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Yellen: incertezza globale impone cautela nel processo di normalizzazione

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Cautela. Questa la parola d’ordine che guiderà la Federal Reserve nel processo di normalizzazione del costo del denaro. Lo ha annunciato  Janet Yellen, il n.1 della Federal Reserve, nel corso del suo intervento all’Economic Club di New York. Dell’approccio “dovish” sta beneficiando Wall Street, dove Dow Jones e S&P500 salgono di mezzo punto percentuale e il Nasdaq avanza dell’1%, e le commodity (l’oro avanza dell’1,4% a 1.237 dollari, il petrolio Wti sta riducendo le perdite e passa di mano a 38,54 dollari) mentre il biglietto verde paga dazio (-0,5% del dollar index, +0,51% per l’eurodollaro a 1,1255$).

Appropriato procedere con cautela
L’andamento dell’economia globale ha incrementato i rischi per l’outlook economico, è quindi appropriato procedere con cautela nel processo di normalizzazione dei tassi. “Nonostante l’outlook di base non abbia registrato variazioni sostanziali da dicembre, la situazione globale è ancora caratterizzata da rischi”.

Rischi che “sembrerebbero aver contribuito alla volatilità registrata dai mercati finanziari la scorsa estate e negli ultimi mesi”. Alla luce di queste minacce per l’outlook economico, “ritengo sia opportuno per il Comitato (FOMC, Federal Open Market Committee, ndr) di procedere con cautela nel processo di aggiustamento della politica monetaria”. Anche se gli effetti delle turbolenze che hanno caratterizzato le prime sette settimane del 2016 dovrebbero essere limitati, ha precisato il governatore dell’istituto di Washington, il contesto è ancora caratterizzato da un forte grado di incertezza.

Indicazioni “dovish” anche dal fronte inflazione, visto che “è ancora troppo presto per dire se la recente accelerazione sarà duratura”.  Nonostante il recente abbassamento delle aspettative di inflazione non sia da tenere in eccessiva considerazione, alcuni indicatori “mi preoccupano”. Nello scenario negativo, rileva la Yellen, potrebbe essere necessario più tempo del previsto per assistere a un ritorno dell’indice dei prezzi al consumo in quota 2%.