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Tria: ‘manovra di crescita e di calo debito-Pil, senza austerity’. Ma S&P taglia ancora stime

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Alla vigilia della presentazione della nota di aggiornamento al Def, il ministro dell’economia Giovanni Tria interviene al convegno “Meno tasse per crescere” di Confcommercio, parlando praticamente dello spirito della manovra, i cui numeri saranno più chiari nelle prossime ore. Il guardiano dei conti preannuncia una manovra all’insegna della crescita, che tuttavia non comprometta il bilancio dello Stato. E, alle colombe che chiedono di più, lancia un monito molto chiaro:

“Stiamo attenti, perché a volte se uno chiede troppo poi deve pagare di più. E quello che prende al momento poi lo deve pagare in interessi maggiori”.

Il governo, aggiunge l’economista, deve “dimostrare ai mercati che la manovra è di crescita, ma non crea dubbi sul nostro debito”. Il monito di Tria è forse l’ultimo tentativo di imbrigliare i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, in particolare il primo, che nelle ultime ore sta scalpitando fino a minacciare di bloccare tutto.

Tria conferma che “sarà una manovra di crescita, non di austerity” , ma non può non ricordare la necessità di proseguire nel “percorso di riduzione del rapporto debito-Pil”.

Ma evidentemente l’agenzia di rating S&P ha più di una riserva, visto che proprio oggi, mentre Tria parla di crescita del Pil e di riduzione del debito, annuncia di aver tagliato ulteriormente, dopo la sforbiciata che c’era stata già a giugno,le stime sulla crescita dell’Italia.

L’outlook sulla crescita è stato abbassato all’1,1% sia per il 2018 (dall’1,3 di giugno) che per il 2019 (dall’1,2%).

Tornando a Tria, tra le prime parole che proferisce, ci sono quelle che ricordano il suo giuramento da ministro:

Ho giurato nell’esclusivo interesse della nazione e non di altri, e non ho giurato solo io. Ovviamente, ognuno può avere la sua visione, ma in scienza e coscienza, come si dice, bisogna cercare di interpretare bene questo mandato”. E, messaggio rivolto ai maligni, “nonostante quello che si dice sui giornali sono ottimista di fare del mio meglio”.

L’obiettivo? E’ “quello di un mix di politiche che mostri che si può avere fiducia nell’Italia”.

Una rassicurazione, all’agitato vicepremier Di Maio, Tria comunque la dà, nel momento in cui afferma che “ci saranno interventi che vengono chiamati reddito di cittadinanza“. Si tratta di interventi che “devono servire a permettere quelle trasformazioni del tessuto produttivo che creano un problema di stabilità sociale”. Insomma, “al di là delle etichette – continua il titolare del Tesoro- il disegno che si sta disegnando va in quella direzione”.

Il taglio della pressione fiscale è considerato un must:

“Questo governo non può permettere un aumento della pressione fiscale, ma deve andare verso la riduzione. Quindi il primo impegno è sterilizzare le clausole di salvaguardia. Siamo partiti da una situazione in cui era previsto l’aumento della finanza pubblica in accordo con la Commissione europea, e da lì si parte, ma l’accordo con la Commissione e le previsioni sull’aumento della finanza pubblica e quindi anche sulla crescita si basavano su un forte incremento della pressione fiscale, le famose clausole di salvaguardia. Se si fa un accordo su questo è chiaro che il primo problema è affrontare questo punto”.

In ogni caso, “la prima parte della manovra è impedire l’aumento della pressione fiscale, semplificare gli sconti per ridurre la pressione fiscale”.

In che modo?

“Si parte ora dalle imprese e negli anni successivi sarà aggredito il problema dell’Irpef”.

La curiosità di tutti sarà accontentata domani quando, in occasione della pubblicazione della nota di aggiornamento al Def, saranno comunicati “i dettagli macro”.

In ogni caso, anticipa il ministro, “ci saranno provvedimenti sul piano fiscale che il primo anno andranno a favore delle imprese medio-piccole che vanno sotto la targhetta della Flat Tax, per andare incontro ai minimi”.

Il governo vuole puntare inoltre “sugli investimenti pubblici e per farlo bisogna affrontare il problema del meccanismo dello stanziamento dei fondi e la spesa effettiva per gli investimenti”.

Ancora, “ci saranno interventi per accelerare la giustizia civile e modificare il Codice degli appalti“, mentre “stiamo studiando meccanismi di accompagnamento delle amministrazioni pubbliche nel fare investimenti”.

“L’obiettivo è eliminare il differenziale di crescita tra Italia ed Europa che dura da diversi anni. Il primo obiettivo è ridurre questo divario e, nel primo anno, ci poniamo come obiettivo quello di dimezzarlo“.

Detto questo, tutte le misure allo studio “dovranno essere portate in modo consapevole, con gradualità, senza mettere in discussione la finanza pubblica”. E “si chiede più crescita nella stabilità finanziaria, anche perché i due aspetti non possono essere separati: non c’è crescita nella instabilità“.

A questo punto, l’unica cosa che resta da fare è aspettare che arrivi la giornata di domani.