Commodity della settimana: rame, il metallo rosso in bilico sulle parole di Trump
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Mercato del rame
che torna al centro della scena economica e politica globale. Il 2025 continua a presentare scenari sfidanti per il metallo rosso, sul quale, nonostante i tiepidi segnali di ripresa nella domanda globale, pesano le recenti minacce di dazi USA al 50% sull’import di rame. I mercati, scossi a causa del nervosismo dilagato tra gli investitori, attendono risposte sul fronte commerciale ed il riassestamento dei principali produttori per far fronte ai potenziali nuovi costi. Future quotato al Comex impenna, di seguito l’analisi tecnica al grafico.
Mercato del rame: i dazi a cambiare le regole del gioco? Si amplia la forbice tra Comex e LME
Si rinnova la volatilità e l’incertezza sul mercato del rame a seguito delle nuove dichiarazioni del Presidente americano Donald Trump. L’intenzione del primo cittadino USA è quella di attribuire dazi del 50% sul rame importato, motivati da questioni di sicurezza nazionale. La reazione dei mercati è stata immediata: i future quotati al Comex USA hanno messo a segno rialzi record, portando il premio sul rame americano a superare del 25% il valore del future quotato al LME, indicando un chiaro segno di arbitraggio ed accumulo a scopo difensivo.
Gli effetti di queste parole sono stati molteplici. I principali paesi produttori ed esportatori, in primis Cile e Canada, hanno chiesto esenzioni o deroghe, mentre in Africa si teme il forte impatto che potrebbero avere sullo sviluppo di infrastrutture strategiche. Le aziende USA del settore potrebbero beneficiare dei dazi, ma molti operatori dubitano che sarà sufficiente per rilanciare l’espansione del settore minerario nazionale. Inoltre, molti analisti segnalano rischi sul rallentamento della domanda USA, ed un potenziale ridimensionamento degli investimenti in nuove miniere.
Sul fronte macroeconomico, la domanda mondiale resta moderata: la Cina sta mantenendo acquisti stabili, spinta dalle politiche di transizione energetica, mentre la debolezza in Europa e Nord America frena i consumi industriali. La produzione globale continua ad aumentare, in particolare in paesi come Perù e Cile, ma è bilanciata da scorte limitate nei depositi LME. Da inizio anno si evidenzia una riduzione delle scorte del 65 %, fino a circa 95.000 tonnellate, il livello più basso da due anni. Questo lascia spazio ad ulteriore volatilità: con un eventuale calo della domanda USA, indotto dai dazi, si potrebbe generare una caccia all’accumulo di scorte incrementando la pressione sui futures.
Punto tecnico sul grafico del future quotato al Comex
Settimana di fuoco per il future del rame quotato al Comex, che mette a segno un’accelerazione del +13% nel corso di queste sedute, aggiornando i massimi storici a $ 5,8955/lb. Un allungo in linea con la tendenza rialzista di lungo periodo ed una performance del metallo rosso che segna +38% da inizio anno. Le recenti dichiarazioni di Trump e la minaccia di nuovi dazi hanno aggiunto volatilità ad un mercato già turbolento, ampliando la forbice con i futures quotati al LME.
Sul grafico alcuni spunti chiave erano già noti. Il primo segnale chiave è arrivato con la rottura della trendline ribassista di breve periodo (in rosso) in concomitanza della conferma del wedge di continuazione, da cui è seguita una fase di accumulazione, ben visibile anche sul fronte dei volumi. Il successivo breakout ha dato vita ad una nuova trendline rialzista (in blu), la cui forte pendenza ne riflette la forza del trend in atto, e la coerenza con il quadro tecnico di lungo periodo.
A supporto del breakout, si evidenzia una dinamica dei volumi coerente con un movimento direzionale: dopo una fase di congestione e contrazione, il volume è esploso proprio in concomitanza con la rottura delle resistenze statiche (in nero), dando ulteriore significatività all’accelerazione rialzista ed al raggiungimento dei nuovi massimi storici.
Anche il comportamento dell’RSI a 14 periodi si è allineato ai movimenti sulla serie storica. In particolare, l’oscillatore ha rotto al rialzo sia la resistenza statica (in viola) che quella dinamica (in verde), dopo una lunga fase di compressione. Al momento si trova vicino alla soglia di ipercomprato, ma senza segnali di inversione. Ciò lascia spazio a possibili estensioni, compatibilmente con eventuali fisiologiche fasi di consolidamento.
Il focus ora si sposta sulla tenuta della nuova trendline rialzista, che rappresenta il primo livello dinamico di supporto da monitorare. In caso di pullback, sarà importante osservare la reazione del mercato in prossimità dei livelli di supporto intermedi. Il trend resta saldamente positivo, ma con le ombre di una rinnovata volatilità sui mercati per il caso dazi-bis. Come sempre, l’ultima parola spetterà al mercato.
