Notizie banche Unicredit oltre il 54% (in azioni e derivati) di Commerzbank a una settimana dalla chiusura dell’offerta

Unicredit oltre il 54% (in azioni e derivati) di Commerzbank a una settimana dalla chiusura dell’offerta

10 Giugno 2026 08:18

Nel bel mezzo del risiko bancario italiano, Unicredit prosegue la corsa in Germania. Oltre la metà del capitale di Commerz è nelle mani del gruppo guidato da Andrea Orcel. La banca italiana ha consolidato ulteriormente la quota nell’istituto tedesco, su cui ha lanciato un’Opa, portando la propria esposizione, tra azioni e derivati, oltre il 54% (37,68% senza derivati).

Lo scontro sulle adesioni

Nonostante i dati, non si placa lo scontro con i tedeschi che evidenziano che le adesioni dei privati sono dello 0,05% e che non c’è nessuno investitore istituzionale. L’istituto guidato da Andrea Orcel nel sottolineare come “necessaria una presa di posizione”, rileva che “qualsiasi insinuazione secondo cui avrebbe intenzionalmente confuso le categorie di disclosure al fine di sovrastimare artificialmente il livello percepito di adesioni all’offerta è priva di qualsiasi fondamento, sia fattuale che giuridico”. Inoltre Unicredit evidenzia che “la classificazione delle posizioni detenute riflette il quadro normativo obbligatorio di disclosure e non può quindi ragionevolmente essere qualificata come fuorviante”.

Inoltre, “le comunicazioni sono effettuate ai sensi e in piena conformità con le disposizioni del German Securities Trading Act e del German Takeover Act e sono oggetto di un dialogo continuo, pienamente trasparente, con la BaFin”, l’autorità di vigilanza tedesca, da cui non è arrivato alcun rilievo. Per Unicredit “il management di Commerzbank ha diritto di raccomandare agli azionisti di non aderire all’offerta pubblica di scambio” ma  “non è legittimata a compromettere l’integrità del processo di offerta mediante accuse non supportate da evidenze, secondo cui le comunicazioni obbligatorie sarebbero fuorvianti, artificialmente gonfiate o comunque idonee a interferire impropriamente con il corretto svolgimento dell’operazione”.

I numeri

Le adesioni all’Ops che, dopo cinque settimane, hanno raggiunto il 10,91%. Percentuale che con il 26,77% già in possesso, porta la quota in azioni al 37,68% dell’istituto tedesco. Valore che sale al 40,9% includendo il 3,22% in strumenti con opzione di regolamento fisico. Dai conteggi resta fuori il 13,2% in strumenti con regolamento per cassa.

I tempi

Nei prossimi giorni, gli aggiornamenti saranno giornalieri, con la prima parte dell’offerta che terminerà a meno di una settimana, alla mezzanotte del 16 giugno. Poi sarà il tempo dei supplementari, come previsto dalla normativa tedesca, con la scadenza che si allungherà alla mezzanotte del 3 luglio. Mentre nel caso di un rilancio l’offerta durerà fino al 30 giugno. A cui seguirà il periodo integrativo di due settimane.

Il risiko bancario

In questo contesto Unicredit resta l’osservata speciale nella partita del risiko italiano con l’offerta, da una parte, di Intesa Sanpaolo su Mps e, dall’altra, con la proposta alla pari di Bpm sempre con Siena. Il mercato non scommette su una controfferta di Orcel per Siena, quanto su un ritorno del gruppo su Banco Bpm anche se come precisato da Unicredit il focus resta “sul processo di offerta” su Commerz. Ma una mossa è comunque attesa alla luce del fatto che se dovesse andare in porto l’offerta di Intesa, Bper potrebbe superare Unicredit.

Altri guardano a Unicredit, salita al 9% dei diritti di voto delle Generali, che potrebbe rilevare quote  di Mps, come quella di Delfin (17,5%), di cui sta finanziando il riassetto.