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Opec ai ferri corti, Arabia e Russia cercano compromesso. Il rischio è quello di replicare fallimento di 7 anni fa

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Si preannuncia un meeting Opec incandescente con Arabia Saudita e Russia che spingono per una revisione al rialzo della produzione, ma trovano pochi consensi tra gli altri grandi produttori. Intanto oggi i venti di guerra commerciale mettono ulteriormente sotto pressione il petrolio. Il futures sul Wti è tornato sotto quota 65 dollari al barile (-1,4% a 64,80 dollari) dopo la risalita di ieri in scia alle indiscrezioni circa un possibile compromesso per un aumento limitato della produzione.

 

Iran e Venezuela si mettono di traverso su opzione aumento produzione

Se da un lato Arabia Saudita e Russia spingono per ridurre gradualmente i tagli alla produzione , altri membri del Cartello (in particolare Iran, Iraq, Venezuela e Algeria) si sono opposti a una simile mossa. All’arrivo a Vienna, il ministro dell’Ecuador, Carlos Perez, ha detto che Russia e Arabia Saudita hanno proposto che i paesi OPEC e non OPEC aumentino la produzione di 1,5 milioni di barili al giorno (bpd). Secondo Carsten Fritsch, analista di Commerzbank, la riunione di venerdì si preannuncia molto difficile viste le grandi differenze nelle posizioni dei membri dell’OPEC. “L’unanimità è necessaria per qualsiasi decisione dell’OPEC – taglia corto Fritsch – . Questo richiama la riunione del giugno 2011, quando l’OPEC non fu in grado di concordare un aumento della produzione” e l’incontro si concluse con un nulla di fatto e il ministro del petrolio saudita Ali al-Naimi lo definì il peggior meeting dell’OPEC di tutti i tempi.

Indiscrezioni di ieri vedevano la possibilità di un compromesso tra i membri dell’Opec attraverso un aumento contenuto della produzione di petrolio tra 300.000 e 600.000 barili al giorno. L’attuale accordo tra Opec e alcuni paesi produttori guidati dalla Russia prevede la riduzione dei livelli produttivi di 1,8 milioni di barili al giorno.

Vagit Alekperov, numero uno della compagnia petrolifera russa Lukoil, ha dichiarato che i tagli alla produzione globale dovrebbero essere dimezzati e Lukoil potrebbe ripristinare i livelli di produzione di petrolio entro due o tre mesi.

 

Previsioni su domanda II semestre

Secondo quanto riportato da Reuters un comitato tecnico dell’Opec ha redatto ieri un documento da cui emerge che la domanda globale di petrolio è destinata a rimanere forte nella seconda metà del 2018, suggerendo che il mercato potrebbe assorbire un’eventuale produzione extra.

View positiva di Goldman Sachs sul petrolio per i prossimi mesi. Il Brent è visto toccare in estate un picco a 82,5 dollari al barile per poi attestarsi a 75 dollari alla fine dell’anno. Lo scenario base per gli esperti di Goldman Sachs è una produzione petrolifera dei membri dell’Opec con la Russia in aumento di 1 milione di barili al giorno entro la fine dell’anno.