Cresce l'esercito degli inattivi disponibili a lavorare

Inviato da Titta Ferraro il Gio, 11/04/2013 - 14:23
Si accentua il tendenziale aumento della forza lavoro potenziale in Italia. Oltre alla considerevole crescita delle persone in cerca di occupazione negli ultimi 5 anni (da 1 milione 506 mila del 2007 a 2 milioni 744 mila del 2012), nello stesso arco di tempo c'è stato un aumento delle forze lavoro potenziali (+403 mila unità).
La fotografia del mercato del lavoro italiano a fine 2012 evidenzia non solo una disoccupazione in preoccupante ascesa (pari all'11,6% a febbraio), ma anche l'aumento degli inattivi disponibili a lavorare, ovvero coloro che non hanno cercato un lavoro nelle ultime quattro settimane ma sono subito disponibili a lavorare. Secondo i dati Istat nel 2012 sono 2 milioni 975 mila, 78 mila in più (pari a +2,7%) rispetto al 2011. La quota di questi inattivi sulle forze di lavoro, stabile all'11,6% in confronto a un anno prima, è oltre tre volte superiore a quella media europea (3,6%).
In Italia, gli inattivi disponibili a lavorare sono più numerosi dei disoccupati in senso stretto (quasi tre milioni contro circa 2 milioni 700 mila), mentre nella media europea si verifica l'opposto: i disoccupati (circa 25 milioni) sono più del doppio di questo segmento di inattivi (8 milioni e 800 mila). All'interno di questo gruppo di inattivi gli scoraggiati, cioè quelli che dichiarano di non aver cercato lavoro perché convinti di non trovarlo, sono 1 milione 300 mila, il 43% del totale. Scendono invece gli inattivi che cercano lavoro, ma non sono subito disponibili a lavorare. Nel 2012 questo gruppo conta 111 mila individui, 7 mila in meno rispetto a un anno prima (-6,1%). Essi rappresentano lo 0,4% delle forze di lavoro in Italia e lo 0,9% nell'Unione Europea. La somma degli inattivi disponibili a lavorare e degli inattivi che cercano ma non disponibili rappresenta le cosiddette "forze di lavoro potenziali" che, nel 2012 ammontano a 3 milioni 86 mila. Sommando le forze di lavoro potenziali ai disoccupati si ha la misura delle persone potenzialmente impiegabili nel processo produttivo: si tratta di 5 milioni 831 mila persone nel 2012.
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