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Unicredit pronta a virare su Bper? Sono tre le piste per il dopo Mustier, analisti vedono Banco BPM sposa ideale

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Il prossimo amministratore delegato di Unicredit, che succederà a Jean Pierre Mustier, vedrà sul suo tavolo più di un dossier M&A da analizzare. Se nelle scorse settimane le attenzioni si erano concentrate quasi esclusivamente su MPS, adesso le alternative in campo appaiono varie con l’accelerazione del risiko bancario in Italia e non solo che pongono la nuova Unicredit post-Mustier chiamata a fare il prossimo passo.
L’ultimo rumor in ordine di tempo vede un possibile abboccamento futuro anche con Bper, con il mercato che subito coglie l’occasione per acquistare copiosamente azioni della banca emiliana (oltre +4% a 1,55 euro), così come quelle di Unicredit (+2,8%) che si giovano anche del rafforzarsi le pressioni politiche per un futuro di MPS ancora stand-alone sotto il controllo dello Stato. 

Non solo MPS, anche Bper tra le altre piste aperte

Il Sole 24 Ore di oggi indica tre possibili scenari di M&A. In primo è una riapertura dei contatti con il Tesoro per Mps, il secondo è Banco Bpm e il terzo una fusione con Bper. Quest’ultima ipotesi sarebbe stata studiata da una delle principali banche d’affari insieme ad alcuni ex manager di UniCredit. Nell’ipotetica combinazione Unipol, principale azionista di Bper Banca, subentrerebbe ad Aviva alla scadenza dell’accordo di partnership assicurativa con UniCredit. Il nuovo gruppo avrebbe inoltre un nucleo stabile di azionisti italiani con una quota del 10% (sommando le partecipazioni detenute attualmente nelle due banche da Unipol, Fondazione Sardegna, Fondazione Crt, Fondazione Cariverona ed altri enti minori).

Analisti vedono più valore con nozze Unicredit-Banco

Un’opzione, quella di un matrimonio UCG-Bper, che al momento è solo teorica in quanto non sarebbe stata nemmeno analizzata come alternativa strategica da parte del management delle parti interessate. E gli analisti si mostrano molto freddi circa le possibilità che tale scenario di M&A si concretizzi. Equita SIM attribuisce infatti alle nozze UCG-Bper le probabilità più basse di concretizzarsi nell’ambito dei vari scenari di M&A fra le banche in quanto, in primis, Unipol – principale azionista di BPE con il 20% – si diluirebbe in Unicredit post acquisizione al 2% diventando di fatto un azionista irrilevante.
La sim milanese punta invece sulla pista che porterebbe a Banco BPM. Una scelta ritenuta “strategicamente più interessante” in quanto permetterebbe a Unicredit di aumentare il peso in Lombardia – Regione chiave nello scacchiere italiano – dall’attuale 10% al 20% (rispetto al 15% con Bper).
Nelle scorse settimane era stata Unipol con il suo ceo Carlo Cimbri in prima persona ad accendere i riflettori su un ruolo attivo di Bper nel prossimo round di M&A indicando anche il Banco BPM come partner gradito. Parole di Cimbri poi in parte smorzate dal ceo di Bper, Alessandro Vandelli, che ha rimandato ogni discorso su future fusioni a quando la banca avrà ultimato l’integrazione delle filiali Ubi e Intesa, che richiederà 3-6 mesi per essere completata.

BlackRock non ha dubbi: Unicredit e Intesa protagoniste del consolidamento in UE

Parla di Unicredit anche Philipp Hildebrand, vice presidente di BlackRock, indicandola insieme a Intesa Sanpaolo come candidate a giocare un ruolo rilevante nel consolidamento del settore bancario, in Italia e anche in Europa. “Abbiamo fiducia nella banca e nelle sue prospettive di ulteriore sviluppo”, rimarca il top manager del colosso dell’asset management che risulta azionista sia di Unicredit che di Intesa.