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Bce non delude le attese: primo rialzo dei tassi d’interesse dal luglio 2008

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Le attese del mercato sono state rispettate. La Banca centrale europea ha innalzato il tasso ufficiale d’interesse nell’Eurozona di 25 punti base. Il refi rate sale così all’1,25 per cento. Quello odierno è il primo rialzo praticato dall’Eurotower dal luglio 2008, quando aveva preso avvio l’allentamento monetario in risposta alla crisi dei mercati finanziari. “La decisione presa oggi all’unanimità è stata necessaria e giusta”, ha spiegato Jean-Claude Trichet, numero uno dell’istituto di Francoforte, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi dopo la decisione sui tassi. E ha aggiunto che “nel medio termine questo rialzo porterà dei vantaggi”.

 

La revisione al rialzo del costo del denaro decisa oggi dalla Bce ha anche una valenza storica. Per la prima volta ha infatti battuto sul tempo gli americani della Federal Reserve. Nei due differenti cicli di rialzo del costo del denaro (1999 e 2005) intercorsi da quanto è nata la Bce, la Fed aveva sempre preceduto l’istituto di Francoforte (di 5 mesi del 1999 e addirittura un anno e mezzo nel 2004).

 

Ma quale sarà l’entità dei prossimi ritocchi? E’ questo il quesito che il mercati già si pone. Su questo fronte Trichet ha dichiarato che “la mossa di oggi non sarà la prima di una serie di prossimi interventi”, ribadendo che per “la Bce l’obiettivo principale rimane sempre la stabilità dei prezzi”.

Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo il ciclo di rialzi sarà moderato, con tassi pari o poco sopra al 2% all’inizio del 2012. “La scelta della Bce, vista anche l’entità dei rialzi che si attende nel corso dei prossimi mesi, è di natura preventiva”, rimarcano gli esperti. Sulla stessa lunghezza d’onda Société Générale: “Continuiamo a credere che la Bce alzerà i tassi di 25 punti base in ogni trimestre, portando il costo del denaro alla fine dell’anno al 2%”.

In molti si interrogano sull’impatto del rialzo di oggi sui periferici.Per Anna Maria Grimaldi, economista dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo “L’impatto sui paesi periferici, come Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda, sarà sicuramente maggiore visto che partono da una crescita economica meno elevata. Le mosse della Bce risulteranno, infatti, più restrittive per la loro domanda interna”.
Sempre guardando ai periferici, per Crédit Agricole “un aumento dei tassi nel breve termine potrebbe impattare sull’economia reale in maniera diversa, con un effetto finale su ogni Paese in base alle diverse specificità strutturali”. Secondo gli esperti della banca francese la Spagna e il Portogallo sembrano essere i più vulnerabili visto il loro alto livello di indebitamento privato. Ma il processo è lungo. “Solitamente ci vogliono 2/3 anni per vedere l’impatto completo dei rialzi dei tassi sull’economia reale”. Da Crédit Agricole si attendono inoltre che la situazione dei Paesi periferici, in particolare la Spagna, migliori rispetto allo stato attuale.


Un tema molto dibattuto resta il timing. “Dopo il rialzo di aprile, la Bce si prenderà una pausa estiva durante la quale valuterà l’evoluzione delle dinamiche nell’area euro, soprattutto l’evoluzione del ciclo”, sostiene Grimaldi. In particolare, la Bce si concentrerà sull’analisi dello scenario di crescita, soprattutto della domanda interna. “Ci attendiamo un altro rialzo a settembre e uno a dicembre, quando i tassi dovrebbero raggiungere quota 1,75%. A marzo 2012 sono visti intorno al 2%”. Il dopo rimane un’incognita perché da quel momento in poi la Bce dovrà passare al vaglio le differenti politiche fiscali, e di conseguenza le differenti esigenze dei Paesi. Con un occhio sempre vigile all’evoluzione dello scenario inflazionistico.

 

(Notizia aggiornata alle 15.45)