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Wish divide Wall Street, Ipo si avvicina. Quanto vale il controverso re dell’ecommerce low cost?

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Wish, il marketplace online specializzato nella vendita di prodotti cinesi a prezzi stracciati, ha depositato una settimana il suo prospetto IPO presso la Securities and Exchange Commission (SEC), unendosi ad altre grandi aziende che entro la fine dell’anno debutteranno in borsa tra cui AirBnB.
La società madre di Wish, la ContextLogic, prevede di quotare le sue azioni sul Nasdaq sotto il simbolo WISH e ora con il deposito del prospetto possiamo dare una prima occhiata ai dati finanziari di Wish.

Le prime indiscrezioni riportate dal Financial Times vedono Wish a caccia di una maxi valutazione compresa tra $ 25 e $ 30 miliardi. Valori elevati se si pensa alle perdite costanti registrate in questi ani da Wish e da una crescita più lenta rispetto al gigante Amazon.

La storia di Wish

A fondare Wish, che ha sede a San Francisco, è stato Peter Szulczewski, che in precedenza lavorava per Google come ingegnere. Fondata nel 2010, Wish è un martketplace online che offre una varietà di prodotti scontati, che vanno da articoli per la casa e abbigliamento, all’elettronica e ai giocattoli, tutti a basso costo. Rispetto ad Amazon, Wish è rivolto agli acquirenti di “ogni status socio-economico” che potrebbero non essere in grado di permettersi 119 dollari all’anno (99 euro) per abbonarsi a Prime.
“Abbiamo realizzato Wish per servire i consumatori che privilegiano l’accessibilità economica rispetto alla marca e alla convenienza, e che sono poco serviti dalla tradizionale piattaforma di ecommerce” scrive Wish nel prospetto. Un enorme contenitore in cui i venditori possono pubblicare le proprie inserzioni e vendere i propri oggetti a pochi dollari o euro.
Ma perché i prezzi su Wish sono così bassi? La risposta è semplice: il marketplace raggruppa diversi fornitori quasi tutti provenienti dalla Cina, e quindi la quasi totalità della merce ha provenienza asiatica. I prodotti vengono spediti direttamente dal paese di produzione, molto spesso la Cina, potendo quindi risparmiare sul costo finale ma ciò comporta ovviamente tempi di spedizione lunghi. Arrivando dalla Cina i prodotti ci mettono 30-40 giorni ad arrivare, e la spedizione costa sempre almeno 1-2 euro a pezzo.

Fatturato, perdite e utenti, i numeri (non esaltanti) di Wish

Dai documenti presentati alla SEC emerge che l’azienda sta mostrando una crescita moderata senza perdite alle stelle. Wish ha registrato un fatturato di 1,75 miliardi di dollari per i nove mesi terminati il 30 settembre, in aumento rispetto a 1,33 miliardi di dollari nello stesso periodo dell’anno scorso, con un tasso di crescita del 32%. Tuttavia, le entrate erano cresciute solo del 10% tra il 2018 e il 2019. Wish sta mostrando una crescita più lenta rispetto ai giganti del retail e dell’e-commerce come Amazon, Target e Walmart. Nel terzo trimestre, Amazon ha registrato una crescita delle vendite del 38% su base annua a 48,4 miliardi di dollari, mentre Target e Walmart hanno ottenuto entrambi un notevole aumento dagli acquisti online alimentati dalla pandemia, e le vendite digitali del terzo trimestre sono salite rispettivamente del 155% e del 79% rispetto a un anno fa.
Non va dimenticato che anche Amazon per molti anni ha fatto molta fatica rendere redditizio il suo business.
Mentre la crescita è stata piuttosto debole per una start-up, il risultato di Wish è stato comunque abbastanza stabile: ha perso 247 milioni di dollari nel 2017, 208 milioni di dollari nel 2018 e 136 milioni di dollari l’anno scorso. Nei primi nove mesi del 2020 ha perso 176 milioni di dollari. Wish ha detto che ora conta più di 100 milioni di utenti attivi mensili in oltre 100 paesi, rispetto ai 70 milioni di utenti attivi mensili precedentemente segnalati. Più di 500.000 commercianti sono iscritti sulla sia piattaforma e il suo catalogo è cresciuto fino a 150 milioni di articoli. La maggior parte dei suoi commercianti ha sede in Cina, ma nel 2019 ha aggiunto alla sua piattaforma un numero maggiore di venditori dagli Stati Uniti.
La quotazione di Wish arriva in un momento in cui l’e-commerce ha avuto un assist grazie alla pandemia del coronavirus. Come molti rivenditori, Wish ha allungato i tempi di consegna con interruzioni della catena di fornitura e la perdita di alcuni commercianti sulla sua piattaforma al culmine della pandemia. Tuttavia, ha beneficiato di un maggiore utilizzo della telefonia mobile e di una minore concorrenza a causa del lockdown.

Perchè tanti usano Wish

Se Amazon si rivolge per lo più ad acquirenti benestanti. Wish mira ad attrarre gli acquirenti delle economie emergenti in Africa, America Latina ed Europa dell’Est, dove approssimativamente il reddito medio delle famiglie è di 18.000 dollari all’anno. Escluse Cina e India, l’azienda stima che a livello globale vi siano più di 1 miliardo di famiglie con un reddito inferiore ai 75.000 dollari all’anno. “Crediamo che il prossimo miliardo di clienti dell’e-commerce saranno questi consumatori “, afferma il prospetto di Wish.  L’azienda non ha mai pagato un dividendo e non ha intenzione di farlo. “Attualmente intendiamo trattenere tutti i fondi disponibili e gli eventuali guadagni futuri per utilizzarli nell’esercizio della nostra attività e non prevediamo di pagare dividendi in contanti nel prossimo futuro”, dice il prospetto.