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Nava si dimette da presidente Consob: “La questione è solo politica”

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Il Presidente della Consob, Mario Nava, ha rassegnato oggi le dimissioni dalla carica. La Commissione, preso atto della irrevocabilità della decisione, ha accettato le dimissioni con decorrenza da oggi e ne ha dato comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri.

La Commissione, rimarca una breve nota della Consob, esprime rammarico per la decisione del Presidente Nava e gratitudine e apprezzamento per il lavoro sin qui svolto.

Ieri i capi gruppo di Lega e M5S alla Camera e al Senato erano tornati a sollevare la questione della incompatibilità tra il distacco dagli uffici tecnici della Commissione europea e la guida di una Autorithy nazionale. Una tappa importante del caso Nava si era consumata lo scorso 16 luglio nel corso di un’audizione dallo stesso commissario della Consob Giuseppe Maria Berruti, che aveva ricordato i dubbi sulla indipendenza di Nava: in quanto dipendente comunitario, Nava sarebbe di fatto immune alla giustizia italiana e anche tenuto a contattare l’Unione europea sui dossier riservati.

 

Ecco quanto dichiarato oggi da Nava alla Commissione:

“La questione legale della mia posizione amministrativa è stata decisa e validata da ben quattro istituzioni, Commissione europea, Presidenza del Consiglio, Presidenza della Repubblica e Corte
dei Conti, e non necessita miei commenti ulteriori. La questione è quindi solo politica.
La Consob è indipendente, ma non può essere isolata. Consob deve poter lavorare non solo con le altre autorità indipendenti, ma anche con le istituzioni politiche.
Sono stato chiamato a questo incarico in quanto esperto autorevole delle norme e dei regolamenti finanziari europei che disciplinano il mercato italiano. Sono stato chiamato con l’obiettivo di
rilanciare il mercato e rilanciare l’Autorità nelle sue funzioni di vigilanza e protezione del risparmio e dell’investimento. Sono stato chiamato con l’obiettivo di integrare la Consob meglio nei vari
consessi europei e internazionali. Ho accetto l’incarico con gioia e entusiasmo.
Ora però queste mie caratteristiche e questi obiettivi sembrano essere considerati un insormontabile ostacolo.
La richiesta di dimissioni per “sensibilità istituzionale” da parte dei quattro capigruppo di Camera e Senato dei due partiti di maggioranza sono un segnale chiaro e inequivocabile di totale non
gradimento politico. Il non gradimento politico limita l’azione della Consob in quanto la isola e non permette il raggiungimento degli obiettivi sopra ricordati. Responsabilmente quindi, senza alcuna vena polemica, e avendo come unico obiettivo l’interesse più alto dell’Italia, rimetto con dispiacere le mie dimissioni da Presidente della Consob. Sono certo che il mio sacrificio personale rasserenerà gli animi, dimostrerà quanto tengo personalmente all’indipendenza di questa Autorità al di là dei miei interessi personali, e permetterà al Governo di indicare un Presidente con caratteristiche ad esso più congeniali”.

 

Tra i primi commenti alle dimissioni di Nava c’è quello dell’ex premier Paolo Gentiloni: “Capisco Mario Nava. Un tecnico troppo bravo e troppo autonomo per l’attuale Governo. Peccato davvero per la Consob”.

Tra i primi commenti tra le fila della maggioranza spicca Claudio Borghi, economista di spicco della Lega e presidente Commissione Bilancio alla Camera: ” Ringrazio il Dott. Nava per la sensibilità dimostrata con le sue dimissioni. Non si può dirigere un’autorità indipendente mentre si è dipendenti di Bruxelles“.