Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (21/05/26)
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Acquistare titoli che pagano dividendi può rappresentare una scelta strategica, in primis per assicurarsi una fonte di rendimento relativamente stabile e sicura e ridurre la dipendenza dalle oscillazioni dei mercati. Società con dividend yield elevati consentono di incassare flussi consistenti e regolari, migliorando la visibilità e agevolando la pianificazione finanziaria. Di seguito, un’analisi delle società del Ftse Mib sulla base dei rendimenti attuali, le stime su quelli futuri e le date dei prossimi stacchi di cedola delle big di Piazza Affari.
Perché le società distribuiscono dividendi
Le aziende scelgono di distribuire dividendi ai soci per diverse finalità strategiche:
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Fiducia e reputazione: remunerare gli azionisti con una quota degli utili conseguiti è la principale modalità per ricompensarli. Una dividend policy stabile o crescente nel tempo migliora anche l’immagine dell’azienda, trasmettendo trasparenza e solidità.
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Attrarre investitori strategici: solitamente i dividendi sono apprezzati soprattutto da cassettisti o investitori di lungo termine; per la società, portare a bordo soci di questo tipo consente di costruire una base azionaria più stabile e durevole.
- Ottimizzazione della cassa: il dividendo è uno strumento efficiente per impiegare la liquidità in eccesso, dopo aver finanziato tutti i costi operativi e le altre esigenze di cassa.
Perché investire nei dividendi
Per l’investitore, la cedola periodica rappresenta una sorta di rendita passiva, utile sia per integrare le entrate personali sia per alimentare nuove operazioni attraverso il reinvestimento.
Inoltre, poiché il loro valore non dipende direttamente dalle oscillazioni quotidiane dei prezzi, i dividendi possono aiutare a mitigare le perdite in caso di calo dei prezzi, conferendo maggiore stabilità e resilienza all’intero portafoglio.
Non a caso, nel primo trimestre del 2026 i dividendi globali hanno accelerato oltre il trend storico, toccando un nuovo massimo a 421 miliardi di dollari.
Approvazione, stacco e pagamento del dividendo
L’iter che porta all’erogazione del dividendo prevede:
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Delibera: Il Consiglio di Amministrazione formula la proposta su importo e tempistiche del dividendo, che deve poi essere ratificata ufficialmente dall’Assemblea dei Soci.
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Stacco: In questa data, il prezzo del titolo viene ridotto di un valore corrispondente a quello della cedola.
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Pagamento: L’accredito effettivo avviene solitamente due giorni lavorativi dopo lo stacco. Per averne diritto, è necessario risultare possessori dell’azione all’apertura del giorno di stacco (quindi comprarle prima), dopodiché possono essere vendute sul mercato e si incassa comunque la cedola (perché il titolo tratta già ex-dividendo).
Si possono distinguere dividendi ordinari (ricorrenti e basati sui profitti annuali) e straordinari (legati a eventi una tantum). Sebbene il pagamento avvenga di norma in contanti, esiste anche lo scrip dividend, che prevede l’assegnazione di nuove azioni anziché liquidità.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, uno yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
Di seguito, la panoramica delle società incluse nell’indice Ftse Mib con indicazione dell’ultimo dividendo complessivo (che somma eventuali acconti e saldi o tranche trimestrali), dividend yield e stime sulle cedole future. I titoli sono ordinati sulla base del dividend yield (prendendo come riferimento il dividendo più recente e l’ultimo prezzo).
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 8,62 | 0,8600 | 10,0% | 0,7400 | -14,0% | 8,6% |
| Nexi | 3,40 | 0,3000 | 8,8% | 0,2980 | -0,7% | 8,8% |
| Inwit | 6,83 | 0,5543 | 8,1% | 0,5560 | 0,3% | 8,1% |
| Banco BPM | 13,20 | 1,0000 | 7,6% | 1,0110 | 1,1% | 7,7% |
| Intesa Sanpaolo | 5,65 | 0,3760 | 6,7% | 0,4290 | 14,1% | 7,6% |
| Banca Mediolanum | 19,45 | 1,2500 | 6,4% | 0,9050 | -27,6% | 4,7% |
| Azimut | 34,94 | 2,0000 | 5,7% | 2,0590 | 3,0% | 5,9% |
| BPER Banca | 11,57 | 0,6500 | 5,6% | 0,8610 | 32,5% | 7,4% |
| Mediobanca (**) | 20,81 | 1,1500 | 5,5% | 1,5970 | 38,9% | 7,7% |
| Unipol Gruppo | 21,63 | 1,1200 | 5,2% | 1,1790 | 5,3% | 5,5% |
| Enel | 9,68 | 0,4900 | 5,1% | 0,5150 | 5,1% | 5,3% |
| Poste italiane | 24,93 | 1,2500 | 5,0% | 1,3230 | 5,8% | 5,3% |
| Snam | 6,37 | 0,3021 | 4,7% | 0,3100 | 2,6% | 4,9% |
| A2A | 2,27 | 0,1040 | 4,6% | 0,1100 | 5,8% | 4,8% |
| Eni | 23,65 | 1,0500 | 4,4% | 1,1110 | 5,8% | 4,7% |
| UniCredit | 71,28 | 3,1490 | 4,4% | 3,8080 | 20,9% | 5,3% |
| Italgas | 10,07 | 0,4320 | 4,3% | 0,4780 | 10,6% | 4,7% |
| Generali Assicurazioni | 38,32 | 1,6400 | 4,3% | 1,7870 | 9,0% | 4,7% |
| Hera | 3,89 | 0,1600 | 4,1% | 0,1700 | 6,3% | 4,4% |
| Terna | 10,04 | 0,3962 | 3,9% | 0,4010 | 1,2% | 4,0% |
| Saipem | 4,32 | 0,1700 | 3,9% | 0,1610 | -5,3% | 3,7% |
| FinecoBank | 20,86 | 0,7900 | 3,8% | 0,8380 | 6,1% | 4,0% |
| Tenaris (*) | 26,14 | 0,8900 | 3,4% | 0,9140 | 2,7% | 3,5% |
| Amplifon | 10,68 | 0,2900 | 2,7% | 0,2720 | -6,2% | 2,5% |
| Moncler | 51,62 | 1,4000 | 2,7% | 1,3840 | -1,1% | 2,7% |
| Recordati | 51,00 | 1,3400 | 2,6% | 1,5340 | 14,5% | 3,0% |
| Diasorin | 66,14 | 1,3000 | 2,0% | 1,3120 | 0,9% | 2,0% |
| Campari | 5,63 | 0,1000 | 1,8% | 0,1090 | 9,0% | 1,9% |
| Lottomatica | 25,46 | 0,4400 | 1,7% | 0,5630 | 28,0% | 2,2% |
| Buzzi | 43,48 | 0,7000 | 1,6% | 0,7680 | 9,7% | 1,8% |
| Brunello Cucinelli | 83,92 | 1,0400 | 1,2% | 1,1500 | 10,6% | 1,4% |
| Ferrari | 297,20 | 3,6150 | 1,2% | 3,7870 | 4,8% | 1,3% |
| Leonardo | 52,00 | 0,6300 | 1,2% | 0,6780 | 7,6% | 1,3% |
| STMicroelectronics (*) | 55,43 | 0,3600 | 0,6% | 0,3730 | 3,6% | 0,7% |
| Prysmian | 144,20 | 0,9000 | 0,6% | 1,0290 | 14,3% | 0,7% |
| Avio | 33,13 | 0,1485 | 0,4% | 0,1180 | -20,5% | 0,4% |
| Iveco Group | 13,93 | 5,8216 | – | 0,4900 | – | 3,5% |
| Fincantieri | 11,48 | – | – | 0,0170 | – | 0,1% |
| Stellantis | 6,51 | – | – | 0,1170 | – | 1,8% |
| Telecom Italia | 0,73 | – | – | 0,0200 | – | 2,8% |
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 21 maggio 2026.
(*) Dividendo in dollari
(**) Mediobanca: dividendo esercizio chiuso il 30 giugno 2025 (pagato il 20 aprile saldo di 0,63 euro sui sei mesi);
(***) Iveco: dividendo straordinario
Le prossime cedole a Piazza Affari
Dopo il dividend day dello scorso 20 aprile, il 18 maggio ben 22 società del Ftse Mib hanno staccato la cedola, tra dividendi ordinari e straordinari, saldi e tranche trimestrali.
Tra questi, Intesa Sanpaolo ha staccato il saldo da 0,19 euro su un dividendo totale di 0,376 euro relativo all’utile del 2025. Banca Mps ha corrisposto un dividendo da 0,86 euro, mentre Bper ha pagato un saldo da 0,56 euro (dopo l’acconto da 0,1 euro di novembre).
Cedola anche per alcune big del risparmio gestito, come Azimut e FinecoBank, e del mondo assicurativo, come Generali e Unipol. Nel settore oil & gas Eni ha distribuito la quarta tranche (0,27 euro) del dividendo a valere sull’esercizio 2025, mentre Tenaris e Saipem hanno corrisposto rispettivamente cedole da 0,60 dollari (saldo) e 0,17 euro. Fra le utilities hanno pagato A2A e Italgas.
Volgendo lo sguardo ai prossimi mesi, il 22 giugno toccherà a Hera, Leonardo, Poste Italiane (saldo), Snam (saldo), Stm (tranche trimestrale) e Terna, mentre per Enel (saldo) bisognerà aspettare il 20 luglio.