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FCA: scorporo Magneti Marelli non scalda il titolo, botta e risposta con stampa francese su presunte violazioni

QUOTAZIONI Fiat Chrysler Automobiles

La notizia del weekend, ovvero l’avvio dell’iter per lo scorporo e successiva IPO di Magneti Marelli, non ha scaldato il titolo FCA questa mattina

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FCA, via ai lavori per quotare Magneti Marelli

FCA. In casa Fiat Chrysler (FCA) si è deciso di passare all’azione sul dossier relativo a Magneti Marelli. Secondo quanto riportato da Il Sole24Ore di sabato, il gruppo automobilistico avrebbe avviato l’iter per lo scorporo e successiva quotazione (IPO) dell’azienda di componentistica.

 

Nell’articolo si parla del collocamento a Piazza Affari di una quota intorno al 50% della società entro il primo semestre 2018. Il valore dell’IPO dovrebbe oscillate tra 4 e 6 miliardi.

 

Il progetto era già stato anticipato dallo stesso amministratore delegato Sergio Marchionne, tuttavia dovrebbe vedere la luce nel primo semestre del 2018 in quanto non è ancora chiara la volontà del Gruppo di coinvolgere nell’operazione solamente Magneti Marelli o anche Comau.

 

Ulteriori dettagli riguarderebbero poi il restante 50% del capitale (quello che non dovrebbe essere collocato in Borsa) e che sarebbe redistribuito direttamente agli azionisti del Lingotto.

 

Secondo i primi calcoli di Equita Sim l’operazione avrebbe effetto “a livello quantitativo, solamente in caso di valutazioni intorno all’estremo superiore del range ipotizzato (4 – 6 miliardi, ndr)”, in quanto contribuirebbe all’azzeramento del debito Fca alla fine del 2018. Gli analisti della Sim milanese notano inoltre che “se l’operazione prenderà corpo come ipotizzato dal Sole, Exor riceverebbe circa il 14,6% della nuova entità (pari al 3-5% del Nav) e quindi anche ipotizzando il voto doppio per gli azionisti di lungo termine la nuova entità potrebbe risultare sarebbe scalabile”.

 

Il botta e riposta con la stampa francese

Intanto questa mattina vi è stato anche un botta e risposta fra FCA e il quotidiano francese Le Monde. Secondo il giornale francese, che cita un documento d’inchiesta, FCA rischierebbe una multa di 9,62 miliardi, ovvero più alta di quella di PSA che potrebbe raggiungere i 5 miliardi, per presunte manipolazioni delle emissioni dei suoi motori diesel in Francia per favorirne l’omologazione. Fca ha immediatamente reso noto di non aver ricevuto alcuna notifica di violazione ed ha ribadito che, anche se non è stata informata dei fatti riportati, sta cooperando con l‘autorità giudiziaria francese.