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Investimenti ESG, la pandemia accelera la svolta green. Survey BlackRock mette in luce priorità future e dubbi

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Gli investitori raddoppieranno le loro allocazioni a prodotti sostenibili nei prossimi cinque anni e per il 20% la pandemia imprimerà ulteriore slancio ai loro investimenti sostenibili. Così emerge dall’ultimo sondaggio di BlackRock sull’investimento sostenibile condotto raccogliendo le opinioni di 425 investitori in 27 paesi, compresi piani pensione pubblici e aziendali, asset manager, donazioni, fondazioni e gestori patrimoniali globali, con attivi in gestione per circa 25.000 miliardi di dollari.

Volano gli investimenti sostenibili

Dal sondaggio emerge che la maggior parte degli intervistati ritiene che la sostenibilità sia fondamentale per i processi e i risultati d’investimento e il 75% sta già adottando o intende adottare un approccio integrato per tenere conto dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) nei propri portafogli. L’indagine suggerisce che questo è l’inizio di un cambiamento duraturo che proseguirà almeno per i prossimi cinque anni, con gli intervistati intenzionati a raddoppiare entro il 2025 il patrimonio in gestione conforme ai requisiti ambientali, sociali e di governance (ESG). “Il cambiamento strutturale identificato all’inizio di quest’anno è proseguito, via via che la convergenza delle pressioni politiche e normative, i progressi tecnologici e le preferenze dei clienti hanno trasformato la sostenibilità in un nuovo standard d’investimento,” ha dichiarato Mark McCombe, Chief Client Officer di BlackRock. “I risultati del nostro sondaggio dimostrano che questa transizione sostenibile ha una portata mondiale.”
Gli investimenti ESG inoltre riscuotono molto interesse fra i clienti della regione EMEA, dove a perseguire queste strategie è rispettivamente il 56% e il 52% degli intervistati. Nella regione EMEA, la maggior parte degli intervistati (51%) ha dichiarato di aver adottato strategie sostenibili perché è “la cosa giusta da fare”, mentre solo il 37% sarebbe spinto dalla volontà di “mitigare il rischio d’investimento”. In America, l’attenuazione del rischio è il secondo più importante catalizzatore che spinge all’adozione di queste strategie (49%), seguito dalla prospettiva di una “migliore performance rettificata per il rischio” e dal “mandato del CdA o del management” (entrambi al 45%).
“A livello regionale, i clienti attribuiscono una diversa priorità alle questioni ESG e alla loro implementazione. Mentre tutti identificano nel rischio climatico una sfida impellente, differente è il grado di attenzione riservato ad altre questioni, come i diritti umani, la diversità e l’inclusione,” ha spiegato McCombe. “I motivi addotti dai clienti per investire in modo sostenibile mostrano un’evidente varianza regionale. Se molti europei interpretano i vantaggi della sostenibilità dal punto di vista dell’impatto sociale, negli USA gli investitori sono più concentrati sulla gestione del rischio e sulle performance d’investimento.”

Le maggiori preoccupazioni degli clienti

L’88% degli investitori intervistati dal sondaggio di BlackRock colloca i rischi climatici fra le maggiori preoccupazioni attuali per i portafogli. In prospettiva futura, invece, per quanto il clima continuerà a occupare un posto di rilievo, molti intervistati (58%) si sono detti preoccupati anche per le questioni sociali, come la diversità e l’inclusione, o ancora per l’equità delle pratiche di lavoro – tutti aspetti che sembrano destinati a risalire la classifica delle priorità nei prossimi 3-5 anni.
La crescente importanza dei criteri ESG nel mondo degli  investimenti è riconducibile a una serie di motivazioni, non da ultimi una maggiore divulgazione di informazioni dalle aziende al pubblico e altri progressi nell’analisi dei dati per comprendere la rilevanza dei fattori ESG per gli investimenti. dubbi riguardo alla qualità dei dati sulla sostenibilità sono invece l’ostacolo maggiore a questo tipo di investimenti. Più della metà (53%) degli intervistati globali ha citato le preoccupazioni sulla “scarsa qualità o disponibilità di dati e analisi ESG” come principale ostacolo all’adozione di strategie d’investimento sostenibili, addirittura maggiore di altre difficoltà analizzate.