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Trump punisce APP cinesi WeChat e TikTok. Ma anche le americane Tesla, Apple e Google

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Nuovo atto della guerra di Donald Trump contro le società tecnologiche e le APP cinesi. Il presidente americano ha firmato ordini esecutivi che mettono al bando, negli Stati Uniti, qualsiasi transazione (effettuata da qualsiasi persona o proprietà Usa) con WeChat e TikTok, APP che fanno capo rispettivamente ai colossi Tencent e Bytedance, entrambi cinesi.
Non si tratta esattamente di una doccia fredda, visto che erano settimane che Trump e il segretario di Stato Usa Mike Pompeo si alternavano per lanciare affondi e minacce contro le due società. Tutto questo, mentre c’è di mezzo anche Microsoft, in trattative con Bytedance per acquistare TikTok in Usa, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Microsoft, che deve concludere i negoziati entro il prossimo 15 settembre, e che potrebbe alla fine, ‘grazie’ all’amministrazione Trump, trovarsi costretta a pagare un prezzo maggiore.

Il presidente americano non ha mancato tra l’altro di esprimere il desiderio che il colosso fondato da Bill Gates acquisti TikTok in blocco, e che parte della somma pagata dai cinesi comunque vada alle casse dell’amministrazione Usa visto che, dice, il deal sarà possibile solo grazie al suo nulla osta.
Gli affondi contro TikTok e WeChat si sono sprecati negli ultimi giorni, aumentando di intensità dagli inizi di agosto.
Il motivo della rabbia trump-iana è sempre lo stesso: i gruppi rappresenterebbero una minaccia per la sicurezza nazionale degli States. Riguardo a TikTok, la regina dei social amata dai giovani di tutto il mondo, l’accusa è di inviare i dati degli utenti americani al governo di Pechino.
Dopo i ripetuti attacchi contro il colosso delle infrastrutture Internet Huawei – che tra l’altro, nonostante tutto, è diventato proprio di recente il primo player di smartphone al mondo, superando Samsung ed Apple – e dopo aver definito anche l’altra società cinese ZTE ‘un pericolo per la sicurezza nazionale’ americana gli Usa, secondo quanto anticipato da Pompeo, sarebbero pronti ad andare a fondo della questione, temendo sempre di più un eventuale utilizzo da parte di Pechino delle sue tecnologie ai fini di spionaggio.
Detto questo, dall’altro lato Tik Tok ha accusato Facebook di plagio e diffamazione. A proposito di Facebook, c’è da dire che proprio Tencent ha battuto di recente il social di Mark Zuckerberg in termini di valore di mercato.
Tornando agli ordini esecutivi di Trump, nel motivare il bando il presidente ha affermato, stando al contenuto del comunicato a cui ha avuto accesso l’agenzia Bloomberg, che queste APP potrebbero essere utilizzate, anche, per lanciare campagne di disinformazione (praticamente fakenews) che andrebbero a beneficiare il Partito comunista cinese. Il bando di Trump ha avuto effetti immediati sui titoli interessati: Tencent è scivolata del 7% alla borsa di Hong Kong che, tra le borse asiatiche, si è confermata oggi la peggiore.
A soffrire, in generale, il sottoindice tecnologico dell’indice benchmark Hang Seng, ovvero l’Hang Seng Tech index – che include le 30 principali società hi-tech scambiate a Hong Kong – in calo di oltre -3%. Sell anche sull’indice conosciuto come il Nasdaq cinese, ovvero Chinext, scivolato di oltre -2,8%.
Le vendite si sono abbattute anche su altri grandi titani cinesi, come Semiconductor Manufacturing International Corporation, che a Hong Kong è capitolata di oltre -8%; giù anche le quotazioni del produttore di smartphone cinese Xiaomi (-3,77%) e della società di infrastrutture per tlc ZTE (-3,6%). Anche Alibaba non è stata risparmiata dai sell off, cedendo a Hong Kong il 3,77%.
E tuttavia la vendetta di Trump – il cui timing fa riflettere, visto che  arriva a pochi mesi dalle elezioni presidenziali Usa, rischia di avere fin da subito un effetto boomerang: delle conseguenze che il tycoon non ha calcolato parla un articolo di MarketWatch, che indica come la messa al bando delle due APP rischi di colpire un bel po’ di società americane.
“Questo perchè Tencent è una delle società più grandi e più di valore al mondo, che detiene partecipazioni di controllo in diverse società di videogame americane, come Riot Games, Epic Games e Activision Blizzard. Non solo Tencent ha anche quote nei capitali di Tesla e Snap, quest’ultima società che controlla Snapchat, ma ha stretto anche accordi di streaming con l’NBA, la NFL e la Major League Baseball. E l’ordine potrebbe colpire anche le APP stores di Apple e Google (di Alphabet), che includono le APP di Tencent.
E così i commenti sui social si sprecano:
“Unreal Engine è di proprietà di Epic Games e Tencent ha una quota del 40% in Epic Games. Unreal Engine è tra i motori di gioco più ampiamente utilizzati sul mercato, e ha aiutato tra l’altro molti sviluppatori di giochi, senza costringerli a sviluppare i loro propri motori, cosa che richiederebbe anni per essere realizzata”, scrive un utente di Twitter.
Così @Slasher: “Con la sua stretta su Tencent, Trump ha suo malgrado messo al bando i finanziamenti a favore di Riot Games, Epic Games, League of Legends, Valorant, Fortnite, e metà dell’industria dei giochi”.
Insomma, viene da dire: proprio un bel lavoro, Trump, promotore dell’America First.