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Unicredit: la view degli analisti per il 4° trimestre 2020, nel giorno del cda tornano rumor su maxi-fusione a tre con Mps e Banco

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Dopo i numeri positivi snocciolati settimana scorsa da Intesa Sanpaolo, domani toccherà a Unicredit superare il test dei conti del quarto trimestre 2020. La seconda maggiore banca italiana dovrebbe riportare una marcata perdita trimestrale dovuta ad accantonamenti più elevati e minori entrate. Il focus sarà poi sulle indicazioni relative ai dividendi con l’istituto di piazza Gae Aulenti chiamato a rispondere alla potenziale abbuffata di cedole da parte di Intesa, dando fiato alla politica di maggiore remunerazione degli azionisti (dividendi più buyback) che lo scorso anno è stata frenata sul nascere dallo stop Bce per tutte le banche.
Quello 2020 sarà l’ultimo bilancio firmato dal ceo uscente Jean Pierre Mustier. Da metà aprile inizierà la gestione Orcel, banchiere di rango internazionale ed esperto in fusioni. E proprio il capitolo M&A tiene sempre banco in queste settimane. In attesa che prenda forma il governo Draghi, la possibile acquisizione di Mps da parte di Unicredit è sempre un’opzione calda sui mercati, così come altri scenari che coinvolgerebbero anche Banco BPM in una non semplice fusione a tre che andrebbe a creare un player in grado di contrastare la posizione di dominio assunta da Intesa Sanpaolo dopo l’acquisto di UBI.

Unicredit è sotto i riflettori in attesa dell’insediamento del nuovo amministratore delegato Andrea Orcel e degli sviluppi su una possibile acquisizione del Monte dei Paschi. Settimana scorsa il presidente designato Pier Carlo Padoan ha rimarcato che sul fronte M&A il gruppo tiene tutte le opzioni aperte. Oggi Il Corriere è tornato a indicare come la le possibili idee sul tavolo di Unicredit ci sia anche la possibilità di intavolare delle nozze a tre con MPS e Banco BPM. Quest’ultima porterebbero in dote anche il risparmio gestito di Anima, in partnership con Milano e Siena. Il Corriere ricorda come il Tesoro ha predisposto una dote multipla (Dta, acquisto di npl da parte di Amco, garanzia sulle cause legali) da circa 6 miliardi al fine di rendere l’operazione MPS neutrale dal punto di vista del capitale.

Il consensus degli analisti sui conti di Unicredit

Tornando ai conti di Unicredit, il consiglio di amministrazione si riunisce oggi, ma la pubblicazione dei risultati è prevista in serata.
La banca di piazza Gae Aulenti come di consueto ha pubblicato sul suo sito il consensus degli analisti in vista dei numeri trimestrali. Il risultato netto è atteso negativo per 717 milioni di euro nel trimestre tra ottobre e dicembre andando a far lievitare il saldo in rosso atteso per l’intero 2020 (2,33 miliardi la perdita netta attesa dagli analisti). La prima parte del 2020 era stata segnata dal rosso per 2,7 mld del 1° trimestre dovuto a poste non operative negative quali 1,3 miliardi da un accordo sindacale sulle uscite volontarie, 1,7 miliardi da transazioni su Yapi Kredi e 902 milioni di accantonamenti a causa del lockdown dovuto al Covid-19.
Il consensus pubblicato sul sito Unicredit, che si basa su stime e previsioni di analisti rappresentanti 23 broker che coprono il titolo UniCredit, prevede ricavi trimestrali totali a 4,29 miliardi. Per l’intero 2020 i ricavi sono indicati a 17,19 miliardi. Il risultato netto di gestione è visto a -523 mln nel trimestre e -1,915 mld sull’intero 2020. Il consensus Bloomberg risulta invece leggermente migliore (perdita di 655,3 mln), con ricavi per 4,3 mld. Il dividendo per azione stimato è di 0,13 euro.
Gli analisti di Intesa Sanpaolo si allineano sostanzialmente alle stime di consensus indicando una perdita netta del 4° trimestre a 728 mln, pagando gli elevati accantonamenti per perdite su crediti. Il net interest income (NII) è stimato piatto con un rimbalzo stagionale delle commissioni (+4,3% t /t).

Mercato aspetta lumi su nuova strategia della banca

Per l’intero 2020, gli esperti di Intesa si aspettano che Unicredit rispetti le sue indicazioni sia in termini di margine di interesse (9,5 miliardi di euro), commissioni attive (6 miliardi di euro), costi operativi (9,9 miliardi di euro) e costo del rischio (a 109 pb, a metà del range guidance di 100-120 pb).
“Crediamo che l’attenzione del mercato rimanga sui potenziali cambiamenti della strategia della banca, a seguito del cambiamento del ceo. Considerando che Orcel sarà nominato ufficialmente solo il 15 aprile (mentre il signor Mustier può dimettersi immediatamente dopo la pubblicazione dei risultati 2020), riteniamo che la banca possa rimanere in un limbo per i prossimi mesi, fino a quando Orcel non chiarirà la strategia della banca sia su M&A e/o su base stand-alone”.