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Generali: utile netto sale del 9,4% a 660 milioni, Solvency I al 160% a fine aprile

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Generali ha chiuso il primo trimestre con un utile netto in crescita del 9,4% a 660 milioni di euro contro i 603 milioni registrati nello stesso periodo dell’anno scorso. All’utile del periodo, spiega la compagnia assicurativa in una nota, hanno contribuito una produzione complessiva in crescita a 18.477 milioni (+1,5%) ed un’elevata profittabilità del business con un risultato operativo a 1.296 milioni (1.290 milioni nei primi tre mesi del 2013), che raggiunge i livelli pre-crisi. L’indice di Solvency ratio è migliorato al 152% a fine trimestre (141% al 31 dicembre 2013) e al 160% a fine aprile, i più elevati risultati conseguiti dal Gruppo dall’introduzione nel 2005 dei principi contabili IAS/IFRS.

Nel vita, si registrano premi in crescita a 12 miliardi di euro (+2,4%) trainati dall’ottima performance dell’Italia (+27%) e dalla crescita dei prodotti linked (+20,5%). Il risultato operativo vita, pari a 779 milioni, si conferma agli elevati livelli del 2013. Nel danni, anche in un contesto di mercato particolarmente difficile, la raccolta rimane stabile a 6.416 milioni. Il risultato operativo sale a 516 milioni (+3,7%) sostenuto da un’ottima reddittività tecnica, con un combined ratio al 92,7% (-0,8 pp), in miglioramento nonostante il peso di 0,6 punti percentuali degli eventi catastrofali che hanno colpito in particolare Italia e Francia. Nel segmento finanziario il risultato operativo cresce del 21% attestandosi a 144 milioni grazie in particolare al buon andamento di Banca Generali.

Generali fa sapere che nel 2014 continuerà ad intraprendere tutte quelle azioni volte al miglioramento del risultato operativo complessivo. “I risultati di questo primo trimestre confermano i progressi che stiamo facendo in termini di redditività del business, performance operative e nel rafforzamento del capitale”, ha commentato il Group Chief Financial Officer di Generali, Alberto Minali. “Continuiamo ad essere focalizzati nell’esecuzione della nostra strategia e siamo convinti che potremo raggiungere in anticipo i nostri target di dismissioni e di Solvency”.

Scaroni si autosospende dal Cda
Il Cda di Generali ha preso atto della dichiarazione di autosospensione di Paolo Scaroni “dichiarando che la sospensione stessa permarrà sino ad una prossima assemblea che il Consiglio convocherà sul tema”. Così si legge in una nota. “Scaroni ha reso noto di aver ritenuto opportuno procedere in tal senso alla luce di un’interpretazione prudenziale delle norme ed in conseguenza della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Rovigo per violazioni ambientali alla centrale di Porto Tolle dell’Enel“, prosegue la nota ricordando che Scaroni è stato amministratore delegato di Enel dal 2002 al 2005. Il Cda di Generali ha preso altresì atto che “Scaroni si dichiara totalmente estraneo ai fatti contestati e che ha dato mandato per impugnare la sentenza del Tribunale penale. I reati oggetto della richiamata sentenza non riguardano il settore assicurativo e finanziario”.