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Trump torna alla carica contro Google e i social. E umilia di nuovo Bruxelles

Le piattaforme social, aveva già detto Trump, si stanno “muovendo in un territorio molto, molto accidentato, e devono stare attente. Io penso che Google si sia approfittata di davvero tante …

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Donald Trump all’attacco contro tutto e tutti: la Cina, ma anche l’Unione europea, il WTO, e poi ovviamente i vari social network, entrati nel suo mirino già qualche giorno fa. Alcune persone, scrive su Twitter, ritengono che Google, Facebook, Amazon versino in una situazione di “antitrust” .

“Io – continua – non posso commentare e non commenterò se dovranno essere fatte a pezzi, oppure no. Ma guardate il modo davvero ingiusto in cui i conservatori vengono trattati“.

Per Trump Google, in particolare, indirizza volutamente gli utenti, nel corso delle loro ricerche online, su pagine politiche faziose, che danno un’immagine non veritiera su di lui e sulla politica che rappresenta. L’accusa, insomma, è che i social sfornino una serie di fake news.

Già nella giornata di martedì, Trump aveva attaccato Facebook, Twitter e Google.

Le piattaforme social, aveva detto, si stanno “muovendo in un territorio molto, molto accidentato, e devono stare attente. Io penso che Google si sia approfittata davvero di tante persone, credo che si tratti di una questione seria e di un’accusa molto grave. E’ meglio che stia attenta, anche perchè non può fare questo alla gente”.

E ancora, nei tweet di due giorni fa, Trump aveva accusato Google di mostrare nei risultati delle ricerche di notizie su Trump, soltanto articoli e video falsi e non attendibili. Immediata la replica del gigante che, in una nota, ha scritto che “la ricerca non è utilizzata per creare un’agenda politica, così come nessun risultato viene canalizzato a sostegno di una qualche ideologia politica”.

In un’intervista rilasciata a Bloomberg, Trump è andato oltre il mondo dei social o dei motori di ricerca. Non è mancato lo schiaffo all’Unione europea, per esempio, dopo che proprio ieri la Commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem aveva confermato, nel corso di un’audizione all’Europarlamento, che Bruxelles sarebbe stata pronta anche ad andare a “zero dazi (sulle auto)”, se ovviamente gli Usa avessero mostrato una simile apertura.

Una “opportunità – aveva precisato Malmstroem- di voltare pagina rispetto all’escalation” della guerra commerciale.

Trump ha però umiliato Bruxelles, snobbando del tutto il ramoscello di ulivo offerto: l’Unione europea, ha detto il presidente Usa, è quasi colpevole come la Cina nel commercio, semplicemente è più piccola. Di conseguenza, l’azzeramento dei dazi non sarebbe sufficiente.

A rialimentare i timori sulla guerra commerciale, anche i commenti sulla Cina, in attesa dell’annuncio relativo all’imposizione di nuovi dazi doganali per $200 miliardi che dovrebbe arrivare, ha detto Trump,  all’inizio della prossima settimana.  Trump ha minacciato anche di ritirare gli Stati Uniti dal WTO.