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Nuvole scure sul Ftse Mib, pattern candlestick suggerisce cautela

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Primi scorci della nuova ottava senza verve per i mercati, Piazza Affari compresa, con l’indice Ftse Mib che paga anche lo stacco cedola da parte di alcune blue chips. L’indice Ftse Mib, reduce dal calo dell’1,32% di venerdì, ha aperto con un calo dello 0,27 per cento a 22.131 punti. I peggiori titoli sono quelli che oggi hanno staccato la cedola: -3% a 7,398 euro di Poste Italiane che oggi ha staccato una cedola da 0,42 euro per azione; -4,05% per Snam che invece ha staccato il saldo dividendo di 0,1293 euro.

I mercati guardano con apprensione ai venti di guerra commerciale. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato venerdì che la sua amministrazione imporrà nuovi dazi doganali del 25% su prodotti cinesi, per un valore fino a 50 miliardi di dollari. Una decisione alla quale Pechino ha immediatamente replicato, annunciando delle misure di pari ampiezza.

La seduta odierna vede lo stacco cedola da parte di alcune blue chips: Exor, Poste Italiane, Snam (saldo), Stm (trimestrale), Telecom Italia Risparmio e Terna (saldo).

 

Analisi tecnica

Da un punto di vista tecnico l’Ufficio Studi di FinanzaOnline rimarca come il Ftse Mib ha chiuso l’ottava con un pattern candlestick che non promette nulla di buono e che necessita di una conferma oggi. Parliamo del “dark cloud cover”. Un pattern composto di due candele, in questo caso quella di giovedì lond day rialzista e subito dopo di una long day ribassista che apre sopra la chiusura di quella di giovedì e chiude oltre il 50% della stessa. A segnalare proprio un potenziale cambio fulmineo di sentiment del mercato. Il tutto però andrà confermato con una chiusura oggi al di sotto dell’apertura della candela del 14 giugno. Segnale più forte sarebbe una chiusura al di sotto dei 22.000 punti. A conferma della potenziale debolezza anche i volumi che nella giornata di venerdì scorso sono stati maggiori di quelli della seduta precedente. In tal caso lo scenario diventerebbe ribassista per il Ftse Mib. Si suggerisce dunque cautela. In caso contrario, ovvero se l’indice dovesse evitare una chiusura sotto l’apertura di giovedì scorso, il pericolo di ritorni verso i minimi Ytd sarebbe sventato, almeno momentaneamente.

Settimana con banchieri centrali a Sintra e summit Opec

Per l’Italia oggi il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, volerà a Berlino per incontrare la cancelliera Angela Merkel. Sul tavolo la questione migranti e l’unione bancaria. Da domani focus sul Forum Economico di Sintra con in agenda i discorsi dei tre principali banchieri centrali (Mario Draghi, Jerome Powell e Haruhiko Kuroda) al primo intervento dopo gli annuncio di politica monetaria di settimana scorsa. Giovedì poi sarà il turno della Bank of England.

Petrolio scivola ancora

L’appuntamento clou della settimana sarà la riunione dei membri del cartello OPEC “che si annuncia particolarmente tesa sulla scia dei difficili rapporti tra i vari paesi”, rimarca Filippo Diodovich, strategist di IG.

Questa mattina i futures sul Wti sono scesi sotto quota 64 dollari al barile, sui minimi da aprile complici le minacce delle Cina di dazi sulle importazioni americane di greggio; inoltre il vista del meeting di Vienna si teme un aumento della produzione da parte dei paesi Opec e della Russia.