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Nuovi criteri per sondare lo stato di salute delle aziende internazionali

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Innovazione, customer satisfaction e coinvolgimento del personale sono questi i nuovi fattori chiave che devono essere monitorati all’interno di un’azienda. È questa l’idea emersa dalla seconda edizione dello studio di Deloitte Touche Tohmatsu dal titolo “Cosa le alte sfere aziendali ancora non sanno sullo stato di salute delle loro aziende”, realizzato insieme all’Economist Intelligence Unit, che ha coinvolto 175 manager selezionati tra le più importanti realtà aziendali a livello mondiale.


Dall’indagine condotta da Deloitte, è possibile riscontrare come ben oltre la metà degli amministratori delegati intervistati (circa il 78%) sostenga che gli indicatori finanziari tradizionali da soli non siano sufficienti a inquadrare i punti di forza e le debolezza delle aziende. Insomma, per far funzionare al meglio un’azienda si deve andare oltre le informazioni basate su criteri finanziari

“Rispetto allo studio condotto nel 2004 – spiega William G. Parrett, amministratore delegato di Deloitte – i top manager interpellati sono più consapevoli dell’importanza degli indicatori non finanziari nel valutare la performance della propria società, ma non sono ancora preparati a fare decisivi passi avanti. La ragione è che considerano inadeguata la qualità di questo tipo di parametri di giudizio”.
Un passo avanti è stato, dunque, fatto, includendo la customer satisfaction, l’innovazione e il coinvolgimento dei dipendenti tra i principali criteri di valutazione dello stato di salute di un’azienda. Una presa di coscienza confermata anche dai numeri. L’83% dei top manager intervistati afferma che è proprio il mercato a dare sempre più importanza ai parametri non finanziari. Mentre l’89% dei top manager descrive come eccellente la capacità di valutare la performance finanziaria della propria azienda, solo il 29% ritiene di avere lo stesso livello di abilità nel dare un giudizio sulla propria azienda in base a criteri diversi.


C’è ancora molto da fare. Anche se, negli ultimi anni, i report delle grandi società si sono arricchiti di informazioni non strettamente finanziarie, informazioni grazie alle quali si è scoperta una vasta gamma di strumenti manageriali che possano dare una prospettiva di valutazione più ampia della performance aziendale. “Il punto fondamentale – conclude Parrett – consiste nel trovare un mix bilanciato tra strumenti manageriali finanziari e non finanziari per raggiungere migliori risultati”.