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Banca centrale turca evita corsa agli sportelli ma è con le spalle al muro, ecco cosa dovrà fare per frenare emorragia

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L’intervento odierno della banca centrale turca ha ridimensionato, almeno in parte, l’emorragia che ha fatto sprofondare negli ultimi giorni la lira turca. ma gli investitori rimangono molto preoccupati circa l’instabilità del paese e ci si attendeva mosse più vigorose da parte dell’istituto centrale per risollevare la lira.  Al sostegno di liquidità alle banche l’istituto centrale ha affiancato una sorta di “whatever it takes” alla Mario Draghi promettendo di mettere in atto tutte le misure necessarie per assicurare la stabilità finanziaria del paese.  Lo stesso presidente Erdogan ha affermato che si farà il possibile per risolvere la crisi della lira turca, scesa del 40% nell’ultimo mese (-26% dal’8 agosto a oggi).

“La banca centrale turca ha offerto la disponibilità di un’ampia liquidità alle banche locali – sottolinea Giovanni Cuniberti, Responsabile Consulenza finanziaria di Gamma Capital Markets – e questa mossa dovrebbe quindi evitare le code agli sportelli, una situazione estrema e in grado di provocare il panico sia tra il pubblico che tra gli operatori finanziari”.

Per rafforzare la Lira, la banca centrale dovrebbe attingere alle sue riserve valutarie (in oro, dollaro, euro e altre valute) e cominciare a vendere queste valute comprando Lira, o vendendo oro (vende oro contro Usd, poi cambia i dollari in Lira). “Così facendo – argomenta Cuniberti – da un lato fornirebbe un segnale di stabilità per la Lira seppur a costo di ridurre la sua riserva valutaria. In genere queste difese hanno vita breve se non ci sono interventi di fondo in grado di definire la situazione di criticità e di combattere la speculazione che, in caso contrario, rischierebbe poco dopo di riprendere l’attacco più forte di prima fino alle conseguenze estreme di privare la banca centrale di tutte le armi a sua disposizione”.

Non va dimenticato il basso livello di riserve di valuta che vanta la Turchia. Il Fondo Monetario Internazionale crede che la Turchia abbia il livello di riserve meno adeguato tra tutte le principali economie dei mercati emergenti.

Un’altra possibilità è quella di aprire una linea swap in dollari con la FED. In questo caso, la banca centrale turca si farebbe prestare un determinato ammontare di dollari dalla Federal Reserve riuscendo così a incrementare le sue disponibilità valutarie e contrastare le vendite. Successivamente la banca centrale turca potrebbe aprire linee di finanziamento in dollari alle banche nazionali.

C’è infine la strada dell’aumento dei tassi. “Rialzando il costo del denaro in maniera consistente, si stroncherebbe la speculazione”, argomenta l’esperto di Gamma Capital Market. Infatti, se restare “corti” di Lira costasse l’1% al giorno (circa 500% annuo), la speculazione mollerebbe il colpo. Controindicazione al rialzo dei tassi è che la situazione sarebbe però di difficile gestione nel lungo periodo.