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Xiaomi: rallenta la crescita nel II trimestre per debolezza domanda e concorrenza Huawei

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Xiaomi, da molti indicata come l’astro nascente del settore degli smartphone grazie ai prezzi competitivi dei suoi device e alla leadership in Cina, continua a soffrire fortemente alla borsa di Hong Kong. Oggi il titolo ha perso quasi il 5% dopo aver reso noto i risultati del secondo trimestre 2019. Il fatturato totale della società Internet con smartphone e dispositivi smart interconnessi da una piattaforma Internet of Things è cresciuto del 14,8%, attestandosi a circa 51,95 miliardi di RMB. Il dato è stato inferiore alle attese, visti i minori acquisti dei suoi prodotti da parte dei consumatori cinesi e la conquista di ulteriori quote di mercato da parte della rivale Huawei. Eppure l’azienda cinese è cresciuta del 27% durante il il primo trimestre 2019, dettaglio che indica che il trimestre successivo sia stato frenato. L’utile netto rettificato del secondo trimestre 2019 (misura non IFRS) è stato di 3,64 miliardi di RMB, con un aumento sostanziale del 71,7% rispetto all’anno precedente.

 

Nel primo semestre 2019, Xiaomi ha registrato performance da record, grazie alla strategia dual core “Smartphone + AIoT” (AI + Internet of Things) che offre efficienza operativa e maggiore resilienza al rischio. Durante questo periodo, i ricavi totali del gruppo sono aumentati del 20,2%, attestandosi a circa 95,71 miliardi di RMB. I ricavi delle attività all’estero sono stati del 38,6 miliardi di RMB, pari a oltre il 40% dei ricavi totali. L’utile netto rettificato (Non-IFRS Measure) è stato di 5,72 miliardi di RMB, con un incremento del 49,8% rispetto all’anno precedente.

 

“Grazie all’incessante impegno di Xiaomi, siamo riusciti a realizzare una solida crescita nel nostro business, registrando un profitto che ha raggiunto il massimo consenso e diventando la più giovane azienda Fortune Global 500 nel 2019, nonostante le sfide economiche globali. La nostra performance è la testimonianza del successo della nostra strategia dual core ‘Smartphone + AIoT’ e del modello di business di Xiaomi. Guardando al futuro, continueremo a rafforzare le nostre capacità e gli investimenti in R&S in modo da cogliere le grandi opportunità offerte dai mercati 5G e AIoT e puntare a risultati costanti per l’azienda”, dichiara Lei Jun, Founder, Chairman e CEO di Xiaomi.

Tracollo dalla quotazione

Xiaomi, quotata da luglio 2018 a Hong Kong, ha perso da inizio anno circa il 30%. I valori attuali in Borsa sono i minimi dall’Ipo, considerata la maggiore degli ultimi anni nel settore tech con una valutazione di 54 miliardi di dollari. Dalla quotazione Xiaomi ha bruciato circa 28 miliardi di dollari di valore di mercato, lasciando sul terreno circa il 47%.

 

Xiaomi paga la forte dipendenza dal mercato degli smartphone in Cina, da cui dipendono i due terzi delle sue entrate. Nel 2019 la crescita delle vendite del colosso cinese ha iniziato a rallentare a causa del saturo mercato degli smartphone in Cina e della crescente concorrenza di Huawei e Samsung. Al tutto si aggiungono anche i dazi e la guerra di Donald Trump alla Cina. Per superare il rallentamento del mercato globale Xiaomi aspira a espandersi verso nuovi mercati, ma una soluzione potrebbe anche essere la vendita di dispositivi più costosi con margini di profitto più ampi.

 

Una nuova analisi del mercato degli smartphone pubblicata da Counterpoint Research descrive ancora una volta un settore caratterizzato dal segno meno. Il secondo trimestre dell’anno in corso ha visto una riduzione dell’1% nel numero di dispositivi commercializzati. Si tratta del settimo trimestre di declino consecutivo, dice Counterpoint, e tutto lascia presupporre che la situazione non cambierà molto nell’immediato futuro.