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Berlusconi scende in campo, questa volta per tranquillizzare i mercati

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Silvio Berlusconi rompe il silenzio e cerca di rassicurare i mercati finanziari sulla tenuta dell’Italia. In una nota della Presidenza del Consiglio, il premier evidenzia che “per l’Italia, è un momento certo non facile. La crisi ci coglie nel mezzo del forte processo di correzione dei conti pubblici che abbiamo da tempo intrapreso e rafforzato pochi giorni fa. La nostra capacità di mantenere i conti sotto controllo dopo lo scoppio della crisi finanziaria nel 2009 è stata superiore a quella di altri paesi”. Berlusconi sottolinea inoltre che gli interventi in discussione in Parlamento accelerano la riduzione del debito.

 

“Già quest’anno – si legge nella nota – porteremo il saldo primario in significativo attivo. La crisi ci spinge a accelerare il processo di correzione in tempi rapidissimi, a rafforzarne i contenuti, a definire compiutamente i provvedimenti ulteriori volti a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. Occorre eliminare ogni dubbio sulla efficacia e sulla credibilità della correzione, ma occorre anche operare per rimuovere gli ostacoli che frenano la crescita della nostra economia”.


Il presidente Berlusconi rimarca comunque come la crisi di fiducia che si è abbattuta in questi giorni sui mercati finanziari colpisca l’Italia, “ma la minaccia riguarda tutti, riguarda la moneta comune”. In merito al governo, il premier sottolinea che “è stabile e forte, la maggioranza è coesa e determinata”.


“Le nostre banche sono solide e al riparo dai colpi che grandi istituti bancari esteri hanno dovuto subire e sono state pronte a rispondere agli inviti ad accrescere ulteriormente la loro capitalizzazione”. Berlusconi definisce l’economia italiana “vitale” e in grado di contare “sulla capacità innovativa dei nostri imprenditori, sulla laboriosità dei nostri lavoratori, sul senso di responsabilità delle parti sociali”.
La nota si chiude con un appello alla coesione: “Dobbiamo essere uniti, coesi nell’interesse comune, consapevoli che agli sforzi e ai sacrifici di breve periodo corrisponderanno guadagni permanenti e sicuri. Questa deve essere oggi la nostra risorsa fondamentale”.