Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (14/05/26)
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Gli investitori acquistano titoli che pagano dividendi per diverse motivazioni strategiche, in primis la possibilità di assicurarsi una fonte di rendimento relativamente stabile e sicura, riducendo la dipendenza dalle oscillazioni dei mercati. Società con dividend yield elevati consentono di incassare flussi consistenti e regolari, migliorando la visibilità e agevolando la pianificazione finanziaria. Di seguito, un’analisi delle società del Ftse Mib sulla base dei rendimenti attuali, le stime su quelli futuri e le date dei prossimi stacchi di cedola a Piazza Affari.
Perché le società distribuiscono dividendi
Innanzitutto, la distribuzione delle cedole rappresenta per le aziende il modo più diretto per remunerare i soci, condividendo una parte dei profitti realizzati. Una politica di distribuzione costante, o crescente nel tempo suggerisce che la società versa in condizioni di solidità finanziaria, restituendo un’immagine solida e migliorandone la reputazione complessiva.
Inoltre, un rendimento cedolare significativo consente spesso di ampliare la base degli investitori, attraendo soprattutto profili orientati al lungo periodo. Sotto il profilo della gestione patrimoniale, redistribuire una parte degli utili permette di allocare la liquidità in eccesso, dopo aver coperto i costi di gestione, gli investimenti tecnici e accantonato le riserve necessarie.
Perché investire nei dividendi
Per l’investitore, il dividendo rappresenta una rendita passiva, utile sia per integrare le entrate personali sia per alimentare nuove operazioni attraverso il reinvestimento delle cedole.
Inoltre, il loro valore non dipende direttamente dalle fluttuazioni quotidiane dei prezzi, quindi i dividendi possono aiutare a tamponare eventuali fasi ribassiste dei mercati, stabilizzando il profilo di rendimento/rischio del portafoglio.
Non a caso, nel primo trimestre del 2026 i dividendi globali hanno accelerato oltre il trend storico, toccando un nuovo massimo a 421 miliardi di dollari.
Approvazione, stacco e pagamento del dividendo
L’iter che porta all’erogazione del dividendo prevede una delibera iniziale da parte del Cda su importo e tempistiche del dividendo, che poi viene approvata dall’Assemblea dei Soci.
In occasione della data di stacco, il prezzo del titolo viene ridotto di un valore corrispondente a quello della cedola. Il pagamento effettivo avviene solitamente due giorni lavorativi dopo lo stacco. Per averne diritto, è necessario possedere l’azione prima del giorno di stacco.
Si possono distinguere dividendi ordinari (ricorrenti e basati sui profitti annuali) e straordinari (legati a eventi una tantum).
Sebbene il pagamento avvenga di norma in contanti, esiste anche lo scrip dividend, che prevede l’assegnazione di nuove azioni anziché liquidità.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, uno yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
Di seguito, la panoramica delle società incluse nell’indice Ftse Mib con indicazione dell’ultimo dividendo complessivo (che somma eventuali acconti e saldi o tranche trimestrali), dividend yield e stime sulle cedole future. I titoli sono ordinati sulla base del dividend yield (prendendo come riferimento il dividendo più recente e l’ultimo prezzo).
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 9,56 | 0,8600 | 9,0% | 0,7410 | -13,8% | 7,8% |
| Nexi | 3,79 | 0,3000 | 7,9% | 0,2650 | -11,7% | 7,0% |
| Inwit | 7,13 | 0,5543 | 7,8% | 0,5560 | 0,3% | 7,8% |
| Banco BPM | 13,29 | 1,0000 | 7,5% | 1,0120 | 1,2% | 7,6% |
| Intesa Sanpaolo | 5,76 | 0,3760 | 6,5% | 0,4290 | 14,1% | 7,5% |
| Banca Mediolanum | 19,42 | 1,2500 | 6,4% | 0,9060 | -27,5% | 4,7% |
| Azimut | 36,21 | 2,0000 | 5,5% | 2,0590 | 3,0% | 5,7% |
| Mediobanca (**) | 20,98 | 1,1500 | 5,5% | 1,5820 | 37,6% | 7,5% |
| Poste italiane | 24,15 | 1,2500 | 5,2% | 1,3210 | 5,7% | 5,5% |
| BPER Banca | 12,68 | 0,6500 | 5,1% | 0,8580 | 32,0% | 6,8% |
| Enel | 9,73 | 0,4900 | 5,0% | 0,5140 | 4,9% | 5,3% |
| Unipol Gruppo | 22,47 | 1,1200 | 5,0% | 1,1730 | 4,7% | 5,2% |
| Snam | 6,40 | 0,3021 | 4,7% | 0,3100 | 2,6% | 4,8% |
| Eni | 23,47 | 1,0500 | 4,5% | 1,1110 | 5,8% | 4,7% |
| A2A | 2,34 | 0,1040 | 4,4% | 0,1100 | 5,8% | 4,7% |
| UniCredit | 71,95 | 3,1490 | 4,4% | 3,7870 | 20,3% | 5,3% |
| Generali Assicurazioni | 39,06 | 1,6400 | 4,2% | 1,7870 | 9,0% | 4,6% |
| Italgas | 10,33 | 0,4320 | 4,2% | 0,4780 | 10,6% | 4,6% |
| Hera | 3,88 | 0,1600 | 4,1% | 0,1700 | 6,3% | 4,4% |
| Terna | 9,94 | 0,3962 | 4,0% | 0,4010 | 1,2% | 4,0% |
| Saipem | 4,60 | 0,1700 | 3,7% | 0,1600 | -5,9% | 3,5% |
| FinecoBank | 21,61 | 0,7900 | 3,7% | 0,8370 | 5,9% | 3,9% |
| Tenaris (*) | 27,18 | 0,8900 | 3,3% | 0,9030 | 1,5% | 3,3% |
| Moncler | 50,94 | 1,4000 | 2,7% | 1,3840 | -1,1% | 2,7% |
| Amplifon | 10,75 | 0,2900 | 2,7% | 0,2730 | -5,9% | 2,5% |
| Recordati | 51,65 | 1,3400 | 2,6% | 1,5320 | 14,3% | 3,0% |
| Campari | 5,39 | 0,1000 | 1,9% | 0,1070 | 7,0% | 2,0% |
| Diasorin | 71,22 | 1,3000 | 1,8% | 1,3030 | 0,2% | 1,8% |
| Lottomatica | 26,34 | 0,4400 | 1,7% | 0,5630 | 28,0% | 2,1% |
| Buzzi | 47,12 | 0,7000 | 1,5% | 0,7610 | 8,7% | 1,6% |
| Ferrari | 285,25 | 3,6150 | 1,3% | 3,7700 | 4,3% | 1,3% |
| Leonardo | 50,04 | 0,6300 | 1,3% | 0,6780 | 7,6% | 1,4% |
| Brunello Cucinelli | 83,00 | 1,0400 | 1,3% | 1,1500 | 10,6% | 1,4% |
| STMicroelectronics (*) | 53,97 | 0,3600 | 0,7% | 0,3730 | 3,6% | 0,7% |
| Prysmian | 153,35 | 0,9000 | 0,6% | 1,0110 | 12,3% | 0,7% |
| Avio | 30,21 | 0,1485 | 0,5% | 0,1180 | -20,5% | 0,4% |
| Iveco Group | 13,93 | 5,8216 | – | 0,4450 | – | 3,2% |
| Fincantieri | 11,65 | – | – | 0,0000 | – | 0,0% |
| Stellantis | 6,67 | – | – | 0,1170 | – | 1,8% |
| Telecom Italia | 0,70 | – | – | 0,0200 | – | 2,9% |
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 14 maggio 2026.
(*) Dividendo in dollari
(**) Mediobanca: dividendo esercizio chiuso il 30 giugno 2025 (pagato il 20 aprile saldo di 0,63 euro sui sei mesi);
(***) Iveco: dividendo straordinario
Le prossime cedole a Piazza Affari
Dopo il dividend day dello scorso 20 aprile, che ha coinvolto 8 società del Ftse Mib (Banca Mediolanum, Banco BPM, Campari, Ferrari, Iveco Group, Mediobanca, Prysmian e UniCredit), la prossima giornata chiave andrà in scena lunedì prossimo.
Nel dettaglio, il , 18 maggio staccheranno la cedola le seguenti società:
- A2a
- Amplifon
- Assicurazioni Generali
- Avio
- Azimut
- Banca Mps
- Bper (saldo)
- Brunello Cucinelli
- Buzzi
- Diasorin
- Eni (quarta tranche trimestrale)
- Finecobank
- Inwit (straordinario)
- Intesa Sanpaolo (saldo)
- Italgas
- Lottomatica
- Moncler
- Nexi
- Recordati (saldo)
- Saipem
- Unipol
- Tenaris
Volgendo lo sguardo ai prossimi mesi, il 22 giugno toccherà a Hera, Leonardo, Poste Italiane (saldo), Snam (saldo), Stm (tranche trimestrale) e Terna, mentre per Enel (saldo) bisognerà aspettare il 20 luglio.