Rubriche e analisi Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (11/06/26)

Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (11/06/26)

11 Giugno 2026 11:17

Inserire in portafoglio titoli che distribuiscono dividendi permette di ricevere flussi di cassa tendenzialmente costanti e di limitare gli effetti della volatilità di mercato. Le aziende con dividend yield elevati offrono una sorta di rendita periodica, incrementando la visibilità delle entrate e agevolando la gestione delle finanze. Di seguito un’analisi delle società del Ftse Mib dal punto di vista dei rendimenti attuali e prospettici (sulla base dei dividendi stimati), oltre al calendario dei prossimi pagamenti a Piazza Affari.

Perché le società distribuiscono dividendi

Innanzitutto, la distribuzione delle cedole rappresenta per le aziende il modo più diretto per remunerare i soci, condividendo una parte dei profitti realizzati. Una politica di distribuzione costante o crescente nel tempo suggerisce che la società versa in condizioni di solidità finanziaria, restituendo un’immagine solida e migliorandone la reputazione complessiva.

Inoltre, un rendimento cedolare significativo consente spesso di ampliare la base degli investitori, attraendo soprattutto profili orientati al lungo periodo. Sotto il profilo della gestione patrimoniale, redistribuire una parte degli utili permette di allocare la liquidità in eccesso, dopo aver coperto i costi di gestione, gli investimenti tecnici e accantonato le riserve necessarie.

Cos’è il payout ratio

La percentuale di utili netti che l’azienda distribuisce come dividendi è definita payout ratio e si attesta solitamente tra il 30% e il 60%, ma alcune realtà particolarmente solide possono permettersi livelli superiori. Ad esempio, nell’orizzonte del Piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo è previsto un payout ratio sul risultato netto consolidato pari al 95% in ciascun anno del Piano, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback. Numeri che potrebbero essere aggiornati alla luce degli ultimi sviluppi sul fronte dell’M&A.

I dividendi dal punto di vista dell’investitore

Per l’investitore, il dividendo è assimilabile ad una rendita passiva, utile sia per integrare le entrate personali sia per alimentare nuove operazioni, attraverso il reinvestimento delle cedole.

Inoltre, il loro valore non dipende direttamente dalle fluttuazioni quotidiane dei prezzi, quindi i dividendi possono aiutare a controbilanciare eventuali fasi ribassiste del mercato azionario e stabilizzare il rendimento complessivo e il rischio del portafoglio.

In Italia, la tassazione sui dividendi per le persone fisiche consiste in una ritenuta a titolo d’imposta del 26%.

Stacco cedola e pagamento dividendo: come funziona

L’iter che porta all’erogazione del dividendo prevede:

  • Delibera: Il CdA (Consiglio di Amministrazione) formula la proposta su entità e tempi del dividendo, che deve poi essere ratificata ufficialmente dall’Assemblea dei Soci.

  • Stacco: In questa data, il prezzo del titolo cala di un valore corrispondente alla cedola.

  • Pagamento: L’accredito effettivo avviene solitamente due giorni lavorativi dopo lo stacco. Per averne diritto, è necessario possedere l’azione prima del giorno di stacco.

È possibile distinguere tra dividendi ordinari (ricorrenti e basati sui profitti annuali) e straordinari (legati a eventi una tantum). Infine, sebbene il pagamento avvenga di norma in contanti, esiste anche lo scrip dividend, che prevede l’assegnazione di nuove azioni anziché liquidità.

Cos’è il dividend yield e come si calcola

L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:

(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100

Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, uno yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.

Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.

Ftse Mib, la classifica dei dividend yield

Di seguito, la panoramica delle società incluse nell’indice Ftse Mib con indicazione dell’ultimo dividendo complessivo (che somma eventuali acconti e saldi o tranche trimestrali), dividend yield e stime sulle cedole future. I titoli sono ordinati sulla base del dividend yield (prendendo come riferimento il dividendo più recente e l’ultimo prezzo).

Ai primi posti diverse società del comparto finanziario, protagonista di un riassetto che coinvolge quasi tutti i principali player. L’ultimo colpo di scena è arrivato lo scorso weekend, con la sfida tra Banco Bpm e Intesa Sanpaolo per accaparrarsi Mps (quindi Mediobanca e indirettamente una fetta di Generali). Nel frattempo, Unicredit resta impegnata nella corsa alla tedesca Commerzbank, ma non è escluso un suo intervento nel consolidamento domestico.

Titolo Ultimo prezzo (€) Dividendo per azione (€) Dividend yield Prossimo dividendo stimato (€) Variazione stimata Dividendo a/a Dividend yield stimato
Nexi 3,36 0,3000 8,9% 0,2940 -2,0% 8,7%
Inwit 6,63 0,5543 8,4% 0,5530 -0,2% 8,3%
Banca MPS 10,32 0,8600 8,3% 0,7400 -14,0% 7,2%
Banco BPM 14,12 1,0000 7,1% 1,0110 1,1% 7,2%
Intesa Sanpaolo 5,63 0,3760 6,7% 0,4280 13,8% 7,6%
Banca Mediolanum 19,98 1,2500 6,3% 0,8900 -28,8% 4,5%
Azimut 35,54 2,0000 5,6% 2,0590 3,0% 5,8%
BPER Banca 12,66 0,6500 5,1% 0,8620 32,6% 6,8%
Enel 9,72 0,4900 5,0% 0,5180 5,7% 5,3%
Unipol Gruppo 23,38 1,1200 4,8% 1,1900 6,2% 5,1%
Snam 6,39 0,3021 4,7% 0,3100 2,6% 4,9%
Mediobanca (**) 24,78 1,1500 4,6% 1,5830 37,7% 6,4%
A2A 2,27 0,1040 4,6% 0,1100 5,8% 4,8%
Poste italiane 27,44 1,2500 4,6% 1,3360 6,9% 4,9%
UniCredit 71,20 3,1490 4,4% 3,8040 20,8% 5,3%
Eni 23,75 1,0500 4,4% 1,1110 5,8% 4,7%
Hera 3,80 0,1600 4,2% 0,1700 6,3% 4,5%
Italgas 10,72 0,4320 4,0% 0,4780 10,6% 4,5%
Generali Assicurazioni 41,09 1,6400 4,0% 1,8020 9,9% 4,4%
Terna 10,21 0,3962 3,9% 0,4010 1,2% 3,9%
Saipem 4,53 0,1700 3,8% 0,1590 -6,5% 3,5%
FinecoBank 21,19 0,7900 3,7% 0,8410 6,5% 4,0%
Tenaris (*) 26,96 0,8900 3,3% 0,9330 4,8% 3,5%
Amplifon 10,46 0,2900 2,8% 0,2640 -9,0% 2,5%
Recordati 50,90 1,3400 2,6% 1,5330 14,4% 3,0%
Moncler 55,68 1,4000 2,5% 1,3960 -0,3% 2,5%
Diasorin 69,02 1,3000 1,9% 1,3150 1,2% 1,9%
Campari 5,45 0,1000 1,8% 0,1090 9,0% 2,0%
Lottomatica 26,85 0,4400 1,6% 0,5610 27,5% 2,1%
Buzzi 43,77 0,7000 1,6% 0,7680 9,7% 1,8%
Ferrari 303,50 3,6150 1,2% 3,8310 6,0% 1,3%
Leonardo 53,19 0,6300 1,2% 0,6910 9,7% 1,3%
Brunello Cucinelli 88,30 1,0400 1,2% 1,1490 10,5% 1,3%
Prysmian 141,40 0,9000 0,6% 1,0300 14,4% 0,7%
STMicroelectronics (*) 63,65 0,3600 0,6% 0,3710 3,1% 0,6%
Avio 37,34 0,1485 0,4% 0,1180 -20,5% 0,3%
Iveco Group 13,92 5,8216 0,4730 3,4%
Fincantieri 11,07 0,0150 0,1%
Stellantis 5,72 0,0930 1,6%
Telecom Italia 0,77 0,0190 2,5%

Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati all’11 giugno 2026.
(*) Dividendo in dollari
(**) Mediobanca: dividendo esercizio chiuso il 30 giugno 2025 (20 aprile saldo di 0,63 euro sui sei mesi dell’esercizio 2025-26);
(***) Iveco: dividendo straordinario

Le prossime cedole a Piazza Affari

Per quanto riguarda il Ftse Mib, i prossimi dividendi verranno staccati il 22 giugno. Si tratta in particolare di Hera, Leonardo, Poste Italiane (saldo), Snam (saldo), Stm (tranche trimestrale) e Terna. Nel mese successivo, esattamente il 20 luglio, toccherà a Enel (saldo da 26 centesimi dopo l’acconto da 0,23€ di gennaio).

Ricordiamo che la maggior parte delle blue chip di Piazza Affari (30 su 40) ha già staccato dividendi ordinari e straordinari, saldi e tranche trimestrali il 20 aprile o il 18 maggio.

Al di fuori del listino principale, si segnalano le cedole di Ferretti e Acea il 15 giugno; Enav, Ovs e Tamburi Investment Partners il 22 giugno; MFE-MediaForEurope e Pirelli il 20 luglio.