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Wall Street mette il turbo dopo 100 giorni da incubo, ecco l’entità dei rimbalzi dell’S&P 500 in situazioni simili del passato

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Settimana in poderoso recupero per i listini azionari, in particolare Wall Street. A supportare il movimento nelle ultime sedute sono state in prima battuta le minute Fed e poi le trimestrali convincenti di Alibaba e Baidu così come quelle di alcuni retailer (Macy’s e Dollar Tree soprattutto) che hanno controbilanciato i pessimi risultati di Walmart e Target delle scorse settimane. “A nostro avviso – spiegano gli analisti di MPS Capital Services – il driver principale è stato però rappresentato dal posizionamento leggero (dopo le vendite delle ultime settimane) e dall’inizio dei ribilanciamenti di fine mese che, secondo alcune stime, dovrebbero portare a forti acquisti di azionario USA similmente a quanto accaduto a fine marzo 2020“.

Le statistiche passate offrono interessanti spunti. I primi mesi del 2022 sono stati decisamente difficili per l’azionario. In particolare l’indice S&P 500, che venerdì scorso ha fatto una breve escursione in bear market (oltre -20% dai massimi di periodo), ha segnato uno dei 5 peggiori inizia un anno se si considerano i primi 100 giorni. Cosa è successo dopo gli altri quattro peggiori inizio d’anno (tutti molto lontani nel tempo)? Bene, nel resto di quegli anni che erano iniziati con performance da incubo l’S&P 500 ha messo a segno sempre risalite, in alcuni casi a due cifre. In particolare nel 1932 il resto dell’anno ha segnato +37,6% e nel 1970 +31%.

Un altro grafico evidenzia come l’S&P 500 è rimbalzato del 6,5% circa rispetto ai minimi recenti (dati alla chiusura di ieri). Abbiamo assistito a un rimbalzo di circa il 9% a gennaio/febbraio e di circa l’11,5% a marzo. Un altro rimbalzo dell’11,5% dai minimi ci riporterebbe al livello di 4250 e appena al di sotto della resistenza di 4300 all’inizio di maggio.

Siamo quindi davanti all’inizio di una grande rimonta stile quella del 2020 o è solo un rimbalzo di breve respiro all’interno di un bear market?