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TIM: titolo sotto pressione anche oggi. Genish: su rete nessuna operazione finanziaria

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Così come, continua Genish, non ci sarà alcuna fusione con Open Fiber. Con quest’ultima, si potrà parlare magari di “collaborazione commerciale”, ma un’operazione di M&A è esclusa.

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Telecom Italia sotto pressione anche oggi, all’indomani dei forti sell off che hanno portato il titolo ai minimi di un anno, sotto la soglia di 70 centesimi, a causa del taglio del rating arrivato da Goldman Sachs. Oggi le quotazioni rimangono sotto i riflettori, a seguito dell’intervista che il nuovo AD del gruppo, Amos Genish, ha rilasciato a Il Sole 24 Ore. Proprio la presenza di Genish è stata considerata da Goldman Sachs, nella sua nota, elemento positivo per la compagnia telefonica italiana.

Genish ha frenato tuttavia le varie speculazioni di mercato su Tim, garantendo che l’azienda si concentrerà su un piano di “sviluppo sostenibile nel lungo periodo”, ma che non ci sarà alcuna operazione di finanza sulla rete Tim. Non è ipotizzata “nessuna operazione finanziaria”, precisa. Dunque, nessun obiettivo di lanciare un’Ipo, almeno per ora.

Così come, continua Genish, non ci sarà alcuna fusione con Open Fiber. Con quest’ultima, si potrà parlare magari di “collaborazione commerciale”, ma un’operazione di M&A è esclusa, anche perchè “non so cosa direbbe l’Antitrust di ipotesi di consolidamento in un mercato ancora molto ristretto”.

E il progetto Cassiopea, che mira a portare la fibra nelle aree meno concorrenziali, comunque “è morto”. Insomma, per Tim si torna a “una noiosa storia industriale”.

Genish non dà particolari spiegazioni al trend del titolo, affossato alla vigilia dalla nota di Goldman Sachs,  che ha rivisto al ribasso il rating da buy a neutral e il target price da 1,01 a 0,86 euro (tagliato anche il tp delle risparmio, da 0,84 a 0,71 euro). Ma sottolinea a Il Sole 24 Ore che il titolo “è sottovalutato” e spiega l’atteggiamento degli investitori con il fatto che negli ultimi tempi molti hedge fund si erano posizionati su Telecom; visto che ora si torna per l’appunto a una “noiosa storia industriale”, gli stessi a suo avviso avranno deciso di uscire.

Per Genish è infine “insultante” pensare che TI possa essere lo strumento per ricucire i rapporti tra Vivendi e Mediaset.

Mentre sul piano, che sarà noto non prima del prossimo 6 marzo, il neo AD afferma che esso ruoterà sulla necessità di essere “il best in class nella customer experience”. Il piano, anticipa il dirigente, sarà improntato a un processo di “convergenza”, fissdo-mobile multimediale. Certo, la penetrazione della banca larga rimane bassa, ed è un problema: “Dei 7 milioni di clienti broadband, solo 1,8 milioni è in fibra”.

In generale, Genish sottolinea che “il piano sarà in linea col passato ma con risultati migliori nel lungo periodo”.

Tornando alla nota di Goldman Sachs, ieri la banca ha sottolineato come gli operatori stiano guardando con timore alla flessione dei margini operativi delle attività domestiche, scontando anche un periodo di crescente incertezza dovuto all’imminente arrivo di Iliad sul mercato, che si aggiunge alla concorrenza che arriverà con Enel Open Fiber.

Inoltre, ha aggiunto Goldman, gli sforzi che Telecom Italia sta compiendo per la digitalizzazione dell’azienda potrebbero pesare nel breve termine sui programmi di riduzione dei costi.