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Petrolio avanti tutta a inizio anno, ma diverse incognite potrebbero fermare l’ascesa dei prezzi

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PetrolioPartenza decisamente lanciata per il petrolio nei primi scorci del 2017. Reduce dal primo anno positivo dal 2012, l’oro nero nella prima seduta del nuovo annoha aggiornato con decisione i massimi dal luglio 2015 con l’entrata in vigore dal 1 gennaio dell’accordo per il taglio della produzione Opec e di alcuni importanti produttori non Opec che sostiene le quotazioni.

Fermo ieri con mercati chiusi per le festività di Capodanno, oggi il future sul Wti con scadenza febbraio 2017 segna un balzo di oltre il 2 per cento e ha toccato un picco a quota 55,24 dollari al barile, livello più alto dal luglio del 2015. Rally anche per il Brent a quota 58,05 dollar (+2,16%).

Da inizio anno è operativo l’accordo concordato tra Paesi Opec e altri maggiori produttori non Opec come la Russia per ridurre la produzione di quasi 1,8 milioni di barili al giorno. Intesa che consentirà una riduzione dell’offerta globale di greggio di circa il 2%.

Non mancano però le preoccupazioni circa le dinamiche che si svilupperanno nei prossimi mesi a partire dai possibili aumenti dellaproduzione in Libia e Nigeria, entrambe infatti nell’ambito dell’accordo Opec hanno ottenuto la possibilità di rilanciare la produzione.

Diversi analisti rimarcano, inoltre, come la risalita dei prezzi abbia favorito l’aumento delle trivellazioni negli USA, salite al massimo da inizio 2016, potrebbe mettere un freno ad un possibile ulteriore rialzo delle quotazioni.