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Unicredit pregusta maxi-pulizia bilancio con operazione MPS, ma analisti vedono tre motivi per restare cauti sul titolo

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Il Tesoro appare pronto a tutto per convincere Unicredit a mettersi in pancia MPS. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi che ipotizzavano un’operazione con Amco pronta ad acquisire 14 miliardi di euro di crediti deteriorati di Unicredit, oggi la cifraè lievitata a 20 miliardi di euro.
La nuova cifra indicata da Il Messaggero mette le ali al titolo Unicredit che oggi ha chiuso a 8,178 euro (+1,82%), miglior performer tra le banche.

Amco pronta ad accollarsi quasi in toto gli NPE di Unicredit

AMCO, controllata dal Tesoro, sarebbe quindi pronta a rilevare la quasi totalità degli NPE di UCG, circa 20 mld di euro su 22,7 mld al 3° trimestre 2020, di cui circa 10 mld NPL e 12 mld UTP. “Se l’indiscrezione fosse confermata, la Combined Entity Unicredit-MPS avrebbe un NPE Ratio pro-forma di circa l’1%”, argomenta Equita che vede tale maxi-cessione di NPE, se sarà confermata insieme alle altre misure in programma, aumentare significativamente le probabilità dell’acquisizione di MPS da parte di Unicredit.
La dote complessiva per l’acquisto di MPS si attesterebbe infatti a circa 8 miliardi di miliardi, di cui circa 2,5 mld dall’iniezione di capitale in MPS, 2,5 mld € dalla trasformazione delle DTA in crediti d’imposta e 2,5 mld/3 mld dall’acquisto di prestiti in bonis.

Mediobanca rimane cauta sul titolo

Questi ultimi rumor trovano concordi gli analisti circa l’appeal di tale azione, anche se non mancano i dubbi circa le prospettive di breve per il titolo Unicredit. “I 20 miliardi di miliardi rappresentano circa il 90% dello stock di crediti deteriorati presenti nel bilancio di Unicredit al 30 settembre 2020 e quindi l’acquisto di 20 miliardi porterebbe una pulizia quasi completa della banca“, rimarca Mediobanca Securities che il mese scorso ha declassato Unicredit a Underperform dopo l’annuncio della partenza del ceo Mustier, in quanto lasciava il banca senza un solido caso di investimento. Gli analisti di piazzetta Cuccia ribadiscono oggi la posizione short sul titolo nel loro portafoglio long/short di gennaio (così come lo scorso mese) poiché vedono i negativi dati COVID accoppiarsi alle turbolenze politiche in Italia e che si sono sovrapposte al difficile compito di nominare un nuovo amministratore delegato.

La difficile scelta del successore di Mustier

Proprio sul nuovo ad si tornerà a parlare in casa Unicredit settimana prossima. Il board in programma il 13 gennaio, stando a quanto riferisce Il Sole 24 Ore, farà il punto sul processo di selezione del nuovo ceo; l’intento sarebbe di pervenire a un nome entro il cda del 10 febbraio, fissato per l’approvazione dei conti 2020. Tra i nomi in lizza ci sarebbero quelli di Flavio Valeri, Andrea Orcel, Fabio Gallia, Marco Morelli e Marina Natale; a questi si dovrebbe aggiungere una candidatura interna tra Carlo Vivaldi (co-chief operating officer(, Francesco Giordano (co-ceo del Commercial Banking Western Europe) e Niccolò Ubertalli (ce-ceo Commercial Banking Eastern Europe).