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Lehman Brothers, prima banca statunitense a svelare i conti dopo crisi mutui

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Lehman Brothers è la prima banca americana ad alzare il velo sui risultati trimestrali dopo le turbolenze che si sono abbattute sui mercati ed è la prima a svelare se la crisi dei mutui subprime ha avuto degli effetti sui propri conti.
In queste settimane in cui la volatilità regna sovrana sulle principali piazze finanziarie, in molti si sono chiesti quali ripercussioni, soprattuto sul settore bancario, si sarebbero avute. Una prima risposta si può leggere dai conti di Lehman Brothers che ha messo a segno nel terzo trimestre del 2007, chiuso al 31 agosto, un utile pari a 887 milioni di dollari, o 1,54 dollari per azione (diluito) in calo del 3% rispetto ai 916 milioni, o 1,57 dollari per azione (diluito), riportati nello stesso periodo dell’anno precedente. 


Aumenta anche l’utile netto dei primi nove mesi dell’esercizio fiscale in corso che è passato agli attuali 3,3 miliardi, o 5,71 dollari per azione (diluito), rispetto ai precedenti 3 miliardi di dollari, o 5,09 dollari per azione, messi a segno nei primi nove mesi dell’esercizio fiscale 2006. In crescita del 3% i ricavi netti che nel terso trimestre fiscale 2007 si sono attestati a 4,3 miliardi di dollari contro i 4,2 miliardi riportati nel corrispondente periodo dell’esercizio passato, in flessione, però, del 22% rispetto ai ricavi record che erano stati messi a segno nel secondo trimestre del 2007.

“Nonostante le cambiamenti e le condizioni di mercato siano mutate, i nostri risultati –  commenta il presidente e amministratore delegato di Lehman Brothers, Richard S. Duld – dimostrano ancora una volta la solidità finanziaria e la diversità del nostro istituto, nonché la nostra capacità di performare comunque”.

 

Risultati che hanno superato le aspettative del mercato e che, in attesa del suono delle campana a Wall Street, stanno spingendo al rialzo le principali piazze del Vecchio continente. Tra i migliori listini europei spicca a Parigi il Cac40 che guadagna l’1,44% a 5517,56 punti, mentre il Dax tedesco mette a segno un +0,62% a 7526,54 punti. In crescita anche il Ftse che sale dell’1,28% a 6261,80 punti. Semaforo verde a Piazza Affari per l’S&P/Mib che avanza dell’1,33% a 39.200 punti.