Commodity della settimana: frumento, l’escalation nel Mar Nero riaccende il rischio offerta
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Il future sul frumento quotato al CBOT si è spinto sui massimi da oltre due anni, trainando al rialzo l’intero comparto dei cereali. A riportare la commodity al centro dell’attenzione è l’intensificarsi degli attacchi tra Russia e Ucraina nel Mar Nero, snodo cruciale per l’export mondiale di grano, in un contesto di scorte già percepite in diminuzione. Di seguito il commento tecnico al grafico del future.
Mercato del frumento: la condizione di domanda ed offerta
Anche per quanto riguarda il grano, il driver dominante è di natura geopolitica e logistica. Kiev ha esteso la propria campagna di attacchi con droni alle navi russe nel Mar d’Azov, colpite a più riprese da inizio luglio, e ai vettori in transito nel Mar Nero, mentre Mosca ha intensificato i raid sui porti in acque profonde dell’area di Odessa, da cui passa gran parte del grano ucraino. Il canale di trasmissione ai prezzi è quindi diretto: il Mar d’Azov veicola circa un quarto dell’export russo di cereali e, secondo la principale associazione agricola ucraina, il Paese avrebbe già perso circa un terzo della propria capacità di esportazione via Mar Nero. Trattandosi del primo esportatore mondiale (la Russia) e di uno dei principali fornitori globali (l’Ucraina), ogni restrizione ai flussi si traduce in un crescente premio al rischio sulle quotazioni.
La tensione si innesta su un quadro di offerta globale già fragile. Le disponibilità di frumento sono viste in contrazione sia in Europa sia in Nord America, dove il caldo intenso continua a stressare le colture del Midwest statunitense, pur con previsioni di temperature in fase di moderazione e piogge in aumento nella prossima settimana. È questa combinazione tra fondamentali in irrigidimento e rischio logistico ad aver alimentato l’accelerazione dei prezzi, con il contratto più scambiato che ha superato la soglia del 5% in una singola seduta.
Il rally si è poi propagato agli altri cereali, con mais e soia in scia seppur con intensità minore. Il rincaro solleva interrogativi sulla filiera zootecnica: come osserva Michael Cordonnier di Soybean & Corn Advisor, il frumento può in parte sostituire il mais nelle razioni animali, ma oltre certe soglie di prezzo la convenienza viene meno, aggravando i costi per gli allevatori. Lo stesso analista avverte che non è possibile interrompere i flussi dai grandi produttori, Russia ed Europa occidentale in testa, senza compromettere il funzionamento dell’intero sistema.
Sul mercato riaffiorano quindi i parallelismi con lo shock del 2022, quando la chiusura dei porti ucraini bloccò milioni di tonnellate di grano spingendo i prezzi alimentari globali. Un precedente che spiega la rapidità con cui gli operatori stanno prezzando il rischio di una nuova frattura nell’offerta.
Punto tecnico sul grafico del future
Il future sul frumento vanta una performance di circa il +35% da inizio anno e procede con un nuovo tentativo di ripresa dopo il consolidamento delle ultime settimane.
Il quadro tecnico di lungo periodo ha visto il sottostante rompere al rialzo la trendline ribassista primaria (in rosso), per poi virare con decisione verso l’alto scongiurando un nuovo retest del supporto dinamico fornito dalla stessa. In questa fase i prezzi avevano configurato un potenziale testa e spalle ribassista (in nero), figura tuttavia invalidata dall’assenza di breakout sulla neckline, a conferma della tenuta dell’impianto costruttivo.
La pressione degli acquisti ha quindi condotto alla rottura rialzista del box di accumulazione (in azzurro), sebbene il movimento sia stato successivamente respinto dal test della resistenza statica in area $ 6,90/bushel, primo ostacolo da rimuovere per dare continuità alla ripresa. Sul fronte prospettico, il movimento rialzista di lungo periodo mette nel mirino il potenziale target in area $ 8,90/bushel, livello coerente con la base del wedge che aveva accompagnato l’ultima gamba discendente.
Gli oscillatori avvalorano la lettura con l’RSI a 14 periodi che ha anticipato la ripresa dei corsi attraverso una divergenza rialzista (in rosso), la quale funge ora da principale supporto dinamico. L’oscillatore ha inoltre rotto al rialzo la resistenza dinamica (in arancione) e si muove ora alla ricerca di una conferma in grado di consolidare il segnale.
Operativamente, il superamento di quota $6,90/bushel aprirebbe la strada verso i target superiori, mentre un ritorno all’interno del box di accumulazione riporterebbe il future in fase interlocutoria; la violazione del supporto dinamico dell’RSI costituirebbe invece il primo segnale di invalidazione dello scenario di ripresa.
