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Banche del Ftse Mib a prezzi di saldo dopo batosta Bce su Npl, analisti vedono occasione tattica d’acquisto

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La nuova raccomandazione non vincolante della Bce sugli NPL ha destabilizzato il settore bancario nelle ultime due sedute. La prima a uscire allo scoperto è stata Mps ma si è subito intuito che le lettere della Bce partite a dicembre avevano riguardato tutte le più di 100 banche sotto la supervisione del regolatore unico europeo.

Ieri, a partire da Intesa Sanpaolo passando per Banco Bpm, Bper e UBI, sono arrivate le repliche delle maggiori banche italiane che hanno cercato di tranquillizzare il mercato circa i limitati impatti della nuova raccomandazione Bce in merito al progressivo raggiungimento nei prossimi anni di un grado di copertura dello stock di crediti deteriorati in linea con quello indicato per i flussi nell’Addendum alle Linee Guida della BCE sui crediti deteriorati a decorrere dal 1° aprile 2018.

 

“Per molte banche è altamente improbabile che le indicazioni arrivate spostino di una virgola piani già in atto e che già hanno dato dei risultati, soprattutto in Italia, di riduzione delle sofferenze in portafoglio”, argomenta Alessandro Balsotti, Strategist e Gestore del JCI FX Macro Fund, che vede – al di là dei nomi più fragili – le vendite cospicue dei giorni scorsi un’occasione tattica di acquisto. “Tattica perché anche qui si riconosce la difficoltà nell’abbracciare le potenzialità di lungo periodo – aggiunge Balsotti – anche a queste basse valutazioni, del modello di business bancario, stretto nella morsa di tassi bassi, pressione regolamentare e disintermediazione tecnologica dei margini tradizionali”.

 

Ieri le banche erano arrivate a sfiorare cali a doppia cifra per poi chiudere in ordine sparso: -4,9% UBI, -4,7% Bper, -4,1% Banco BPM e -3,1% Unicredit. Fuori dal Ftse Mib ha ceduto oltre il 7% Mps reduce dal -10% di lunedì.

 

Proprio a inizio settimana l’Ufficio Studi di FinanzaOnline ha fatto il punto sul settore bancario con focus su variazioni P/E 2019 rispetto a 12 mesi fa, stime EPS e dividend yield. 

UniCredit vede minimo impatto da presa posizione Bce, titolo guida rialzi oggi

Unicredit è stata l’ultima delle grandi banche a prendere posizione e prevede un basso impatto dalla nuova raccomandazione non vincolante della Bce sugli NPL. Il titolo Unicredit oggi guida i rialzi del settore bancario con un rally di quasi il 3%, mentre Intesa e Banco Bpm si muovono a +1,5% circa dopo la prima ora di contrattazioni.

 

L’istituto di piazza Gae Aulenti ricorda il percorso di riduzione dei crediti deteriorati: a partire dal terzo trimestre 2016, la banca ha ridotto il suo portafoglio di crediti deteriorati di oltre 36 miliardi (dato aggiornato al terzo trimestre 2018). Conseguentemente, il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti per il “Group Core” si è attestato a 4,3% nel terzo trimestre del 2018, in linea con la media del campione EBA. UniCredit è impegnata ad azzerare il suo portafoglio Non-Core entro il 2021. Inoltre la banca ha un indice di copertura del 62% dello stock di crediti deteriorati, che si è dimostrato il più alto in Europa negli ultimi stress test condotti dall’EBA in scenari avversi. UniCredit considera quindi il suo indice di copertura pienamente adeguato.

 

UniCredit, in virtù delle azioni intraprese e tenendo conto delle dinamiche del portafoglio di crediti deteriorati, ritiene che il dialogo normativo con la BCE possa portare a un impatto basso, a una sola cifra in termini di punti base, sul suo CET1 in riferimento alla copertura aggiuntiva del suo stock di crediti deteriorati, per ogni anno fino al 2024, data indicata dalla BCE nella sua comunicazione.