Notizie Numeri da record per il pellegrinaggio all’Oracolo di Omaha

Numeri da record per il pellegrinaggio all’Oracolo di Omaha

Tra poco meno di 24 ore il capitalismo mondiale darà vita a una delle sue manifestazioni più particolari, somigliante per certi versi a un rito pagano. Si tratta dell’assemblea della Berkshire Hathaway, la società d’investimento del guru Warren Buffett, che ogni anno raduna a Omaha, nel Nebraska, migliaia di riverenti azionisti provenienti da tutti gli Stati Uniti e non solo. Riverenti perché il settantaseienne Buffett con gli investimenti effettuati attraverso Berkshire è diventato il secondo uomo più ricco al mondo alle spalle di Bill Gates, ma ha fatto la fortuna anche di tanti piccoli azionisti. Basti pensare che alla chiusura di ieri un titolo Berkshire veniva quotato a 108600 dollari (per avere un’idea si può considerare che per acquistare 10 azioni occorrerebbe più di un milione di dollari), quasi tre volte il valore di 10 anni fa e pari a una crescita di valore cumulata di quasi il 1400% a partire dal 1990.


 

Quest’anno il pellegrinaggio verso quello che viene definito l’Oracolo di Omaha dovrebbe attrarre circa 20mila persone, per quella che viene alternativamente definita la Woodstock o la visita alla Mecca della finanza. Azionisti devoti a Buffett, ma anche desiderosi di sentire le prossime mosse strategiche dell’uomo che ha fatto dello stock picking (la selezione dei titoli) un’arte, riuscendo anche a evitare la bolla dei titoli tecnologici del 99-2000. Lo stile d’investimento di Buffett è infatti tipicamente improntato al valore: prende in considerazione esclusivamente azioni sottovalutate dal mercato, rappresentative di aziende che detengono posizioni dominanti nei loro rispettivi settori, evitando le storie di crescita esplosiva non sostenuta dai fondamentali. Non è un caso che le principali posizioni nel portafoglio della Berkshire siano occupate da colossi della corporate America quali Coca-Cola, Microsoft o Procter & Gamble.

 

Nell’appuntamento di quest’anno Buffet dovrà illustrare verso quali operazioni saranno diretti i 98 miliardi di liquidità della compagnia, anche alla luce delle indiscrezioni che vorrebbero il multimiliardario interessato a sbarrare la strada a Rupert Murdoch per l’acquisizione della società editoriale Dow Jones.

 

Altro tema caldo sarà quello della successione. Nonostante lo stesso Buffett abbia chiarito di aver già individuato tre candidati interni tra cui scegliere, gli azionisti aspettano ancora di conoscere il nome della persona a cui toccherà il difficilissimo ruolo di tenere le redini del gruppo e soprattutto di replicare gli strabilianti risultati dei decenni passati.