015, ratificato per agire contro il global warming.

Investitori e leader politici ricordano bene lo slogan “America First” dei giorni infuocati della campagna elettorale. Oltre a uno slogan, un impegno e una strategia di Trump, che vuole dare priorità all’America, anche a rischio di snobbare i vari equilibri commerciali o geopolitici.

Alta l’attenzione di questo G7 di Taormina che per Trump è il primo G7.

Lo stesso Gary Cohn, consulente economico della Casa Bianca, parlando in vista del summit, ha anticipato “vigorose discussioni” in Sicilia.