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La Cina manda al tappeto le Borse, Pechino svaluta ancora lo yuan. Ma il Fmi apprezza

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Guerra delle valute o maggiore apertura al mercato? La Cina spiazza tutti e nel giro di poche ore svaluta ancora lo yuan. La Banca centrale di Pechino, che ieri era intervenuta sul mercato valutario tagliando del 2% il fixing giornaliero dello yuan contro il dollaro Usa (maggiore ribasso degli ultimi vent’anni), oggi ha di nuovo sorpreso. La People’s Bank of China ha svalutato il renminbi di un altro 1,62% fissando il tasso di riferimento odierno intorno al quale la valuta può oscillare (di un più o meno 2%) a 6,3306 contro il dollaro. Si tratta del valore più basso dall’agosto del 2011.
  
Ieri la Banca centrale aveva spiegato che la svalutazione era una misura “una tantum” per allineare lo yuan ai reali valori di mercato. I mercati scorgono però inevitabilmente lo spauracchio di un rallentamento del gigante asiatico e di un tentativo di Pechino di sostenere l’economia dopo gli ultimi deludenti dati macro economici. In particolare, nel fine settimana, si è saputo che le esportazioni cinesi a luglio hanno mostrato una contrazione dell’8,3%, mentre le importazioni sono scivolate per il nono mese consecutivo.
 
Questa mattina si è avuta un’altra conferma: a luglio la produzione industriale cinese ha mostrato un rialzo del 6%, in peggioramento rispetto a +6,8% del mese precedente e al +6,6% stimato dagli analisti. La Banca centrale ha provato a tranquillizzare gli investitori dichiarando che la volatilità del renminbi potrebbe aumentare nel breve termine per poi stabilizzarsi sul mercato dei cambi. Anche il Fmi ha apprezzato la mossa di Pechino sottolineando la maggiore flessibilità nei tassi.
 
Rassicurazioni che non sono bastate alle Borse internazionali, che sono sommerse dalle vendite, in particolare sui settori del lusso e dell’automotive. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib cede oltre il 2% in area 23.200 punti, mentre sono più pesanti Francoforte e Parigi con il Dax e il Cac 40 che perdono entrambi il 2,30 per cento. In rosso tutte le principali Borse asiatiche: a Tokyo il Nikkei ha chiuso con un ribasso dell’1,58%, mentre a Shanghai il Composite ha perso l’1,07%.