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Fca accelera su scorporo Magneti Marelli, verso Ipo stile CNH

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Fca al lavoro sul dossier Magneti Marelli che porterà con ogni probabilità allo scorporo e quotazione sull’MTA del colosso della componentistica seguendo il modello adottato con CNH. L’intento di Marchionne e di Exor è di mantenere saldo il controllo su magneti Marelli anche se l’ad non ha mai escluso la possibilità di una cessione se arrivasse un’offerta allettante.

Il riassetto della componentistica è in pratica l’unica operazione straordinaria prevista dal piano presentato il 1 giugno. Allo scorporo e la quotazione di Magneti Marelli, stando a quanto riferito da Il Sole 24 Ore, il gruppo ha iniziato a lavorare nelle scorse settimane e avverrà tramite un veicolo olandese. Sarebbe prevista una girandola di operazioni, che contempla anche una scissione di Magneti Marelli e una successiva fusione tranfrontaliera della società beneficiaria.

La carta del veicolo olandese era stata utilizzata dal gruppo anche per tutte le altre società del gruppo, tutte con base ad Amsterdam.

Secondo la bozza dell’operazione, si parte da una base di patrimonio netto pari a 750 milioni di euro a fine 2017; alla società beneficiaria saranno assegnati elementi attivi e passivi per 127 mln mentre alla società scissa resteranno elementi patrimoniali per 623 mln.
L’operazione permetterà a Fca di deconsolidare una parte del debito e lo spin off permetterà di dividere i vantaggi tra la stessa Fca e i suoi soci.

Oggi il titolo Fca trova giovamento da queste voci segnando un progresso dell’1% circa a quota 16,75 euro.

 

Marchionne resterà fino a fine mandato,  ipotesi Colao prima di fondamento

Intanto ieri sera il gruppo ha smentito le voci di un’uscita anzitempo di Sergio Marchionne escludendo anche l’ipotesi Colao. Il sito Dagospia aveva riportato l’ipotesi di un arrivo a Torino di Vittorio Colao, ex ceo di Vodafone. 

Sergio Marchionne lascerà la guida di Fca la prossima primavera una volta approvato il bilancio 2018. Più volte i vertici di Fca hanno rimarcato l’intenzione di sostituire Marchionne con un top manager interno già nell’orbita del gruppo.