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Piazza Affari condizionata dal crollo di STM. Sul Ftse Mib corrono FCA e banche

Piazza Affari tenta il rimbalzo e guarda sempre al mondo bancario e alle ipotesi di consolidamento che si delineano. Domani occhi sulla Bce

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Piazza Affari non si unisce al coro di rialzi in Europa. Dopo il rosso delle ultime due sedute, l’indice Ftse Mib ha aperto in territorio positivo per poi scivolare in negativo sotto la soglia dei 22 mila punti a metà mattinata complice il tonfo di STM.
Sugli altri listini europei rialzi convinti per Dax (+0,86%) ed Euro Stoxx 50 (+0,50%).

Affonda STM, corrono Bper e UniCredit

Sul fondo del listino principale milanese staziona, invece, STMicroelectronics arrivata fino a  -12% sotto i 30 euro (minimo intraday a 29,83 euro). Gli investitori accolgono con freddezza le indicazioni arrivate dal Capital Markets Day di questa mattina. Il ceo Jean Marc Chery ha annunciato il posticipo al 2023 del target di 12 miliardi di dollari di vendite annuali, con margine operativo tra il 15% e il 17%. Lo scorso anno STM aveva indicato l’obiettivo di ricavi a 12 mld $ per il 2022 con operating margin al 17-19%. Il consensus attuale vedeva vendite al 2022 a $12,1 mld e margine del 17,3%.
Tra i singoli titoli del paniere protagoniste due big del comparto bancario, con l’onnipresente tema del risiko bancario. L’ultimo rumor vede un possibile avvicinamento tra UniCredit e Bper (i due titoli avanzano ora di oltre il 2% sul Ftse Mib). Il “Sole 24 Ore” di oggi indica per la nuova UniCredit post Mustier tre possibili scenari di M&A. In primo è una riapertura dei contatti con il Tesoro per Mps, il secondo è Banco Bpm e il terzo una fusione con Bper. Quest’ultima ipotesi sarebbe stata studiata da una delle principali banche d’affari insieme ad alcuni ex manager di UniCredit.
“L’indiscrezione rappresenterebbe un progetto teorico e difficilmente ipotizzabile in quanto non sarebbe stata nemmeno analizzata come alternativa strategica da parte del management delle parti interessate”, commentano gli analisti di Equita SIM che attribuiscono le probabilità più basse di concretizzarsi nell’ambito dei vari scenari di M&A fra le banche in quanto, in primis, Unipol – principale azionista di Bper con il 20% – si diluirebbe in Unicredit post acquisizione al 2% diventando di fatto un azionista irrilevante. L’indiscrezione, aggiungono gli esperti, rappresenterebbe un progetto teorico e difficilmente ipotizzabile in quanto non sarebbe stata nemmeno analizzata come alternativa strategica da parte del management delle parti interessate.
Il via libera dell’antitrust europeo al progetto di fusione tra Fiat Chrysler Automobiles (Fca) e il gruppo Peugeot con la conseguente nascita di Stellantis sarebbe vicino. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da “Il Sole 24 Ore”, la settimana prossima o al massimo tra dieci giorni la Commissione europea darà l’ok alla fusione Fca-Psa, accettando le concessioni proposte, ossia l’utilizzo da parte dei concorrenti della loro rete di autofficine e aumento della  quota di veicoli a marchio Toyota attualmente prodotti dalla jv già esistente con Psa. Se confermato, l’autorizzazione arriverebbe ben prima del limite del 2 febbraio comunicato in precedenza e permetterebbe di arrivare alle assemblee straordinarie per approvare la fusione del 4 gennaio con tutte le autorizzazioni necessarie. Una notizia che sostiene Fca in Borsa, dove mostra una crescita di circa l’1,55 per cento.

I temi di giornata

Pfizer e BioNTech hanno raggiunto una tappa importante nel loro percorso per l’autorizzazione negli Usa del loro vaccino Covid-19 con la pubblicazione dei dati da parte dell’American Medicines Agency che hanno mostrato efficienza e sicurezza all’altezza delle aspettative. Buone notizie anche dal lato del piano di supporto per l’economia americana con la Casa Bianca che ha proposto un pacchetto di stimoli di 916 miliardi di dollari (756 miliardi di euro) per contrastare l’impatto della crisi Covid. Infine, sul fronte Brexit, oggi il primo ministro britannico Boris Johnson e il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si incontreranno a Bruxelles per cercare di sbloccare i negoziati e procedere verso un accordo commerciale tra il Regno Unito e l’Unione europea.
In questo contesto, i listini asiatici questa mattina mostrano segno positivo, grazie anche ai nuovi record a Wall Street dell’indice S&P500 (al di sopra della soglia di 3.700 punti per la prima volta in assoluto) e del Nasdaq. Tokyo ha chiuso gli scambi oggi con un progresso di oltre 1 punto percentuale. Per quanto riguarda l’Italia, oggi sono previste le votazioni di Camera e Senato sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte in vista del prossimo vertice europeo, con la riforma del Mes tra i temi di discussione. Intanto, sul fronte emissioni, il Tesoro offrirà in asta Bot annuali per 7 miliardi.

Bce-Day in arrivo domani

Si avvicina infine il Bce-Day di domani. Per Gero Jung, capo economista di Mirabaud Asset Management, la Bce annuncerà un aumento significativo del PEPP, il programma di acquisto di asset, di almeno 400 miliardi di euro e offrirà alle banche nuovi programmi di supporto al credito a basso costo. “È improbabile che il tasso negativo sui depositi venga modificato, mentre le nuove proiezioni interne includeranno probabilmente una significativa revisione al ribasso dell’attività economica attuale, in quanto i sondaggi di novembre indicano che nel quarto trimestre l’economia si sta nuovamente contraendo”, spiega l’economista.
Una grande sfida riguarderà la comunicazione. In primo luogo, per Gero Jung, saranno fatte delle osservazioni precise sulla forza dell’euro, che penalizza ulteriormente i prezzi delle merci importate e di conseguenza l’inflazione? Un secondo punto riguarda il fatto che lo stimolo monetario è più efficace in una situazione di crisi acuta, ma meno nel rilanciare l’attività – ed eventualmente l’inflazione – quando è già estremamente accomodante. Di conseguenza, sarà importante il modo in cui la Bce comunicherà la strategia con cui intende procedere per aumentare gradualmente l’inflazione, anche se mancherà il target di “vicino ma inferiore al 2%” in un orizzonte di lungo periodo.