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Spread digerisce maxi-asta Btp e attacca i ‘minimi dal balconcino’, improbabile che domani Moody’s morda di nuovo

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Btp sotto i riflettori con la ripresa degli acquisti dopo l’andamento titubante di ieri a seguito della maxi asta di titoli a media e lunga scadenza. Lo spread Btp Bund si è portato oggi a un minimo a 241 punti base dopo che ieri era andato ben oltre i 250 pb pagando in parte l’elevato ammontare di nuova carta italiana allocato dal Tesoro. Il rendimento del Btp 10 anni staziona in area 2,5%.

Il 7 marzo lo spread aveva toccato un minimo a oltre 5 mesi a 240 pb sulla scia dell’effetto Bce;  il differenziale tra i titoli di Stato di Italia e Germania non scende sotto la soglia dei 240 pb dallo scorso 28 settembre, giorno del varo da parte del governo giallo-verde della prima versione della Manovra 2019 che prevedeva un deficit al 2,4% e simboleggiato dall’esultanza del vicepremier Luigi Di Maio e dei ministri cinquestelle dal balconcino di palazzo Chigi. Il picco era stato raggiunto il 18 ottobre a 326 pb. 

Contestualmente oggi il Ftse Mib si è riportato a ridosso dei massimi a oltre 5 mesi in area 21mila punti con le banche in spolvero. 

Aspettando Moody’s e non solo

“Il BTP ieri ha sofferto un po’ l’asta di importo rilevante, ma si è successivamente ripreso, riducendo di parecchio l’allargamento dello spread – argomenta Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr – a dimostrazione di un tono di fondo discreto”. Venerdì è atteso il giudizio di Moody’s sul rating dell’Italia, con un’eventuale mossa che potrebbe impattare sul movimento di assestamento dello spread che la scorsa settimana ha toccato minimi dallo scorso settembre in area 240 pb. “Visto che l’agenzia ha già agito a ottobre scorso, un ulteriore mossa sembra improbabile”, è la previsione di Sersale. Lo scorso ottobre Moody’s tagliò il rating sull’Italia a ‘Baa3’ da ‘Baa2’, con prospettive negative.

Prossime date chiave per l’Italia sono i pronunciamenti di S&P (26 aprile). Subito dopo S&P ci sarà l’importante responso sul PIL del primo trimestre 2019 (30 aprile).

Btp 20 anni ‘regala’ un tasso del 3,35%

Ieri il Tesoro ha collocato Btp per 7,75 miliardi di euro, il massimo dell’ammontare previsto. Convincente la domanda per il Btp a tre anni (scadenza luglio 2022) che era quello con maggiore ammontare in collocamento (4 mld). Il tasso medio di assegnazione che è stato dell’1,06%. Il Btp a 7 anni è stato invece assegnato al rendimento del 2,05% per 2,5 mld (range era 2-2,5 mld); il rendimento è sceso rispetto al 2,25% della precedente asta dell’analogo titolo tenuta un anno fa; il rapporto di copertura è stato di 1,4. Infine, il Btp a 20 anni (scadenza settembre 2038) ha visto il rendimento in calo al 3,35% rispetto al 3,90% precedente, ma l’ultima asta del Btp 20 anni risaliva al 13 novembre scorso, quando le tensioni sul debito italiano erano più elevate.